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giovedì 18 maggio 2017

IsiameD modello digitale di azienda per la ristorazione di territorio


Giovedì 25 maggio presso la Sala Gonfalone del Consiglio Regionale della Lombardia, si terrà la Conferenza Media “INNOVAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE Un Modello Italiano per l’Agroalimentare”
Un anno di “sperimentazione in campo”, realizzata da IsiameD, ha generato nel settore agroalimentare un modello digitale di azienda per la ristorazione di territorio.


ISIAMED: PRIMO MODELLO DIGITALE ITALIANO PER L’AGROALIMENTARE
Un anno di “sperimentazione in campo”, realizzata da IsiameD, ha generato nel settore agroalimentare un modello digitale di azienda per la ristorazione di territorio. Il road show di IsiameD presso le Istituzioni ha individuato nella Regione Lombardia l’opportunità di un confronto pragmatico sull’internazionalizzazione, effetto positivo di EXPO, utile a fertilizzare con l’innovazione la creazione del primo modello digitale per il Territorio che possa cogliere l’opportunità contestuale dell’arrivo, anche nelle aree a fallimento di mercato, della banda larga.
In accordo con la Regione Lombardia i risultati della sperimentazione saranno illustrati il 25 maggio in occasione della presentazione del modello digitale di azienda elaborato da IsiameD per la ristorazione di territorio.
Il modello digitale italiano, prodotto in Italia e pensato per le aziende e la pubblica amministrazione italiana non riguarda solo l’agroalimentare. IsiameD Digitale è la prima management company italiana per l’innovazione digitale ad aver integrato le competenze relazioni internazionali ed economia digitale. Il metodo IsiameD Digitale rispecchia lo spirito dei fondatori che nel 2016 hanno colto una domanda crescente delle aziende italiane impegnate a trovare le risorse per gli investimenti, apprendere le competenze per la governance, rigenerare il modello organizzativo, gestire il ciclo del credito, e il modello di business del “dialogo digitale” per restare protagoniste nell’economia digitale. IsiameD ha realizzato per le prime verticali strategiche del Sistema Italia, turismo/ industria meccanica/ real estate / logistica / agroalimentare, un vero proprio check digitale che ha visualizzato come riportare il core business nel mercato dell’economia digitale a “zero confini”.
Con il modello digitale italiano si può produrre l’innovazione utile a rendere l’investimento di oltre euro 7,1 miliardi concretamente una salvaguardia di un sistema produttivo tipico che va dotato di competenze e modelli per la creazione di valore e la esportabilità dei progetti e dei prodotti delle PMI.
FonteIsiameD

PAYBACK torna on air con la nuova campagna “Punti Pazzi”

Due spot radio e una video strategy da pazzi !

 

Milano, 18 maggio 2017 Il Programma fedeltà multi-partner PAYBACK - società del Gruppo American Express – affida il lancio della sua promozione "Punti Pazzi" ad una campagna radio e ad una innovativa video strategy.

A partire dal 14 maggio e fino al 10 giugno, PAYBACK è  on air con un'intensa pianificazione radiofonica con copertura nazionale sulle principali emittenti con due spot dallo stile ironico e vivace. Il soggetto scelto, declinato in formato da 30" e da 15", punta all'immediata riconoscibilità della voce del noto "arrotino", simpatico annunciatore dell'arrivo dei "Punti Pazzi" presso i Partner PAYBACK.

La possibilità di moltiplicare in maniera eccezionale ed insolita i punti PAYBACK vuole farsi ricordare con un sorriso dagli ascoltatori radiofonici delle principali emittenti nazionali tra cui RDS, Radio Deejay, Radio Capital, Radio Italia, Radio 105, RMC, Virgin Radio, Radio Rai ed RTL 102.5. La pianificazione radio è a cura di Mindshare.

La campagna, volta a riaffermare il valore della coalition PAYBACK - che vanta Partner importanti nei principali settori del largo consumo e dei servizi (tra cui Carrefour, Esso, Alitalia, 3, Mediaset Premium, American Express, Carrefour Banca, BNL, GrandVision, Hertz, Mondadori Store, Sorgenia, Giordano Vini e oltre 70 Partner online) – si completa con una innovativa strategia video lanciata in partnership con Mosaicoon. La tech company italiana che, con la sua innovativa piattaforma tecnologica, mette in contatto brand e creator: talenti della creatività che propongono format video originali da personalizzare e distribuire online in modo facile e veloce.

La campagna video di PAYBACK declina in 3 soggetti diversi il format del tutorial folle, che si propone di insegnare a volare, a diventare invisibili ed a spostare gli oggetti con il pensiero, con un risultato paradossale e comico.

L'obiettivo della strategia è di intrattenere ed incuriosire clienti e prospect a scoprire le "offerte pazze", con uno stile comunicativo in linea con la vocazione digitale e "fun" di PAYBACK.

 



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martedì 16 maggio 2017

Ferraris AD Terna, la sfida portare le nostre reti al centro d'Europa

Il nuovo amministratore delegato, Luigi Ferraris, avrà l’impegnativo compito di fare del gruppo uno dei player fondamentali nella realizzazione del grande network per l’interconnessione e lo scambio di energia nel continente



Anche i manager ritornano sul luogo del delitto. L’ultima volta che se ne era occupato, Terna non esisteva ancora: era la divisione dell’alta tensione di Enel, la teoria di tralicci che porta l’elettricità lungo tutta la penisola. Se ne era interessato perché, come direttore finanziario dell’ex monopolista, ha prima lavorato al suo spin off e poi alla quotazione in Borsa, fino al distacco definitivo, lasciandola sotto il controllo della Cassa Depositi Prestiti. Ma all’epoca, con il mercato libero dell’energia intento a muovere i primi passi, Luigi Ferraris non avrebbe mai immaginato di tornarci da amministratore delegato. E per di più al termine di uno scontro politico che ha visto contrapposte la fazione che fa capo al riconfermato segretario del pd Matteo Renzi, da una parte, e gli uomini del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dall’altra. Alla fine,l’ex premier ha dovuto accettare che i suoi candidati (si è parlato dell’ex numero uno di Acea Roberto Irace nonché dell’amministratore delegato di A2a, Luca Camerano) si facessero da parte. E dare via libera a questo cinquantacinquenne genovese di origine ma ormai romano di adozione, avendo costruito la sua carriera a partire dal 1996 nelle aziende controllate dallo Stato.
L’approdo a Terna è la sua grande occasione, visto che finora il suo è stato un nome noto soprattutto agli addetti ai lavori, dai gestori dei fondi internazionali ai banchieri d’affari. Ma anche ai piani alti di via XX Settembre, con il ministro Padoan e i vertici di Cdp che lo hanno difeso e imposto come manager affidabile per la sostituzione di Matteo Del Fante, ex banchiere e fiorentino come il premier, passato dopo solo un mandato alla guida di Poste Italiane. Renzi ha così dovuto accontentarsi, si fa per dire, di aver giubilato Francesco Caio, dirigente di lungo corso in Italia (Indesit) e Inghilterra (Cable&Wireless), reo di non aver voluto lavorare su alcuni dossier cari a Palazzo Chigi come l’acquisizione di Pioneer, la società di gestione del risparmio di Unicredit finita ai francesi di Amundi, ma a un prezzo che Caio aveva definito eccessivo. Vicenda che Ferraris ha comunque potuto seguire da un osservatorio privilegiato, visto che nel 2015 ha lasciato Enel per assumere l’incarico di direttore finanziario proprio alla Poste.

Di tutta questa pubblicità, legata a giochi politici e valzer di poltrone, Ferraris avrebbe fatto a meno, avendo costruito tutta la sua carriera sul lavoro in azienda (raccontano che spesso si presenti in ufficio anche al sabato) e molto poco sui salotti romani. Ma ora non potrà più sottrarsi: «In questi anni ha dimostrato nei ruoli che ha ricoperto di essere abile e scaltro. Ora deve dimostrare di avere il carisma per comandare e farsi rispettare», è il parere di un banchiere d’affari milanese che lo conosce bene.
Che sia capace di navigare anche nei momenti meno favorevoli lo ha dimostrato quando tre anni fa è andato in scena in Enel il ribaltone – imposto da Renzi in tutte le partecipate pubbliche – che ha portato Francesco Starace sulla poltrona di amministratore delegato di Enel. Un cambio avvenuto dopo i nove anni di Fulvio Conti, di cui Ferraris è stato uno dei più stretti collaboratori. Entrato in Enel nel 1999 (dopo esperienze in Price WaterhouseCoopers, Piaggio e Finmeccanica), il manager genovese ha scalato tutte le posizioni. Prima come direttore finanziario delle società in cui vennero raggruppate le 15 centrali elettriche da vendere ai privati nell’ambito del processo di liberalizzazione. Poi, dal 2002 al 2004 è stato responsabile pianificazione e controllo della divisione Infrastrutture e Reti, per poi passare con lo stesso ruolo nella capogruppo. Il salto di qualità nel 2008, con la nomina a direttore finanziario di Enel, posizione dalla quale ha curato tutte le attività di capital market della società: dall’aumento di capitale da 8 miliardi nel 2009, dopo la complessa acquisizione della spagnola Endesa, alla quotazione di Enel Green Power (per una valorizzazione da 2,4 miliardi), più tutta la sfilza di emissioni obbligazionarie e la gestione del debito “monstre” da oltre 40 miliardi. A cui va aggiunta l’avvio dell’opera di razionalizzazione di tutte le controllate sudamericane di Endesa, un groviglio di partecipazioni incrociate e catene di controllo infinite, di cui Enel è venuta a capo soltanto pochi mesi fa. Proprio al Sudamerica lo destina Starace non appena arriva in Enel nel 2014. Il classico “promoveatur ut amoveatur”: l’incarico è prestigioso (responsabile dell’area America Latina e amministratore delegato della Cilena Enersis, il fiore all’occhiello delle controllate d’oltreoceano), ma intanto a Roma un altro prende il suo posto come direttore finanziario. Ecco perché, alla prima occasione, quando Cdp cerca un direttore finanziario da mettere accanto a Caio diventato numero uno di Poste Italiane, Ferraris ha lascia il gruppo dopo sedici anni.
Ma “l’esilio” in Sud America, tutto sommato, potrebbe rivelarsi utile. Nonostante qualche turbolenza (vedi il rallentamento dell’economia in Brasile), il continente ha voglia di crescere e ha fame di energia. Soprattutto di infrastrutture: Terna ha già vinto due gare da 250 milioni di investimento in Brasile (porterà la luce anche nella capitale federale) e in Uruguay, ma conta di partecipare anche a molti altri progetti in corso, sfruttando anche la presenza di Enel in tutta l’America Latina.

Sebbene la gestione della rete nazionale sia la prima fonte di redditività dell’azienda nonché la priorità industriale del gruppo, la crescita nelle attività “non regolate” sarà uno dei mantra della gestione Ferraris: da qui dovranno arrivare nei prossimi cinque anni 350 milioni di ebidta aggiuntivo, con una crescita del 40 per cento rispetto al precedente piano. In parte da investimenti nelle rinnovabili: come il recente accordo con le Fs per l’installazione di centrali a pannelli solari lungo il percorso dell’Alta Velocità per alimentare il Frecciarossa. Ma Ferraris dovrà impegnarsi soprattutto nelle attività che potrebbero fare di Terna uno dei player fondamentali per la realizzazione di una rete europea dell’energia. Perché dopo l’inaugurazione del nuovo collegamento tra Calabria e Sicilia e il prossimo della Gissi-Foggia, sono stati eliminati gli ultimi colli di bottiglia che pesavano non poco sui costi della bolletta nazionale. Collegata l’Italia, ora bisogno collegare gli italiani al resto d’Europa, ma anche all’Africa. Nel piano di investimenti da 4 miliardi al 2021, è previsto – per esempio – il completamento del cavo che collegherà la costa adriatica con il Montenegro, con un interscambio fondamentale con tutti gli stati balcanici, che farà così il paio con quello già esistente con la Grecia. Allo stesso modo, dovranno proseguire sia le opere per le interconnessioni con la Francia e l’Austria, ma anche le attività di lobby con gli altri operatori europei (e con l’Unione Europea) per la definizione delle regole che consentano lo scambio di energia lungo tutto il continente.
La geopolitica dell’energia coinvolgerà Ferraris su un piano ancora più alto. Al momento è solo una suggestione, ma gli europei dovranno presto fare i conti con uno dei progetti più ambizioni della Cina: creare una sorta di “internet dell’elettricità”, in contrapposizione alla rete informatica di marca statunitense. In pratica, si tratta di creare una infrastruttura globale dell’energia, alimentata soprattutto da rinnovabili e sostenuta da reti in parte esistenti, ma in buona parte da costruire, e che possa mettere in collegamento l’elettricità prodotta in Australia con quella del Canada.

E i cinesi Ferraris ce li ha in casa: il 30 per cento di Cdp Reti, la scatola che controlla a sua volta il 30 per cento di Terna (ma anche di Snam) è in mano a State Grid of China, la più grande utility del mondo che sarà uno dei protagonisti dell’internet elettrico che ha in mente il governo di Pechino. Non per nulla, State Grid ha già comprato pezzi di rete in Grecia, Spagna e Portogallo. Non è un caso che sia partita dal sud Europa, perché deve essere realizzato ancora il primo collegamento con l’Africa. E, guarda caso, Terna ha appena chiesto un primo finanziamento all’Unione Europea per la realizzazione di un cavo tra Sicilia e Tunisia, per un investimento complessivo di 600 milioni. Sarà anche fantageopolitica energetica ma Ferraris farà bene a prendere subito in mano il dossier.

FonteRepubblica.it Economia&Finanza

Superfoods Peru a Tuttofood 2017, non possono mancare nella nostra dispensa

È il Perù il paese dei “Superfoods Peru” Lucuma, camu-camu, maca e tanti altri
Presentata a Tuttofood 2017 la nuova lista degli alimenti che non possono mancare nella nostra dispensa, dopo la quinoa
L’ufficio commerciale del Perù in Italia ha presentato a Tuttofood 2017 i “Superfoods Peru

I dati parlano chiaro, l’Italia si attesta come uno dei Paesi europei che importano maggiormente “i super alimenti peruviani”. Nonostante la crisi abbia fatto registrare delle flessioni, il Bel Paese dimostra di apprezzare i frutti della terra peruviana. Un esempio importante sono i dati riguardanti la quinoa, che, tra il 2012 e il 2016, hanno mostrato una crescita dell’importazione nel mercato Italiano del 66%, configurandosi come un prodotto che non può mancare nella cucina salutare italiana. Inoltre si osserva che le importazioni in Italia di prodotti appartenenti alla categoria di super alimenti presentano un trend in aumento, come ad esempio le importazioni di maca, conosciuto energizzante ed equilibrante, che è cresciuto del 40%, anche per gli altri prodotti appartenenti alla medesima categoria si aspetta una crescita notevole nel consumo.
Commenta Amora Carbajal Schumacher, direttrice dell'Ufficio commerciale del Perù in Italia: “Superfoods Peru” sono tutti gli alimenti con elevati valori nutrizionali che il Perú offre e che sono relazionati alla salute e all’alimentazione salutare. Alimenti che facevano parte della dieta dei nostri antennati e tutt’oggi sono alla base della dieta di tutte le famiglie peruviane e di tante altre famiglie in tutto il mondo.
Il 72% degli europei preferisce i super alimenti ai cibi trattati. Per queste importanti ragioni, noi dell’Ufficio Commerciale del Perú in Italia in collaborazione con la Camera di Commercio di Lima, abbiamo presentato a Tuttofood 2017 sei imprese peruviane che hanno esposto in questi 4 giorni di fiera i loro prodotti; oltre ai già ben conosciuti quinoa e bacche inca, sono stati presentati: il camu camu, frutto nativo della Amazonia peruviana, considerato il più ricco di vitamina C di tutto il pianeta, la lúcuma, un frutto ideale per la gelateria e la pasticceria che ha un sapore che ricorda il butterscotch e il caffé, e che possiede ottime caratteristiche per ridurre colesterolo e rafforzare il sistema immunitario; la maca, ricca di carboidrati, proteine, minerali e amminoacidi essenziali, che le conferiscono una valenza nutrizionale di un certo spicco e rilievo; i semi di chia, che sono estremamente ricchi di fibre, acidi grassi “buoni” della serie Omega-3, proteine e presentano anche buoni livelli di minerali come fosforo e calcio e molecole antiossidanti, e molti altri”.
Grazie alla sua incredibile biodiversità, che include ambienti naturali straordinari, dall'Oceano Pacifico alle Ande, dal deserto alla foresta amazzonica, il Perù è il primo produttore mondiale di superfoods tanto che il Governo e il suo Ministero del commercio hanno deciso pochi mesi fa di brevettare il marchio “Superfoods Peru”. Questo marchio che è stato lanciato nella fiera Fruit Logistica di Berlino lo scorso febbraio in una sorta di debutto mondiale, ha fatto conoscere questa straordinaria ricchezza al mondo presentandosi alla recente kermesse milanese di Tuttofood 2017 con 6 aziende che hanno raccontato una nuova lista di alimenti straordinari adatti ai nuovi stili di vita e agli standard salutistici più esigenti.
“Il marchio Superfoods Peru – ha spiegato Amora Carbajal Schumacher, direttrice generale dell’ufficio commerciale del Perù in Italia – intende rappresentare a livello mondiale la qualità, la varietà e le proprietà nutrizionali dei prodotti alimentari peruviani di eccellenza”. Un altro obiettivo è non solo esportare la materia prima, come già avviene oggi, ma anche trasformare la materia prima in prodotto finito all’interno del Paese per aumentare gli introiti derivanti l’esportazione. “C’è una grande richiesta di materia prima – continua Carbajal – ma il Perù può anche trasformarle, siamo in grado di offrire al mondo un prodotto finito di ottima qualità”.

Ufficio stampaEncanto public relations – tel. 02 66983707
Veronica Carminati – veronica.carminati@encantopr.it – cell. 3389873517
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Coinvolgere con la comunicazione digitale: il caso Dooh.it

 

La Digital Communication ha i colori brillanti di Epson

Lo dimostra il lavoro di Dooh.it, l'azienda italiana che usa in modo creativo la migliore tecnologia di videoproiezione.

Cinisello Balsamo, maggio 2017 - Nella comunicazione digitale, è sempre più importante coinvolgere il pubblico creando ambiente interattivi e dinamici, nei quali le persone si sentano parte attiva.

Scegliere la tecnologia migliore per supportare i propri progetti è fondamentale per la loro riuscita e per garantire risultati di grande impatto. Proprio come dimostra il lavoro di Dooh.it, l'azienda torinese che realizza progetti di Comunicazione Digital Out Of Home, disegnando soluzioni interattive e interconnesse.

"I videoproiettori Epson - spiega Roberto Vogliolo, CEO di Dooh.it - sono la soluzione ottimale per proiettare video e immagini, a maggior ragione quando lo si vuole fare sulle superfici tridimensionali. A differenza dei monitor, i videoproiettori danno libertà nelle forme, creando più coinvolgimento del pubblico. Le combinazioni possibili sono molte: ad esempio le ambientazioni possono unire il materico e il digitale, ma possono anche essere arricchite da un design di luci e suoni per amplificare l'esperienza e l'effetto scenico delle tecnologie utilizzate."

Coinvolgere il pubblico è l'obiettivo finale, tanto nei concerti rock quanto negli eventi aziendali

Fra i progetti curati da Dooh.it con i videoproiettori Epson, possiamo citare il primo allestimento di digital experience realizzato in D Loft, uno spazio B2B di Milano concepito come un teatro digitale dove, grazie al video mapping, è stato possibile creare un'esperienza scenografica unica che trasforma una presentazione aziendale, un evento, una performance in un viaggio tridimensionale e immersivo.

Projectors Rock Show invece è un format di video mapping presentato in occasione dell'edizione 2016 della fiera annuale di comunicazione visiva Viscom Italia, all'interno dello spazio Rock Café : su quattro forme geometriche vengono visualizzati altrettanti strumenti musicali (dal basso alle tastiere, dalla chitarra alla batteria) che, suonati da una band ripresa in studio, animano un palcoscenico creativo dove i videoproiettori sono protagonisti del concerto rock on stage e dove il pubblico interviene scegliendo gli strumenti e i brani da ascoltare.

A ottica ultra-corta e laser: sono i videoproiettori ideali per la digital communication

Queste soluzioni interattive sono estremamente efficaci per aumentare il coinvolgimento del pubblico che, ormai abituato a interagire con le nuove tecnologie, è incuriosito e stimolato dai video, dalle immagini e dai comandi disponibili che permettono di attivare scenografie e musiche, proprio come davanti a un videogioco.

Tutto ciò è possibile in particolare tramite videoproiettori a ottica ultra-corta come i modelli EB-1430Wi e EB-595Wi, che consentono di proiettare immagini di grandi dimensioni a distanza ravvicinata, riducendo al minimo ombre e riflessi.

Ancora più luminosi sono i videoproiettori laser: modelli come EB-L1200U, EB-L1405U e EB-L25000U (che con i suoi 25.000 lumen è il dispositivo da installazione 3LCD laser attualmente più luminoso sul mercato) offrono immagini di qualità superiore e una definizione straordinaria, con colori che esprimono il massimo realismo. Inoltre, grazie all'assenza di lampada, la manutenzione è ridotta al minimo.

"La sola luminosità non è in grado di dare vita ai colori che si vedono ogni giorno", ha dichiarato Carla Conca, Sales Manager Visual Instruments di Epson Italia. "Su questo presupposto, la tecnologia Epson 3LCD è stata sviluppata per offrire luminosità e colori realistici e creare immagini vivaci e naturali. Uno degli elementi che ci permettono di ottenere questo risultato è che, grazie alla nostra tecnologia, la luce colorata mostrata dai nostri videoproiettori sia tanto luminosa quanto la luce bianca."

 
Gruppo Epson

Epson è leader mondiale nell'innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come robot industriali, visori e sensori, Epson ha come obiettivo primario promuovere l'innovazione e superare le aspettative dei clienti in settori, quali stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica.

Con capogruppo Seiko Epson Corporation che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 73.000 dipendenti in 91 società nel mondo ed è orgoglioso di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente naturale globale e di sostenere le comunità locali nelle quali opera.


Epson Europe

Epson Europe B.V., con sede ad Amsterdam, è il quartier generale regionale del Gruppo per Europa, Medio Oriente, Russia e Africa. Con una forza lavoro di 1.700 dipendenti, le vendite di Epson Europa, per l'anno fiscale 2015, hanno raggiunto i 1.577 milioni di euro. 

 




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Andrea Tessera è il nuovo Chief Marketing Officer di CHILI

Milano, 15 Maggio 2017  Andrea Tessera, dal 15 maggio 2017, è stato nominato Chief marketing officer di CHILI, la più grande piattaforma TVOD (transactional video on demand) indipendente in Europa.

Andrea Tessera si aggiunge all'executive Team con il compito di accelerare lo sviluppo di CHILI in Europa.

 

Milanese, 47 anni, Tessera arriva da New York dove ricopriva il ruolo di Global CMO del gruppo McIntosh (leader mondiale Hi Fi apparel system).

Precedentemente Tessera, che ha iniziato a lavorare in Vitaminic, è stato Direttore Marketing di Liberty media e di Discovery Channel.

Andrea Tessera negli ultimi anni si è occupato, a livello executive, di digital transformation nel Gruppo Feltrinelli e nel Gruppo editoriale Domus.

 

CHILI è la piattaforma OTT che offre tutte le prime visioni subito dopo il cinema, un vasto catalogo di film e serie TV, senza abbonamento, in modalità pay per view.

Fondata nel giugno 2012, in breve tempo CHILI si è distinta come uno dei principali player sul mercato italiano per la distribuzione digitale di film.
Spinta dal successo italiano, CHILI ha esteso ulteriormente la sua penetrazione nel mercato lanciando il suo servizio in UK, Polonia, Germania e Austria.

CHILI è controllata dai suoi fondatori. Nel 2016 ha visto l'importante ingresso nel proprio capitale azionario di 4 Major americane: Paramount Pictures, Sony Pictures Entertainment, Viacom, Warner Bros.

In Italia CHILI è un membro attivo FAPAV, l'Associazione per la protezione della proprietà intellettuale, diritto d'autore e dei diritti connessi il cui scopo è quello di contrastare ogni forma di riproduzione illegale di film e contenuti audiovisivi al fine di proteggere i propri membri e l'intero settore audiovisivo.




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Il Festival della Comunicazione al Salone Internazionale del Libro - Torino, 19 maggio, ore 14

Il Festival della Comunicazione al Salone Internazionale del Libro di Torino

incontro con Alessandro Barbero

Venerdì 19 maggio, ore 14.00, Sala Filadelfia 

 

Dopo l'omaggio a Umberto Eco all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi e l'incontro a Tempo di Libriil Festival della Comunicazione di Camogli (www.festivalcomunicazione.it), che si svolgerà dal 7 al 10 settembre, partecipa alla 30°edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino come festival partner nella sezione "Superfestival".

 

Alessandro Barberoaffezionato ospite della manifestazione di Camogli, terrà una lectio magistralis dal titolo Le connessioni della storia. Dal piccione viaggiatore alla Rete, che condurrà il pubblico alla scoperta delle connessioni che sottendono ai fatti storici, mostrando in particolare come si è evoluta la comunicazione fra gli individui. Si tratta di un ulteriore approfondimento del tema della quarta edizione del festival, le Connessioni.

Durante l'incontro sarà proiettata la prima parte della Battaglia di Waterloouna fiction d'animazione, prodotta dalla RAI e ideata da Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione, con la sceneggiatura storica dello stesso Barbero. Da Canne ad Adrianopoli, da Poitiers alle Crociate, da Lepanto a Waterloo: un assaggio delle molteplici connessioni della storia.

 

All'edizione 2017 del Festival della Comunicazione sono attesi più di cento ospiti appartenenti a molteplici ambiti del sapere e a generazioni diverse. Tanti di loro sono fedeli compagni di viaggio: oltre ad Alessandro Barbero, direttori Mario Calabresi, Ferruccio De Bortoli e Beppe Severgnini, il divulgatore scientifico Piero Angela e lo psicoanalista Massimo Recalcati o, ancora, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, il sociologo Evgenij Morozov e Claudio Bisio. Molti altri, invece, debutteranno quest'anno; tra loro: il politico Walter Veltroni, Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, il regista e sceneggiatore Pif, l'attrice Nicoletta Braschi, lo stilista Brunello Cucinelli, Stefano Massini, scrittore e consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano e Marco Paolini. 

 

Il Festival della Comunicazione è diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, è stato ideato con Umberto Eco ed è organizzato dal Comune di Camogli e da Frame, in collaborazione con la Regione Liguria, il Teatro Sociale di Camogli, l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, l'Ente Parco di Portofino, l'Area Marina Protetta di Portofino, il Talent Garden di Genova, l'Università degli Studi di Genova, l'Università degli Studi di Pavia, la Scuola Holden.

Tutte le iniziative del festival sono gratuite.

 

Main media partner: RAI

Media partner: Rai Cultura, Rai News24, TGR, Rai Radio3, La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, WIREDIlLibraio.it 

 

Alessandro Barbero: storico e scrittore, è professore ordinario di Storia medievale presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale e VercelliScrive su La Stampa e TuttoLibri collabora con i programmi televisivi Superquark, a.C.d.C. e Il tempo e la storia. Tra le sueultime pubblicazioni: Le Ateniesi (Mondadori, 2015); Costantino il vincitore (Salerno Editrice, 2016); Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco (Laterza, 2016). 

Informazioni: www.festivalcomunicazione.it

Facebook: @FestivalComunicazione – Twitter: @FestivalCom

Instagram: festivalcomunicazione – Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli



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lunedì 15 maggio 2017

Daiichi Sankyo: Edoxaban vince la sfida nei pazienti più fragili e anziani

Congresso ANMCO 2017. Fibrillazione atriale e TEV, edoxaban vince la sfida del trattamento di pazienti anziani, fragili e ad alto rischio
Dati real world indicano che i NAO sono spesso utilizzati a dosaggi più bassi di quelli raccomandati, spesso a causa dell’avanzata età del paziente e della presenza di comorbilità, eppure l’utilizzo improprio dei bassi dosaggi aumenta il rischio di eventi tromboembolici. Edoxaban invece dimostra la stessa efficacia e un maggior profilo di sicurezza della terapia standard con warfarin proprio nei pazienti più fragili e anziani, anche a dosaggio ridotto. Al Congresso ANMCO presentati due casi “real life”.
Rimini, 12 maggio 2017 – Edoxaban (LIXIANA®), ultimo arrivato in ordine di tempo nel panorama dei NAO, si è dimostrato altrettanto efficace e più sicuro del warfarin nella prevenzione di ictus ed embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale e nel trattamento e nella prevenzione di recidive della tromboembolia venosa, anche nei pazienti molto anziani e fragili, e in generale nei pazienti che richiedono un dosaggio ridotto perché ad alto rischio di sanguinamenti. E’ quanto illustrato oggi durante il simposio interattivo “Verso un’anticoagulazione sempre più orientata al paziente: cosa aggiunge edoxaban”, promosso dall’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo nella cornice del Congresso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) in corso a Rimini. Nel meeting sono stati presentati due casi reali di pazienti fragili trattati con edoxaban, uno per la FANV e l’altro per la TEV, ciascun caso con 4 snodi decisionali sui quali il pubblico è stato invitato a esprimersi tramite voto elettronico per scoprire poi la risposta che ha ottenuto più voti e quella operata dal clinico che ha trattato il paziente.
Bassi dosaggi: l’utilizzo improprio nel real world. Sebbene ormai sia riconosciuta l’efficacia e la sicurezza sulla popolazione generale dei nuovi anticoagulanti orali attualmente disponibili, il trattamento dei soggetti più fragili e anziani rappresenta per gli specialisti una sfida difficile e non ancora vinta. Dati real world indicano infatti che i NAO sono spesso utilizzati a dosaggi più bassi di quelli raccomandati. Le comorbilità dei pazienti svolgono spesso un ruolo chiave in questa scelta, eppure l’utilizzo improprio dei bassi dosaggi, non rispettando le indicazioni delle schede tecniche, mette il paziente a rischio di eventi tromboembolici.
Le indicazioni per la dose ridotta di 30 mg di edoxaban sono chiare e semplici: pazienti con compromissione renale da moderata a severa (CrCL 15–50 ml/min), peso corporeo ≤ 60 kg o trattamento concomitante con inibitori della P-gp.
Edoxaban è il NAO testato sul più ampio numero di pazienti (sia con FANV che con TEV) appartenenti a queste categorie, grazie ad analisi pre-specificate su sottogruppi più a rischio di sanguinamenti (anziani, pazienti con insufficienza renale moderata-severa, pazienti in trattamento concomitante con aspirina, diabetici, e con elevata prevalenza di cardiopatia ischemica), e alcuni dei quali trattati con la dose ridotta di 30 mg.
Un’ulteriore sfida per i clinici è rappresentata, inoltre, dai pazienti affetti da fibrillazione atriale che vanno incontro a una procedura di cardioversione elettrica, che spesso viene preceduta da un ecocardiogramma transesofageo (TEE), e anche in questi casi edoxaban sia nel dosaggio pieno che in quello ridotto, ha mostrato risultati consistenti prima nello studio ENSURE-AF e poi nella pratica clinica.
Edoxaban per il paziente con FANV anziano, fragile e sottoposto a cardioversione. Il primo caso reale, illustrato dalla dott.ssa Roberta Rossini, Dirigente Medico I livello, USC di Cardiologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha riguardato un soggetto che racchiude tutte le criticità che si trovano ad affrontare gli specialisti: paziente anziano, fragile, con insufficienza renale, in trattamento con aspirina, che deve essere sottoposto a cardioversione in elezione.
Già nello studio ENSURE-AF, edoxaban ha mostrato un livello di efficacia e sicurezza comparabile a una somministrazione di enoxaparina/warfarin per la prevenzione dell’ictus e di altre complicanze tromboemboliche, e ha fatto registrare un’incidenza numericamente inferiore di mortalità cardiovascolare (0,1% vs. 0,5%, rispettivamente), emorragie gravi ed emorragie fatali (0,3% vs. 0,5%, rispettivamente) con un net clinical outcome di 0,7 % vs 1,4 % per warfarin/enoxaparina. “Pur essendo l’ultimo arrivato, edoxaban è destinato a rivestire un ruolo molto importante nello scenario della gestione della fibrillazione atriale. La cardioversione, ad esempio, è una procedura che richiede particolare cautela, perché può comportare il rischio di eventi ischemico/emorragici, specie nei primi giorni dopo la procedura. Per tale motivo, nella pratica clinica, spesso si esegue un eco transesofageo prima di una cardioversione elettrica di FANV, pur in presenza di una anticoagulazione efficace nelle settimane precedenti alla procedura. Ad eccezione di alcune analisi post-hoc, sono stati condotti fino ad ora solo due studi clinici randomizzati che hanno testato i NAO in pazienti candidati a cardioversione elettrica per FA, uno di questi è stato condotto proprio con edoxaban. Lo studio ha dimostrato che edoxaban risulta un’alternativa efficace e sicura al trattamento convenzionale, consentendo l’esecuzione di una cardioversione elettrica con, ma anche senza, l’impiego di ecocardiogramma transesofageo”, ha spiegato la dott.ssa Rossini.
La relatrice si è inoltre soffermata sui problemi della gestione dell’anticoagulazione nei pazienti anziani, i quali presentano un alto rischio trombotico e sono anche frequentemente sottotrattati o non trattati adeguatamente secondo le indicazioni. ” Il paziente anziano rappresenta, ancora oggi, un’importante sfida per il cardiologo, specie in merito alla gestione di terapia antitrombotica. Il paziente anziano presenta un rischio ischemico maggiore, ma è anche quello che, a causa della molteplici comorbidità, può sviluppare un maggior rischio emorragico. Il trial su edoxaban è lo studio che ha arruolato il maggior numero di pazienti anziani, dimostrando che il profilo di efficacia e sicurezza rimane inalterato a prescindere dall’età, con un trend di sicurezza addirittura migliore rispetto a warfarin; risultati peraltro confermati anche con il dosaggio di 30 mg, in pazienti che richiedono una riduzione della posologia perché affetti da insufficienza renale”. Inoltre sicurezza ed efficacia di edoxaban rispetto a warfarin ben gestito risultano costanti, a prescindere dall’età del paziente, dalla somministrazione concomitante di terapia antipiastrinica, e dalla presenza o meno di scompenso, più o meno grave.
Edoxaban per il paziente con TEV (embolia polmonare severa), anziano e fragile. Il secondo caso, illustrato dalla dott.ssaCecilia Becattini, Professore Associato di Medicina Vascolare e d’Urgenza all’Università di Perugia, ha riguardato un altro paziente fragile con embolia polmonare a rischio intermedio/intermedio-alto, anziano, con insufficienza renale, clearance della creatinina borderline intorno ai 30ml/min, e scompenso cardiaco. Un caso emblematico che ha confermato i risultati ottenuti da edoxaban nel trial HOKUSAI-VTE che, grazie al lead-in di eparina, ha ottenuto una maggior aderenza alle linee guida e ha potuto arruolare il più alto numero con embolia polmonare estesa, rispetto a quelli di altri NOAC, dimostrando la stessa efficacia e una sicurezza superiore rispetto al warfarin, anche con il dosaggio ridotto a 30 mg.
Edoxaban ha infatti dimostrato risultati di efficacia e sicurezza consistenti in un ampio spettro di pazienti, inclusi quelli fragili che, a causa delle loro condizioni cliniche, rispondevano ai criteri per l’assunzione del dosaggio ridotto. In questi casi, edoxaban si è dimostrato altrettanto efficace e più sicuro del warfarin nella riduzione dei sanguinamenti (7,9% vs 12,8% rispettivamente), mostrando la stessa efficacia nel prevenire le recidive di TEV rispetto ai soggetti trattati con la dose piena di 60 mg di edoxaban. Nei pazienti con embolia polmonare severa e disfunzione ventricolare destra (NT-proBNP ≥500 pg/ml), edoxaban ha dimostrato il dimezzamento di recidive di TEV con una contemporanea riduzione statisticamente significativa di sanguinamenti clinicamente rilevanti.
Inoltre, nei pazienti che necessitano di proseguire la terapia dopo la fase acuta di 3 mesi, edoxaban mantiene il suo profilo di efficacia rispetto al warfarin, ma determina una riduzione significativa dei sanguinamenti maggiori (0,3% vs 0,7% rispettivamente).
Monosomministrazione giornaliera per una maggiore compliance e sicurezza. Edoxaban (LIXIANA®) è anche un anticoagulante orale comodo e maneggevole, grazie alla monosomministrazione giornaliera e alle scarse interazioni farmacologiche. Esso è infatti l’unico NAO ad avere uno studio di fase II dose-finding in cui vengono messi a confronto i regimi di monosomministrazione e doppia somministrazione giornaliere in pazienti con FANV. Lo studio ha dimostrato che i soggetti che assumevano edoxaban una volta al giorno (60 mg in monosomministrazione) presentavano un minor numero di eventi emorragici rispetto ai pazienti cui è stato somministrato il farmaco due volte al giorno (30 mg in doppia somministrazione).
Dunque la monosomministrazione giornaliera di LIXIANA® ha il vantaggio clinicamente provato di una maggiore compliance alla terapia rispetto alla doppia somministrazione, e questo, nella pratica quotidiana, determinerebbe un beneficio per diverse tipologie di pazienti: anziani e soggetti con comorbilità che usano comunemente terapie farmacologiche complesse con più farmaci che possono influenzarne negativamente l’aderenza, pazienti con sospetta bassa compliance, nonché giovani lavoratori attivi, riluttanti ad assumere farmaci.
Fonte: Daiichi Sankyo
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