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venerdì 31 luglio 2015

Il WFP scongiura sospensione dell'assistenza alimentare ai rifugiati siriani grazie al contributo USA

AMMAN – Preoccupato per la possibilità di dover sospendere l'assistenza alimentare per quasi mezzo milione di rifugiati siriani in Giordania, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha annunciato oggi che l'assistenza continuerà per il prossimo mese, sia pure a livelli ridotti, grazie al contributo significativo degli Stati Uniti.

 

"Questo tempestivo contributo ci ha aiutato a evitare tagli pesanti ma, se non si faranno avanti altri donatori, sarà solo questione di tempo prima che la stessa situazione si ripresenti", ha detto Muhannad Hadi, Direttore regionale del WFP per il Medio Oriente, il Nord Africa, l'Asia Centrale e l'Europa Orientale. "Nonostante si tratti di un contributo rilevante, l'amara verità è che basterà solo per un paio di mesi. Senza il supporto dell'intera comunità dei donatori, ulteriori tagli saranno inevitabili".

 

Il contributo di 65 milioni di dollari consentirà al WFP di proseguire l'assistenza in agosto con voucher alimentari o "e-card", carte elettroniche, in favore di 440.000 rifugiati che vivono fuori dai campi in Giordania. I rifugiati più vulnerabili riceveranno 14 dollari a persona questo mese – la metà di quanto ricevevano in passato – mentre gli altri rifugiati, in condizioni lievemente migliori, riceveranno solo 7 dollari ciascuno.

 

"È struggente sentire una madre dire che deve legare delle sciarpe attorno allo stomaco dei figli perché non si sveglino la notte piangendo per i morsi della fame", ha aggiunto Hadi. "Ma queste storie strazianti continueranno se l'assistenza umanitaria verrà interrotta. L'intera comunità internazionale deve aiutarci a mantenere fede ai nostri doveri umanitari per evitare che i rifugiati soffrano la fame".

 

Nel frattempo, i 95.000 rifugiati siriani che vivono nei campi in Giordania continueranno a ricevere assistenza per l'intero valore di 28 dollari a persona al mese. In Libano, il WFP continuerà a fornire ai rifugiati 13,5 dollari al mese, la metà di quanto ricevevano inizialmente.

 

Del contributo totale americano, 47 milioni di dollari verranno utilizzati per sostenere le operazioni con voucher alimentari del WFP in Giordania, Libano, Turchia, Iraq ed Egitto, mentre i restanti 18,5 milioni di dollari verranno destinati ai programmi del WFP in Siria a sostegno di circa 4 milioni di sfollati ogni mese. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno contribuito con oltre 1,2 miliardi di dollari alla risposta del WFP alla crisi siriana.

 

Nonostante vi siano segnali positivi da parte di altri donatori, l'operazione regionale del WFP a sostegno dei rifugiati siriani è gravemente sotto finanziata e richiede nell'immediato 168 milioni di dollari per continuare a sostenere rifugiati in condizioni disperate in Giordania, Libano, Egitto, Turchia e Iraq fino a ottobre.

 

Dall'inizio dell'anno, il WFP ha compiuto sforzi concertati per dare priorità, con i fondi a disposizione, alle famiglie più bisognose. Le risorse limitate, tuttavia, hanno già costretto il WFP a ridurre l'assistenza a 1,6 milioni di rifugiati siriani nei cinque paesi.

 

Il WFP è finanziato interamente con contributi volontari di governi, compagnie e individui. Nel 2014, il WFP ha ricevuto complessivamente 5,38 miliardi di dollari di contributi – il 27 per cento in più rispetto al 2013. Ciò in risposta a un numero senza precedenti di emergenze in corso, quali Siria, Iraq, Sud Sudan e i paesi dell'Africa Occidentale colpiti da Ebola. Ciononostante, i bisogni sono tuttora in crescita nel mondo, superando i fondi a disposizione.

 

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Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 75 paesi.



giovedì 30 luglio 2015

Humana e Progetto Arca: 17.000 chili di vestiti raccolti per le famiglie in difficoltà


Sono 17.000 i chili di vestiti raccolti grazie alla campagna Give me 5 for charity
HUMANA e Progetto Arca Onlus:
al via la distribuzione dei kit solidali a favore di famiglie in difficoltà in Italia



Milano, 30 luglio 2015 - L'organizzazione umanitaria HUMANA People to People Italia e Fondazione Progetto Arca onlus hanno da pochi giorni avviato, presso il Centro di Accoglienza di via Aldini a Milano, la distribuzione dei primi 30 kit solidali a favore di famiglie di migranti giunte in Italia.

La realizzazione dei kit solidali è stata possibile soprattutto grazie ai vestiti donati nell'ambito della Campagna "Give me 5 for charity", che ha coinvolto 21 punti vendita KIABI, leader francese della moda a piccoli prezzi, in collaborazione con HUMANA.

Grazie a questa iniziativa i clienti che, nel mese di maggio, donavano almeno 5 capi usati, ricevevano uno sconto di 5 euro: al termine della Campagna sono stati oltre 17.000 i chili di vestiti raccolti

Tra agosto e settembre è prevista la distribuzione a famiglie in situazione di grave disagio in Italia di altri 170 kit.

I kit solidali, confezionati lo scorso 11 giugno durante la giornata di volontariato aziendale dei dipendenti KIABI presso il Centro di smistamento di HUMANA, includono due cambi completi (con biancheria intima nuova donata da KIABI) e non solo. 

Oltre ai vestiti, nei kit vi sono anche accessori per l'igiene personale, come spazzolini (donati da Piave), dentifricio, shampoo e bagnoschiuma (donati da Allegrini), saponetta, un kit cucito e asciugamani (donati da Gabel) e, per i bambini, anche dei pastelli a cera donati dall'azienda MoroColor.

Educazione e ricerca nella cooperazione internazionale


Venerdì 31 luglio 2015 alle 10:30 nel Padiglione Europa, EXPO 2015


Domani, venerdì 31 luglio alle 10:30 nel Padiglione Europa, EXPO 2015, nell'ambito degli eventi supportati dallo Steering Committee della Commissione Europea, si terrà la conferenza dal titolo: "Education, research, scientific networking and trust building within International Cooperation", organizzato dal Coordinamento Universitario Cooperazione allo Sviluppo (CUCS) e finanziato dalla Commissione Europea.
L'appuntamento dell'intera giornata si propone di mettere in evidenza l'importanza dell'educazione e della ricerca nell'ambito delle questioni fondamentali della cooperazione, in particolare nell'ambito della food security. Nello specifico l'incontro si interroga, con l'aiuto di esperti provenienti dall'UNESCO, dalla FAO e da numerose Università straniere, su come formare e attivare le nuove generazioni di ricercatori e di professionisti in grado di affrontare questioni complesse in modo competente.
Per l'Università degli Studi di Brescia saranno presenti il Rettore Sergio Pecorelli e il prof. Francesco Castelli, Ordinario di Malattie Infettive e Delegato per la Cooperazione allo Sviluppo.
Il convegno rappresenterà anche l'evento di lancio per il quarto congresso scientifico della rete CUCS dal titolo: "Rinforzare il capitale umano nei Paesi a risorse limitate" che si terrà da giovedì 10 a sabato 12 settembre 2015 all'Università degli Studi di Brescia.
"Il CUCS (Coordinamento Universitario Cooperazione allo Sviluppo) è un network di 28 università italiane che hanno intrapreso alcuni anni or sono un percorso di condivisione e di riflessione, con l'obiettivo di giocare un ruolo attivo nella formazione e nella ricerca interdisciplinare sulle tematiche dello sviluppo dei popoli in ottica interdisciplinare" dice il Prof. Francesco Castelli, Ordinario di Malattie Infettive e Delegato del Rettore per la Cooperazione allo Sviluppo. "L'evento finanziato dalla Commissione Europea presso il Padiglione Europa di EXPO è una importante occasione di riflessione ed anticipa il Congresso Nazionale che si terrà proprio a Brescia dal 10 al 12 settembre 2015 in contemporanea con la ufficializzazione dei nuovi Obiettivi Sostenibili di Sviluppo da parte della Nazioni Unite, alla cui realizzazione il CUCS spera di poter dare il proprio contributo negli anni a venire".
Il programma è disponibile a questo link.

L’ONG Bambini nel Deserto Onlus presenta “Bikers: dalla Sicilia alle Alpi”

Un gruppo di motociclisti del BnD Biker Team percorrerà nel mese di agosto l'Italia dalla Sicilia alla Alpi, raccontando le attività in Africa dell'organizzazione umanitaria ONG Bambini nel Deserto Onlus. 

Obiettivo: sensibilizzare gli appassionati di due ruote e off road alle attività della ONG nel Continente Nero. Quest'avventura dalla Sicilia alle Alpi è effettuata con il sostegno di Motul, e sarà di fatto anche una 'prova generale' per altri progetti.


Mettete sette motociclisti con le loro moto fuoristrada, il supporto di Motul e la voglia di andare in giro per l'Italia raccontando le attività dall'organizzazione umanitaria ONG Bambini nel Deserto Onlus: tutti ingredienti per quella che si presenta come una bella avventura, che si snoderà per ben 1500 chilometri.

Due BMW, una 800 GS e una S 650 GS, e una KTM 690 R sono le moto che nel prossimo agosto con i loro centauri inizieranno il viaggio partendo da Palermo. Lungo il percorso, che proseguirà verso nord seguendo la dorsale appenninica, si andranno ad unire altri quattro appassionati motociclisti, con due Honda, una XR 650 e un'Africa Twin 650, una BMW HP2 enduro e un Yamaha Supertenerè 750.

Diego Facoetti, esperto motociclista e volontario della ONG Bambini nel Deserto Onlus, ci racconta i dettagli di questa iniziativa: «l'idea nasce dalla volontà di unire la passione per la moto e il fuoristrada con la voglia di far conoscere il più possibile le attività di BnD. Così ho fatto la proposta ad altri motociclisti e abbiamo deciso di partire per quest'avventura». Il percorso, che partirà appunto da Palermo, vedrà la partecipazione di centauri siciliani, che si uniranno 'alla spedizione' per le tappe insulari e «sarà l'occasione per raccontare le attività di Bambini nel Deserto, sia nelle soste sotto qualche albero, sia di fronte una buona birra».

Aspromonte, Sila, Pollino, e ancora verso nord in Campania, Marche e su fino a ritornare alle proprie abitazioni in Piemonte, Lombardia e Veneto. Dalla Sicilia alle Alpi, quindi, percorrendo percorsi rigorosamente fuoristrada, dove le abilità tecniche dei centauri e la preparazione delle moto saranno messe alla prova, e dove il supporto di Motul farà la differenza: la casa francese, infatti, supporterà il team impegnato nel raid off road con i prodotti della linea MC Care dedicati alla cura e manutenzione della motocicletta.

Ma questa grande avventura, lungo tutta la nostra Bell'Italia, sarà una sorta di esame generale per un progetto molto più impegnativo per i motociclisti e le loro due ruote. Bambini nel Deserto, infatti, sta lavorando a Bike4Shael, un più ampio progetto, che va a confluire in altre attività già attive nei Paesi del Sahel dove BnD opera. Il progetto prevede una spedizione di moto ed auto di sostegno, con sbarco in Marocco alla volta del Burkina Faso per arrivare a Ouagadougou, la capitale, dove sarà accolta all'interno di Garage Italia, un progetto di formazione per giovani adolescenti. Il percorso prevede tappe di avvicinamento in Mauritania e Mali, visitando i luoghi dove sono attivi progetti e consegnare materiale. Ma questa è un'altra storia: rimanete connessi per i racconti dei nostri centauri dal Sud al Nord dell'Italia.

Roma, 30 luglio 2015


L'ONG Bambini nel Deserto Onlus é un'organizzazione umanitaria riconosciuta dall'Italia, dal Marocco, dalla Mauritania, dal Burkina Faso e dal Ciad. Dal 2000 a oggi sono stati realizzati oltre 300 progetti in più di 10 Paesi dell'Africa sahariana e sub-sahariana in tutti i settori della Cooperazione Internazionale: acqua, cibo, sanità, istruzione e infanzia, sviluppo economico. Bambini nel Deserto é impegnata anche nell'ambito delle Emergenze Umanitarie e in particolare attraverso azioni nel campo delle migrazioni e della lotta alla malnutrizione infantile.

Garage Italia, promosso dall'ONG Bambini nel Deserto Onlus, è un progetto nato per creare un percorso formativo dedicato ai giovani aspiranti meccanici di Ouagadougou, in Burkina Faso. Si tratta di un percorso permanente di formazione professionale in meccanica e riparazione di motociclette, che, una volta terminato, darà una prospettiva professionale ai ragazzi socialmente vulnerabili. Il progetto nasce come soluzione a uno dei problemi che caratterizzano i quartieri più poveri delle capitali dei Paesi in Via di Sviluppo dell'Africa dove i giovani tra i 15 e i 16 anni sono impossibilitati ad accedere al mondo del lavoro con una adeguata formazione. Grazie anche al contributo di Motul Corazón, il primo Garage Italia è stato aperto quest'anno a Ouagadougou, in Burkina Faso.



Contatti:
Marianna De Padova
Ufficio Stampa ONG Bambini nel Deserto ONLUS
Bambinineldeserto.org
Mobile + 347 3030760


Organizzazione Umanitaria ONG Bambini nel Deserto ONLUS
via A.Casoli, 45 - 41123 Modena (ITALIA)
Bambinineldeserto.org
tel. +39 335 6121610 | +39 371 1552564
CF: 94094820365

mercoledì 29 luglio 2015

Gaza, "venerdì nero": indagine innovativa indica crimini di guerra israeliani a Rafah


* Ricostruzione degli attacchi israeliani a Rafah tra il 1° e il 4 agosto 2014
* Prove sussistenti di crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità richiedono indagine urgente
* Forze israeliane hanno ucciso almeno 135 civili palestinesi, tra cui 75 bambini, a seguito della cattura di un soldato israeliano
* Centinaia di video, foto e immagini satellitari analizzate da esperti, riferimenti incrociati con testimonianze oculari
* Tecniche avanzate utilizzate per analizzare le prove, tra cui lo studio delle ombre dei pennacchi di fumo in molteplici video per determinare tempo e luogo di un attacco

Nuove prove che dimostrano come le forze israeliane abbiano compiuto crimini di guerra in rappresaglia alla cattura di un soldato israeliano sono state rese note in un rapporto congiunto di Amnesty International e Architettura legale. Le prove, che includono un'analisi dettagliata di grandi quantità di materiali multimediali, suggeriscono che il carattere sistematico e apparentemente deliberato dell'attacco aereo e di terra su Rafah che ha ucciso almeno 135 civili, può anche costituire crimini contro l'umanità.

Il rapporto "Venerdì nero': carneficina a Rafah nel conflitto Israele/Gaza 2014" presenta tecniche investigative all'avanguardia e un'analisi introdotta da Architettura legale, un gruppo di ricerca con sede a Goldsmiths, presso l'Università di Londra.

"Ci sono prove convincenti che le forze israeliane hanno commesso crimini di guerra nel loro bombardamento implacabile e massiccio delle zone residenziali di Rafah, al fine di sventare la cattura del tenente Hadar Goldin, mostrando scioccante disprezzo per la vita dei civili. Hanno effettuato una serie di attacchi sproporzionati o altrimenti indiscriminati, che si è completamente fallito di indagare in modo indipendente", ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"Questo rapporto presenta una richiesta urgente di giustizia che non deve essere ignorata. L'analisi combinata di centinaia di foto e video, nonché immagini satellitari e testimonianze di testimoni oculari, fornisce prove convincenti di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale da parte delle forze israeliane che devono essere indagate".

La massiccia quantità di prove raccolte è stata presentata ai militari e ad altri esperti e poi organizzata in ordine cronologico a creare un resoconto dettagliato degli eventi dal 1° agosto, quando l'esercito israeliano ha applicato la controversa e riservata procedura "Hannibal" a seguito della cattura del tenente Hadar Goldin.

Secondo la "Direttiva Hannibal", le forze israeliane possono rispondere alla cattura di un soldato con un'intensa potenza di fuoco, nonostante i rischi per la sua vita o per i civili nelle vicinanze. Come il rapporto illustra, l'attuazione della direttiva ha portato all'ordine di compiere attacchi illegali contro i civili.
"Dopo la cattura del tenente Hadar Goldin, le forze israeliane sembrano essersi sbarazzate dei regolamenti, utilizzando una politica "senza regole" con conseguenze devastanti per la popolazione civile. L'obiettivo era quello di sventare la sua cattura a tutti i costi. L'obbligo di prendere precauzioni per evitare la perdita di vite civili è stata completamente trascurata. Interi quartieri di Rafah, tra cui aree abitate intensamente popolate, sono state bombardate senza distinzione tra civili e obiettivi militari", ha affermato Philip Luther.

 Goldin è stato dichiarato morto il 2 agosto, suggerisce che potrebbero in parte essere stati motivati ??dal desiderio di punire la popolazione di Rafah come vendetta per la sua cattura.

Intenso bombardamento
Poco prima della cattura del tenente Goldin il 1° agosto 2014, un cessate il fuoco era stato annunciato e molti civili erano tornati alle loro case credendosi al sicuro. Un bombardamento massiccio e prolungato è iniziato senza preavviso mentre masse di persone erano in strada, e molti di loro, soprattutto quelli nelle auto, sono diventati bersagli. Quel giorno è rimasto noto in seguito a Rafah come "venerdì nero".

I racconti dei testimoni oculari hanno descritto scene raccapriccianti di caos e panico come un inferno di fuoco da jet F-16, droni, elicotteri e artiglieria piovuto giù per le strade, colpendo civili a piedi o in auto, nonché ambulanze e altri veicoli di evacuazione i feriti.

Un testimone ha descritto gli attacchi di quel giorno come un tentativo di polverizzare i civili di Rafah, paragonando l'assalto a "una macchina per tritare le persone senza pietà".

Analisi legale all'avanguardia
Per questa indagine, i racconti dei testimoni che descrivono la carneficina a Rafah sono stati verificati con riscontri incrociati tra centinaia di foto e video presi da varie fonti e molteplici sedi, così come con nuove immagini satellitari ad alta risoluzione ottenute da Amnesty International.

Un  gruppo di ricercatori di Architettura legale ha utilizzato una serie di tecniche sofisticate per analizzare queste prove. I ricercatori hanno esaminato gli indicatori temporali all'interno di un'immagine - come l'angolo delle ombre o la forma e le dimensioni dei pennacchi di fumo, che agiscono come "orologi fisici" - per determinare con precisione gli attacchi nel tempo e nello spazio (un processo noto come geo-sincronizzazione).

L'analisi rivela che il 1° agosto gli attacchi israeliani contro Rafah hanno preso di mira diversi luoghi in cui si credeva potesse trovarsi il tenente Goldin, a prescindere dal pericolo rappresentato per i civili, il che suggerisce che gli attacchi avrebbero anche potuto ucciderlo.

In uno degli incidenti maggiormente letali, i ricercatori, con l'aiuto di militari esperti, sono stati in grado di confermare che le due bombe da una tonnellata - il più grande tipo di bomba nell'arsenale dell'aviazione israeliana – sono state sganciate su un edificio a un solo piano a al-Tannur, Rafah est. Decine di civili erano nelle immediate vicinanze in quel momento il che ha reso l'attacco  esageratamente sproporzionato.

"La ferocia dell'attacco a Rafah mostra le misure estreme che le forze israeliane erano preparate a prendere per impedire la cattura in vita di un solo soldato - decine di vite civili palestinesi sono state sacrificate per questo unico scopo." ha evidenziato Philip Luther.

L'analisi delle fotografie, dei video e degli altri elementi di prova multimediali da parte dei testimoni oculari è stato fondamentale per indagare sulle possibili violazioni in quanto le autorità israeliane hanno negato l'accesso al personale di Amnesty International nella Striscia di Gaza dall'inizio del conflitto del 2014.
"Architettura legale unisce nuove tecnologie architettoniche e mediali per ricostruire incidenti complessi basati sulle tracce che la violenza lascia sugli edifici durante un conflitto. I modelli architettonici ci aiutano a disegnare legami tra più elementi di prova, come immagini, video caricati sui social media e testimonianze per ricostruire virtualmente lo svolgersi degli eventi" ha dichiarato Eyal Weizman, direttore di Architettura legale.

Attacchi a ospedali e operatori sanitari
Le immagini satellitari e le fotografie analizzate per il rapporto mostrano i crateri e i danni che indicano come gli ospedali e le ambulanze siano stati ripetutamente attaccati durante l'assalto a Rafah, in violazione del diritto internazionale.

Un medico ha descritto come i pazienti siano fuggiti freneticamente dall'ospedale di Abu Youssef al-Najjar dopo l'intensificarsi degli attacchi sulla zona. Alcuni sono stati spinti giù dai letti, molti avevano ancora la flebo attaccata. Un ragazzo ingessato si è trascinato a terra pur di scappare.

Un'ambulanza che portava un anziano ferito, una donna e tre bambini è stata colpita da un missile sparato da un drone, facendola in fiamme e bruciando vivo chiunque fosse all'interno, operatori sanitari compresi. Jaber Darabih, un paramedico che era arrivato ??sulla scena, ha descritto i resti carbonizzati dei corpi come "senza gambe, senza mani... gravemente ustionati". Tragicamente ha poi scoperto che anche suo figlio, un paramedico volontario, era tra quanti sono rimasti uccisi nell'ambulanza.

"Attaccando le ambulanze e colpendo vicino agli ospedali, l'esercito di Israele ha mostrato un plateale disprezzo per le leggi di guerra. Attaccare deliberatamente strutture sanitarie e medici  professionisti equivale a compiere crimini di guerra", ha ammonito Philip Luther.

Fine del ciclo di impunità
Questa indagine su Rafah fornisce una delle prove sinora più convincenti delle gravi violazioni del diritto umanitario internazionale, compresi i crimini di guerra, compiute durante il conflitto.

Nei precedenti rapporti, Amnesty International ha messo in evidenza le violazioni compiute da entrambe le parti, inclusi gli attacchi sistematici da parte di Israele sulle case civili e la sua deliberata distruzione di edifici civili multipiano; gli attacchi indiscriminati dei gruppi armati palestinesi e gli attacchi mirati ai civili in Israele, così come le uccisioni sommarie di palestinesi a Gaza.

Tuttavia, un anno dopo il conflitto, le autorità israeliane non hanno condotto indagini credibili, indipendenti e imparziali sulle violazioni del diritto umanitario internazionale. Limitate indagini militari di Israele su alcune delle azioni condotte dalle sue forze a Rafah il 1° agosto non hanno ancora accertato alcuna responsabilità.

"Finora, le autorità israeliane hanno dimostrato nel migliore dei casi di non essere in grado di svolgere indagini indipendenti sui crimini di diritto internazionale a Rafah e altrove e nel peggiore dei casi di non essere disposte a farlo. I risultati di questo rapporto aggiungono prove convincenti a un già grande mole di documentazione credibile delle gravi violazioni commesse durante il conflitto di Gaza, che richiedono indagini indipendenti, imparziali ed efficaci", ha concluso Philip Luther.

"Le vittime e le loro famiglie hanno diritto alla giustizia e alla riparazione. E quanti sono sospettati di aver ordinato o commesso crimini di guerra devono essere perseguiti".
                                                      
Roma, 29 luglio 2015

Il rapporto "Venerdì nero': carneficina a Rafah nel conflitto Israele/Gaza 2014" è disponibile insieme a ulteriori documenti all'indirizzo: https://blackfriday.amnesty.org/index.php

lunedì 27 luglio 2015

Radio Rai Piscopo: Nielsen conferma la crescita nei primi 5 mesi del 2015

I dati Nielsen confermano la crescita della Rai nei primi 5 mesi del 2015, ai quali si sommano le ottime performance degli ascolti di Radio Rai. Piscopo: premiata la qualità dei nostri contenuti.
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Come già riportato da Marketing Informatico qualche settimana fa, anche Nielsen conferma il miglioramento dell’andamento della pubblicità nei primi 5 mesi del 2015, anche se la situazione greca non aiuta a diffondere ottimismo tra gli investitori e allontanare gli spettri della crisi. In particolare la tv, come aveva dichiarato anche l’ad di Rai Pubblicità Fabrizio Piscopo alla conferenza di presentazione dei palinsesti Rai, vede un netto segno positivo per maggio (+4,5%).
In termini di crescita la Rai è seconda solamente a Sky, che registra uno strabiliante +24%, dovuto anche al fatto che la serie A di calcio nel maggio 2015 ha avuto 3 turni di campionato in più rispetto all’anno precedente.
Anche il mercato della radio continua a rimanere in territorio positivo e a mostrare segnali confortanti (+5,5% nel periodo gennaio-maggio).
La vendita di spazi pubblicitari su Radio Rai si giova certamente della performance costantemente in crescita degli ascolti, addirittura superiori alla media.
In particolare Radio1 continua a crescere superando i 4.200.000 ascoltatori al giorno, oltre 6% rispetto al 1° semestre 2014. Radio 2 fa segnare un ottimo +4% (che diventa un +9% se confrontato con l’autunno dello scorso anno). Radio 3 registra un +1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Fabrizio Piscopo, ad di Rai Pubblicità, ha dichiarato: “Già al momento della presentazione dei palinsesti abbiamo potuto comunicare ai nostri investitori dati positivi per quanto riguarda il mercato pubblicitario italiano, che ci spingono a formulare un’offerta pubblicitaria sempre più personalizzabile e targettizzabile per andare incontro alle esigenze di ognuno”.
Sui dati di ascolto delle emittenti radiofoniche: “Radio Rai fa segnare ottime performance in termini di ascolto e questo non fa altro che confermare la bontà del nostro lavoro che si fonda innanzitutto sulla qualità e l’originalità dei contenuti” commenta Piscopo “I dati attestano senza dubbio una fiducia da parte degli investitori nei canali di comunicazione Rai, nei quali sanno di trovare un pubblico fidelizzato e qualitativamente interessante per azioni promozionali di vario genere”.
Verena Guidi
Ufficio Stampa Marketing Informatico

sabato 25 luglio 2015

Nepal: Save the Children, a tre mesi dal terremoto bambini impauriti e insicuri con i monsoni alle porte

La paura e l'insicurezza di vivere in tenda o in ripari sovraffollati, in condizioni igieniche precarie, e l'incertezza per il futuro se non potranno tornare a scuola. Sono queste le angosce che affliggono i bambini sopravvissuti al devastante terremoto che ha colpito il Nepal tre mesi fa.

Lo rivela un sondaggio condotto su quasi 2mila bambini che vivono nei 14 distretti più colpiti dal sisma. I colloqui sono stati realizzati dalle organizzazioni umanitarie Plan International, Save the Children, UNICEF e World Vision, che esprimono la necessità di rafforzare la resilienza delle comunità contro le catastrofi e si dicono altresì allarmate per l'arrivo della stagione monsonica, ulteriore minaccia per la sicurezza dei bambini nei prossimi mesi[1].

Il rapporto diffuso oggi, redatto in seguito ai colloqui che si sono svolti dalla fine di maggio all'inizio di giugno, descrive le priorità espresse dai bambini: avere un rifugio adeguato, tornare a scuola e avere accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all'assistenza sanitaria.

Dal dopo terremoto i bambini hanno sviluppato profonde paure. Ragazze e ragazzi le cui case sono state distrutte, descrivono le difficoltà di vivere in ricoveri temporanei, precari e non resistenti all'acqua e al vento. "Il nostro riparo è a rischio", dice un ragazzino a Nuwakot, uno dei 14 distretti più colpiti dove è stato condotto il sondaggio. "Siamo costretti a stare svegli tutta la notte aggrappati ai teloni per evitare che volino via".

"Decine di migliaia di bambini vivono in abitazioni non idonee per resistere ai monsoni", sottolinea Lucia Withers, esperto della divisione Humanitarian di Save the Children e autrice del rapporto. "Nonostante gli enormi sforzi che facciamo per aiutare le comunità colpite stiamo correndo contro il tempo per cercare di proteggere i bambini dalle intemperie e dalle malattie".

Altra sofferenza espressa dai bambini è la mancanza di privacy e di spazio in cui sono costretti a vivere e molti di loro hanno perfino paura di essere aggrediti da animali selvaggi. Le ragazze, in particolare, si sentono indifese all'interno di spazi condivisi con altre persone. Molte dicono di aver subito molestie sessuali mentre altre temono che questa condizione possa favorire un aumento del traffico di esseri umani. "Vivere sotto al cielo e senza un tetto aumenta il rischio di abusi," ammette un'adolescente di Sindhupalchowk, il distretto più colpito dal sisma.

"Con l'approssimarsi della stagione dei monsoni dobbiamo fare in fretta per cercare di proteggere i bambini e le loro famiglie", dice il responsabile delle operazioni in risposta all'emergenza del terremoto in Nepal per World Vision, Admir Bajrami. "Queste persone hanno vissuto un'esperienza estremamente traumatica e per venirne fuori hanno bisogno di sostegno psico-sociale".

I bambini che hanno partecipato al sondaggio hanno anche fornito idee pratiche e dettagliate su come ricostruire le loro vite e le loro comunità. Molti hanno espresso il desiderio di abitazioni antisismiche, scuole e altri edifici per essere preparati al meglio in caso ci fossero altri terremoti.

"Vorrei che venissero costruite case anti sismiche in zone pianeggianti e con alberi piantati", dice un teenager di Sindhupalchowk.

"Le vite dei bambini che vivono in zone colpite dal terremoto sono state sconvolte", afferma il responsabile di Plan International per la preparazione e risposta alle calamità, Unni Krishnan. "Bisogna essere consapevoli del fatto che è assolutamente indispensabile considerare i bambini affinché ogni azione in risposta alle calamità possa dirsi efficace".

I bambini intervistati vorrebbero che fino a alla costruzione di nuove scuole le lezioni possano svolgersi nelle tende e al governo chiedono libri, materiali scolastici e di cancelleria dato che quelli che avevano sono rimasti sepolti sotto le macerie. Inoltre, chiedono maggiore protezione per se stessi e per gli altri bambini della loro comunità. 

Nonostante le enormi difficoltà che devono affrontare, i bambini hanno mostrato alti livelli di resilienza e ottimismo, pensano che le loro vite torneranno alla normalità se non addirittura migliori di prima e ritengono che sia importante che le comunità si sostengano reciprocamente.

"Questi bambini ci hanno fornito informazioni preziose", ha commentato il rappresentante di UNICEF, Tomoo Hozumi. "Suggerimenti che prenderemo in considerazione per i programmi nel resto del Paese e per preparare al meglio tutte le comunità del Nepal per affrontare nuove calamità".

 

L'intervento di Save the Children in Nepal

Oltre 8 milioni di persone sono state colpite dal terremoto in Nepal, di cui 3,2 milioni sono bambini. Save the Children è stata la prima organizzazione a intervenire ed è presente in 11 dei 14 distretti maggiormente devastati dal sisma, dove ha raggiunto con i suoi interventi oltre 420mila persone tra cui oltre 250mila bambini.

Per garantire l'educazione ai bambini che hanno perso le loro scuole, l'Organizzazione ha costruito 270 centri educativi antisismici temporanei e ha formato quasi 400 insegnanti, e ha creato 61 Spazi a Misura di Bambino,  per attività educative e ricreative in un ambito sicuro e protetto. Servizi di assistenza materno-infantile vengono forniti in 18 centri appositamente predisposti.

Per far fronte all'emergenza Save the Children ha distribuito più di 54.000 kit per la costruzione di ripari temporanei e più di 30.000 kit di prima necessità e per cucinare, fornendo anche microcredito per l'alloggiamento a 2300 famiglie.

 

Per sostenere gli interventi di Save the Children: www.savethechildren.it/nepal

Il rapporto sulla consultazione  "After the Earthquake: Nepal's Children Speaks Out" è scaricabile al link: http://we.tl/LS6bZsPEIz

venerdì 24 luglio 2015

Cistite acuta ricorrente, Fattori di rischio l’ipertrofia prostatica e alcuni sport

Cistite acuta e cistite ricorrente colpiscono anche l’uomo. Fattori di rischio specifici sono l’ipertrofia prostatica e alcuni sport.
Cistite Uomini Cranberry
Cistite acuta e cistite ricorrente colpiscono anche l’uomo. Fattori di rischio specifici sono l’ipertrofia prostatica, dopo i 50 anni, e sport come ciclismo, equitazione, motocicletta. L’azione meccanica antiadesiva di ROTER CISTIBERRY è valida anche per trattare la cistite acuta e per prevenire la cistite ricorrente nell’uomo.
La cistite acuta (un solo episodio nella vita, o meno di un episodio all’anno) e la cistite ricorrente (più di un episodio all’anno) sono manifestazioni della stessa infezione alla vescica. Nel 90% dei casi colpiscono le donne. Ma anche gli uomini possono soffrire di cistite acuta o di cistite ricorrente, con sintomi fortemente disturbanti per la qualità della vita quotidiana: urgenza di urinare (fino a 15 volte al giorno) bruciore al passaggio dell’urina (spesso bruciore anche all’eiaculazione), senso di peso sovrapubico, stanchezza, irritabilità.
Alcuni fattori di rischio della cistite acuta e della cistite ricorrente sono comuni ai due sessi: indumenti stretti e biancheria di fibre sintetiche, stitichezza o diarrea, errate abitudini alimentari (bere meno di 1,5-2 l di liquidi al giorno, pasti disordinati o abuso di spezie piccanti, caffè, cioccolato, eccesso di alcolici), fumo, attività sessuale intensa, colpi di freddo, stress, altre infezioni come un’influenza possono facilitare la comparsa di episodi di cistite, perché permettono più facilmente ai batteri di raggiungere la vescica.
Ma ci sono fattori di rischio tipicamente maschili. La cistite acuta e soprattutto la cistite ricorrente sono infatti rare negli uomini prima dei 50 anni. Infatti spesso, nella comparsa di un episodio di cistite è coinvolta la ghiandola prostatica. L’ingrossamento della prostata (ipertrofia prostatica) stringe infatti l’uretra e impedisce il normale flusso delle urine. Il deposito di urine nella vescica favorisce la moltiplicazione dei batteri eventualmente presenti.
Nell’uomo, perciò, anche il ciclismo, la moto e l’equitazione diventano sport a rischio, in quanto comprimono prostata e vescica, irritandole entrambe e favorendo il passaggio dei batteri dalla prima alla seconda. Anche nell’uomo, però, la maggior parte degli episodi di cistite acuta e di cistite ricorrente è causato da Escherichia coli. Ecco perché, anche nel sesso maschile, cistite acuta e cistite ricorrente rispondono bene al trattamento con ROTER CISTIBERRY.
Pack CISTIBERRY_Italie
ROTER CISTIBERRY è un dispositivo medico di classe II, che contiene solo e soltanto l’estratto del frutto intero di Cranberry (Mirtillo rosso americano) ricavato da buccia, polpa, semi e succo: non sono presenti glutine, lattosio, coloranti, conservanti, zuccheri diversi da quelli del frutto. Questo estratto innovativo è stato brevettato come CRANBERRY ACTIVE. Gli studi clinici hanno dimostrato che ROTER CISTIBERRY agisce in modo rapido ed efficace sui sintomi della cistite acuta e della cistite ricorrente.
Il meccanismo di ROTER CISTIBERRY è anti-adesivo: impedisce cioè ai singoli batteri di aderire alla parete della vescica, dalla quale è difficile eliminarli con le urine e sulla quale si moltiplicano facilmente. A ROTER CISTIBERRY è stata riconosciuta la capacità di trattare la cistite acuta (posologia: 2 capsule al giorno per 15 giorni) e di prevenire la cistite ricorrente (posologia: 1 capsula al giorno per 30 giorni).

FonteRoter.it

mercoledì 22 luglio 2015

Cistite trattamento prevenzione, Roter Cistiberry Azione meccanica anti-adesiva

ROTER CISTIBERRY è stato approvato come dispositivo medico di classe II, con azione meccanica anti-adesiva sui batteri – ROTER CISTIBERRY è stato valutato in studi clinici di trattamento della cistite acuta e di prevenzione della cistite ricorrente
Roter Cistiberry  Tratta,mento Prevenzione Cistite
Con la scoperta nel Novecento degli antibatterici (sulfamidici e antibiotici), l’impiego dell’estratto di Cranberry(Mirtillo rosso americano), usato nei secoli per risolvere gli episodi di cistite acuta e di cistite ricorrente si è progressivamente ridotto. Man mano, però, l’aumento delle segnalazioni di effetti indesiderati provocati proprio dalla terapia antibiotica ha portato a rivalutare l’efficacia del Cranberry (Mirtillo rosso americano).
Si è chiarito innanzitutto che il Cranberry (Mirtillo rosso americano) agisce impedendo l’adesione dei batteri causa di cistite acuta e di cistite ricorrente (nell’80% dei casi si tratta di Escherichia coli) alle pareti della vescica, dove si moltiplicano con facilità e da cui è difficile eliminarli con le urine. Partendo da questa dimostrazione, è stato progettato ROTER CISTIBERRY un prodotto con una tecnologia brevettata, che utilizza il frutto intero di Cranberry: buccia, polpa, semi e succo. L’estratto ad alta concentrazione, titolato e standardizzato, è stato brevettato come CRANBERRY ACTIVE.
CRANBERRY ACTIVE, estratto brevettato del frutto intero di Cranberry (Mirtillo rosso americano) è l’unico componente delle capsule di ROTER CISTIBERRY, che non contengono quindi glutine, lattosio, coloranti, conservanti e zuccheri diversi da quelli del frutto. ROTER CISTIBERRY è stato approvato come dispositivo medico di classe II (dotato cioè di azione esclusivamente meccanica). A ROTER CISTIBERRY, dispositivo medico di classe II, è stata riconosciuta la capacità di trattare la cistite acuta e di prevenire la cistite ricorrente causate da Escherichia coli.
Pack CISTIBERRY_Italie
L’attività anti-adesiva (AAA) di ROTER CISTIBERRY nei confronti di Escherichia coli è stata valutata a confronto con placebo, cioè con un preparato privo di attività: nove ore dopo la prima assunzione di ROTER CISTIBERRY, l’AAA del prodotto era già significativa e si manteneva elevata fino a 24-36 ore.
Un secondo studio ha confrontato tre gruppi di donne (18-40 anni) sofferenti di cistite acuta: il primo gruppo non ha ricevuto alcun trattamento, il secondo ha assunto 500 mg di CRANBERRY ACTIVE al giorno (pari a 1 capsula di ROTER CISTIBERRY) e il terzo gruppo 1000 mg di CRANBERRY ACTIVE al giorno (cioè 2 capsule di ROTER CISTIBERRY). In complesso, l’assunzione di ROTER CISTIBERRY ha alleviato rapidamente i sintomi, dimezzando in 10 giorni la concentrazione di Escherichia coli nel 59% delle donne trattate.
Per valutare l’efficacia di ROTER CISTIBERRY nella cistite ricorrente, 155 donne sono state suddivise in due gruppi e trattate per sei mesi con 1 capsula al giorno di ROTER CISTIBERRY (pari a 500 mg di CISTIBERRY ACTIVE), oppure con placebo. Nel gruppo trattato con ROTER CISTIBERRY la frequenza della cistite ricorrente si è dimezzata.
In base a questi risultati, è stato stabilito che ROTER CISTIBERRY va assunto alla dose di 1000 mg (2 caspule al giorno) per 15 giorni in caso di cistite acuta e alla dose di 1 capsula al giorno per 30 giorni in caso di cistite ricorrente.

FonteRoter.it

martedì 21 luglio 2015

L'Italia insieme al WFP sostiene le persone vulnerabili in Sudan

KHARTOUM –Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) si è felicitato oggi per il contributo del governo italiano a sostegno dei bisogni dei sudsudanesi colpiti dal conflitto e rifugiatisi in Sudan.

 

Il WFP utilizzerà il contributo di circa 500.000 euro (circa 545.000 dollari USA) per fornire assistenza alimentare per circa tre mesi a oltre 13.000 sudsudanesi che hanno cercato salvezza in due località del Sud Kordofan, in Sudan. Il paniere alimentare del WFP include sorgo – un alimento base in Sudan – così come legumi, olio e sale.

 

"L'Italia è sempre in prima linea nel sostegno ai vulnerabili qui in Sudan. La nostra missione è aiutare le persone che hanno bisogno e il WFP si è dimostrato negli ultimi anni un partner su cui poter contare", ha detto l'Ambasciatore italiano in Sudan Fabrizio Lobasso.

 

Il WFP assiste attualmente oltre 100.000 sudsudanesi fuggiti dal conflitto nel loro paese e che ora risiedono negli stati del Sud Kordofan, del Nord Kordofan, del Kordofan dell'Ovest e del Nilo Bianco in Sudan.

 

L'Italia è, da molti anni, uno dei partner più affidabili del WFP negli sforzi per alleviare la fame in Sudan. Di recente, l'Italia ha fornito contributi rilevanti per i programmi di alimentazione scolastica e di 'cibo in cambio di formazione' del WFP negli stati di Kassala e Mar Rosso, nel Sudan orientale. Grazie all'Italia, il WFP ha continuato a promuovere la frequenza scolastica delle bambine e delle ragazze e a favorire l'alfabetizzazione delle donne che non sono potute andare a scuola da piccole a causa di norme sociali e culturali.

 

"Il sostegno dell'Italia è stato eccezionale per il nostro lavoro nel Sudan orientale e centrale. Grazie a questo contributo, saremo in grado di estendere l'assistenza ai sudsudanesi che sono fuggiti dal conflitto nel loro paese e sono arrivati in Sudan", ha detto Adnan Khan, Rappresentante e Direttore del WFP in Sudan.

 

L'operazione del WFP in Sudan è tra le più grandi e complesse: l'agenzia fornisce assistenza alimentare alle persone che soffrono le conseguenze del conflitto, agli sfollati e a quanti soffrono di sottonutrizione cronica in Darfur, così come ai gruppi vulnerabili nelle aree orientali e nelle zone di confine a sud.

 

Nel corso della prima metà dell'anno, il WFP ha risposto ai bisogni di sicurezza alimentare e nutrizionale di 3,7 milioni di persone, incluse 2,8 milioni di persone nella regione colpita dal conflitto in Darfur. A partire da luglio, il WFP assisterà 2,3 milioni di persone, tra cui 1,8 milioni di sfollati. Il WFP prevede di raggiungere tutte queste persone con assistenza alimentare salvavita e programmi nutrizionali oltre che con attività di recupero e di costruzione della resilienza per aiutare le comunità a diventare autosufficienti.

 

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Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 75 paesi.



Piscopo Rai Pubblicità, Palinsesto 2016 occasione di crescita

Rai: presentati i palinsesti per la stagione 2015/2016, conti in pareggio nel 1° trimestre 2015. Per Rai Pubblicità raccolta in linea col 2014, l’ad Piscopo è fiducioso: la domanda di spazi pubblicitari è in crescita.
piscopo-fabrizio-ad-rai-pubblicitaI palinsesti Rai per la stagione 2015-2016, presentati alla stampa in questi giorni, hanno rivelato la volontà della società presieduta da Anna Maria Tarantola di puntare sugli eventi speciali con le star della musica italiana.
Riguardo alla raccolta di Rai Pubblicità, la concessionaria guidata dall’ad Fabrizio Piscopo, nel primo semestre dell’anno registra un risultato in linea con lo stesso periodo del 2014. A gennaio – maggio il fatturato pubblicitario netto è pari a 340 milioni di euro con una previsione di crescita degli introiti di quasi il 5% rispetto al 2014.
E proprio per gestire la crescente domanda di spazi e capitalizzare la ripresa del mercato pubblicitario, è stata confermata una politica commerciale che incentiva i formati brevi da 15″, per rispondere alle richieste di un maggior numero di inserzionisti.
Riguardo all’offerta di spazi, oltre all’acquisto in libera disponibile per tutti i canali e le fasce, vengono riproposti i moduli HP multichannel ai quali si aggiungono i nuovi moduli ‘EASY’ sui canali specializzati.
Come già anticipato dallo stesso Piscopo, parlando della targetizzazione esclusiva Rai una delle novità commerciali sono iTREND, ovvero pacchetti tematici legati alle principali tendenze identificate nella società quali Pet, Tecno, Lusso, ecc.
inoltre è attualmente allo studio ‘Maestro Manzi 2.0‘, un nuovo format composto da pillole tutorial brandizzate di circa 10 minuti ciascuna, che dall’autunno sulle reti Rai insegneranno l’utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali.
Dal mercato pubblicitario arrivano buoni segnali – commenta l’ad di Rai Pubblicità – l’anno scorso abbiamo avuto la peggior performance assoluta ma poi il periodo positivo che è seguito ci ha permesso di chiudere il primo trimestre in sostanziale pareggio. Non posso che essere pienamente fiducioso per i prossimi mesi, considerando i grandi eventi dell’offerta televisiva Rai e i grandissimi nomi dello spettacolo e della musica internazionale che siamo riusciti a coinvolgere per il palinsesto autunnale”.
Secondo Piscopo infatti la Rai prosegue il suo percorso di innovazione qualitativa dei contenuti televisivi permettendo alla concessionaria Rai Pubblicità di formulare offerte commerciali sempre invitanti per gli investitori. “Investire negli spazi pubblicitari Rai – continua Piscopo – significa poter intercettare un pubblico ampio e variegato, anche per fascia d’età, e soprattutto fidelizzato”.
Fonte: marketinginformatico.it
Ufficio Stampa Marketing Informatico
Verena Guidi

lunedì 20 luglio 2015

Il 25 Settembre al via la Notte Europea dei Ricercatori, l'evento per conoscere da vicino il mondo della ricerca al grande pubblico

Un evento che si rinnova da dieci anni per far conoscere il mondo della ricerca

Il mondo della ricerca scientifica è in costante evoluzione ed anche La Notte Europea dei Ricercatori 2015, che coinvolge in Italia quattro progetti finanziati dalla Commissione Europea, presenta diverse novità per festeggiare alla grande il decimo anniversario di programmazione e coinvolgere un pubblico sempre più numeroso.

Università e Centri di ricerca pubblici e privati si mettono in gioco in ventidue città d'Italia ed organizzano centinaia di eventi coinvolgenti e innovativi nei rispettivi territori, al fine di far conoscere l'attività dei ricercatori e l'importanza della ricerca non solo in ambito scientifico, ma anche nella vita quotidiana.

La ricerca italiana è una delle eccellenze del Paese e La Notte dei Ricercatori è l'evento ideale per essere aggiornati e informati sulle più recenti scoperte nei vari ambiti di lavoro degli esperti, che saranno protagonisti ed animatori di incontri, spettacoli, concerti, visite guidate, giochi e varie proposte creative di divulgazione.

Anche quest'anno sono tantissimi gli eventi che animano la Settimana della Scienza che si concluderà il 25 settembre con la Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza: circa duecento attività curate dall'Associazione nelle città di Roma, Frascati, Milano, Pavia, Trieste, Pisa, Bologna, Ferrara, Cagliari e Bari.

A Roma la decima Notte Europea dei Ricercatori verrà aperta da "The Science Pursuit" un entusiasmante Trivial Pursuit scientifico dove centinaia di partecipanti si sfideranno su prove di biologia, chimica, architettura, elettronica, fisica, informatica, astronomia, matematica.

Una delle grandi novità di quest'anno è la realizzazione del "mercato delle idee", uno spazio pubblico rigenerato e interamente riprogettato con materiali ecosostenibili che ospiterà a partire dal 20 settembre incontri, presentazioni di libri, esperimenti, video installazioni, laboratori didattici e un "kindergarten" scientifico.

Tutti gli eventi ruoteranno intorno al grande tema della sostenibilità e alla figura chiave del ricercatore che, con le sue competenze in termini di innovazione e creatività, lavora per migliorare la vita di tutti noi. Grande attenzione verrà riservata come sempre agli spettatori più piccoli e alle scuole con centinaia di laboratori diffusi in tutta Italia interamente dedicati a loro.

"Come gli altri anni, l'obiettivo della manifestazione è avvicinare il grande pubblico alle tematiche scientifiche e a noi ricercatori" - ha commentato Giovanni Mazzitelli, Presidente di Frascati Scienza. "In occasione del suo decimo anniversario, abbiamo deciso di focalizzare l'attenzione sulla sostenibilità attraverso il ruolo del ricercatore e della scienza per il progresso di una società equa, partecipata e responsabile".

La Notte Europea dei Ricercatori 2015 avrà particolare rilievo anche in Liguria. Il progetto Party don't Stop coinvolgerà molte centinaia di ricercatori delle istituzioni pubbliche e private, ricercatori italiani attivi all'estero e ricercatori europei.

Patrizia Garibaldi, responsabile del progetto ligure, spiega: "Il programma di quest'anno comprende proposte di attività ed eventi per approfondire le più innovative e interessanti ricerche, che si svolgeranno in luoghi tra i più simbolici e rappresentativi della regione. Le decine di iniziative ospitate in questi spazi unici per storia e contesto renderanno La Notte Europea dei Ricercatori in Liguria davvero indimenticabile".

A Genova i ricercatori organizzeranno attività al Porto Antico, da oltre duemila anni cuore della vita economica, culturale e tecnologica della città. Saranno allestiti numerosi stand nello spazio coperto della  Piazza delle Feste e all'Acquario, eccezionalmente aperto in orario serale, su un battello che attraverserà il porto e nel Museo di Archeologia Ligure.

La Notte Europea dei Ricercatori a La Spezia coinvolgerà la sede dell'Arsenale con il Museo Tecnico Navale: un'opportunità unica per scoprire questo straordinario complesso di archeologia industriale aperto al pubblico per l'occasione e partecipare alle attività organizzate dai ricercatori che operano in ambiti strettamente legati all'ambiente marino.

Ad Albenga l'affascinante Giardino Letterario Delfino e il centro storico, con i suoi meravigliosi tesori tardo antichi e medievali, faranno da sfondo alle attività in programma, particolarmente incentrate sui cambiamenti climatici.

Una novità per l'edizione ligure 2015 de La Notte Europea dei Ricercatori è rappresentata  dalla sede della stazione MARECO di Bonassola, dove i ricercatori studiano le onde in un contesto ambientale e paesaggistico di grande bellezza e suggestione.

Il Piemonte si sta preparando ad accogliere l'evento del 25 settembre con il tour presso tutte le città coinvolte (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino e Verbania) di un totem multimediale che racconta le nove edizioni passate e lancia gli eventi in programma per il decimo anniversario.

Andrea De Bortoli, Direttore Centro Interuniversitario Agorà Scienza e Coordinatore del progetto Tracks - Notte dei Ricercatori in Piemonte, presenta con soddisfazione il dato di partecipazione che emerge dai primi nove anni di storia dell'evento: "L'entusiasmo degli organizzatori piemontesi è cresciuto di edizione in edizione: nel 2006 erano coinvolti circa cento ricercatori, per l'edizione del 2015 è prevista la partecipazione attiva e diretta di circa settecento. Credo che il modo migliore di festeggiare questo decimo anniversario sia ringraziare i ricercatori italiani, che, con la loro passione, riescono a portare avanti progetti di altissimo livello e a coinvolgere sempre di più il pubblico".

Tante le attività in programma a Sharper, coordinato da Psiquadro, in occasione del decimo anniversario de La Notte Europea dei Ricercatori per condividere con il pubblico di Perugia, L'Aquila e Ancona il mondo della ricerca e le sue eccellenze. Una miscela di divertimento e di conoscenza per scoprire come i ricercatori contribuiscono allo sviluppo e al futuro della propria città.

A L'Aquila riflettori puntati su "Back to the future". Siamo nel 2015, sono passati 26 anni da quando, nel celebre film Ritorno al futuro 2, Marty McFly viaggia nel tempo per arrivare fino al 21 ottobre 2015. Marty arriva in un mondo pieno di stranezze e invenzioni che a lui paiono incredibili.quanto siamo lontani da queste "stramberie"? Ma, soprattutto, come sarà il mondo tra 30 anni? Back to the future: un'ottima occasione per scoprire cosa ci riserva il futuro.

Divulgare la scienza presso il grande pubblico, avvicinare ed appassionare al mondo della ricerca in particolare i giovani che devono affrontare la scelta del proprio cammino professionale sono tra i principali obiettivi ambiziosi delle iniziative de La Notte Europea dei Ricercatori in Italia, confortati dagli eccellenti e crescenti successi di affluenza e gradimento ottenuti nelle edizioni degli scorsi anni.

La figura del ricercatore, corrispondente spesso nell'immaginario comune a quella di uno scienziato che opera in un contesto poco accessibile, in questi eventi viene avvicinata dai cittadini all'interno di iniziative di divulgazione e conoscenza, che utilizzano una comunicazione informale e creativa, appositamente studiata per coinvolgere ed interessare tutti.

www.nottedeiricercatori.it
http://ec.europa.eu/research/researchersnight

La Notte dei Ricercatori in Italia gode del Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Expo Milano 2015.

sabato 18 luglio 2015

Preziosi Libro Immortale una mostra sulla vita di Papa Giovanni Paolo II

A distanza di dieci anni dalla morte del Papa polacco, il racconto della sua vita offre ancora una moltitudine di particolari storici inediti: dall’attentato del 1981 al caso Pinochet. Li ha raccontati Antonio Preziosi alla presentazione a Roma del libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, libro dal quale la mostra allestita a Torino trae ispirazione.
Immortale dal libro di Antonio Preziosi
Al risveglio dall’anestesia dopo l’intervento chirurgico, Wojtyla commentò «mi hanno fatto come a Bachelet…», intendendo probabilmente di esser stato vittima di un attentato come il suo amico professore o che la matrice dell’attentato fosse un gruppo terroristico. Questo e molti altri i dettagli storici inediti raccolti da Antonio Preziosi nel libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, presentato pochi giorni fa nella Sala delle Bandiere della Rappresentanza italiana del Parlamento Europeo a Roma.
Antonio Preziosi
Sono intervenuti alla presentazione del libro la cui prefazione è stata curata dal cardinale Stanislao Dziwisz, Monsignor Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione e allora cappellano di Montecitorio, e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Monsignor Fisichella ha raccontato che Giovanni Paolo II scrisse una lettera da consegnare tramite un politico italiano all’allora presidente della Convenzione europea Valery Giscard d’Estaing, per chiedere il riferimento alle radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. Ma lo stesso Giscard D’Estaing rifiutò la consegna della lettera rispondendo che “se la poteva tenere in tasca”. “Disse che ‘altri’ non avevano voluto accettare quel riferimento ma da mie fonti – ha sottolineato il monsignore – so che lui stesso non volle”.
Entrando come primo Papa nella storia nella Sinagoga di Roma nel 1986 “ha avuto -racconta invece Di Segni- l’intuizione geniale di trasformare una teologia in gesti concreti. L’intuizione è stata quella di dimostrare con un gesto clamoroso che certe barriere andavano abbattute, è stato un gesto che ha dimostrato che nei posti ci si va, non solo si studia e se ne parla. Questa è stata una grande rivoluzione“.
Ma le rivoluzioni messe in atto da Papa Giovanni Paolo II sono state tante, le racconta Antonio Preziosi grazie a un certosino lavoro di acquisizione di notizie e documentazione sulla incredibile vita del Papa polacco, tra fatti, luoghi e testimoni storici. Il frutto di queste ricerche ha dato luogo a un libro -molto più vicino a un romanzo che a una biografia- e a una mostra, inaugurata il 27 maggio all’Archivio di Stato a Torino dall’Arcivescovo mons. Nosiglia con il sindaco Fassino, con Antonio Preziosi e il curatore Fabio di Gioia.
FonteRepubblica

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