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martedì 30 giugno 2015

Tutti gli strumenti per guidare il cliente lungo un percorso di acquisto

Secondo Universal Electronics è necessario trasformare l'esperienza del cliente per elevare il tasso di conversione delle vendite.

Sapere interpretare le esigenze dei clienti è una componente fondamentale per ogni azienda. Essere in grado di rispondere alle loro necessità è altrettanto importante, proponendo prodotti innovativi, ma al contempo semplici e intuitivi. Il passo successivo, che va oltre la pura proposizione di un'offerta di prodotti qualificata, sta nell'educazione dei clienti.

Si tratta di un elemento che offre valore aggiunto all'esperienza di acquisto e che fidelizza la clientela, oltre a supportare in modo concreto le vendite. E non solo, perché anche i retailer possono beneficiarne in modo concreto.
Si tratta di strumenti in realtà molto semplici, che prendono per mano il cliente guidandolo in pochi passaggi nella scelta corretta del prodotto di cui hanno bisogno.

OItre a proporre i prodotti nel modo giusto sia online che in store, è importante rendere la scelta di acquisto autonoma e indipendente, ma soprattutto consapevole. Specialmente quando si tratta di soluzioni tecnologiche innovative ma che devono tradursi in strumenti estremamente immediati e di utilizzo quotidiano.

Strumenti che sappiano comunicare correttamente anche gli utenti meno esperti, o che fungano da interfaccia immediata per i responsabili del punto vendita, risolvendo problemi di tempo, di risorse a disposizione dei retailer, reperimento informazioni, e resi in negozio di prodotti acquistati erroneamente.

Si parte da un packaging che prima di tutto deve essere immediato, chiaro, riconoscibile e possibilmente appealing, oltre che correttamente posizionato nel punto vendita per agevolare l'indirizzamento del cliente che entra in negozio. Noi di Universal Electronics, con il marchio One For All puntiamo molto sul packaging "parlante": è il primo punto di incontro tra il cliente e il prodotto e deve essere il più chiaro ed esplicativo possibile, per rendere la scelta d'acquisto il più semplice possibile. Inoltre, le varie famiglie di prodotto sono identificate da un colore specifico che ne rende l'identificazione ancora più semplice.

Ancora, supportiamo la scelta d'acquisto tramite pannelli informativi in store che mostrano in maniera comparativa ed efficace tutti i vari modelli dell'offerta (nel nostro caso, ad esempio, svariati modelli di telecomandi, antenne, accessori per il mondo audio-video) che consentono a colpo d'occhio di identificare il prodotto giusto in base a determinati requisiti dei propri dispositivi (modello di TV e caratteristiche per l'acquisto di un telecomando; area geografica per la giusta antenna, ad esempio). Inoltre, tramite un QR code, gli utenti sono indirizzati a un'area dedicata dove in pochi click possono identificare in maniera guidata il prodotto di cui hanno bisogno.

Questo ovviamente può aiutare anche i responsabili in store a indirizzare la clientela nel modo giusto, risparmiando tempo e risorse, ed evitando la gestione di resi causati da acquisti errati. L'esperienza sul campo ci dice che, tra coloro che ricorrono al QR code per reperire informazioni di acquisto, vi è un corrispettivo 10% di probabilità in più di acquisto effettivo del prodotto, aumentando di conseguenza le vendite tra il 6% e il 24%.

È altrettanto importante guidare il cliente anche nella fase post vendita, non solo fornendo un servizio di customer service, ma anche in questo caso, educandolo: app dedicate, guide di installazione semplici e immediate, oltre a video tutorial specifici per prodotto sono strumenti che offrono aiuto concreto e autonomia all'utente, che così non dovrà incorrere in problemi di installazione e fruizione, e nemmeno ricorrere all'assistenza o fare reclami.

L'educazione al cliente è una vera e propria filosofia di vendita, che si traduce in una maggiore soddisfazione e fidelizzazione della clientela, e che può essere un elemento chiave distintivo rispetto alla concorrenza. Si tratta di uno strumento concreto che consente inoltre di aiutare la distribuzione e di supportare le vendite, a beneficio del business.

Alberto Ferrari, Sales Director Cluster South di Universal Electronics Italia.

Egitto, dalle piazze al carcere: una generazione di giovani attivisti schiacciata dalla repressione

In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty International ha dichiarato che la continua repressione delle autorità egiziane contro i giovani attivisti rappresenta il chiaro tentativo di schiacciare le menti più coraggiose e brillanti del paese ed eliminare qualunque minaccia embrionale al potere.

Generazione carcere: la gioventù egiziana dalle proteste alla prigione si concentra sui casi di 14 delle migliaia di giovani arrestati in modo arbitrario, detenuti e incarcerati in Egitto negli ultimi due anni in relazione alle proteste. Nel suo rapporto, Amnesty International denuncia come il paese sia tornato completamente a essere uno stato di polizia.

"Due anni dopo l'estromissione del presidente Mohamed Morsi, alle proteste di massa sono subentrati arresti di massa. Attaccando senza sosta i giovani attivisti egiziani, le autorità stanno spezzando le speranze in un futuro migliore di un'intera generazione" - ha affermato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. 

"Dopo la rivolta del 2011, i giovani egiziani erano stati acclamati come simbolo di speranza dai leader militari del paese e dai partner internazionali. Il loro idealismo e l'impegno a favore di 'pane, libertà e giustizia sociale' si erano rivelati forze trainanti per il cambiamento. Ma oggi molti di questi giovani attivisti stanno languendo dietro le sbarre, a conferma del fatto che l'Egitto sia regredito a uno stato che ricorre appieno alla repressione" – ha proseguito Sahraoui.
Amnesty International ha fortemente condannato l'uccisione del procuratore generale Hisham Barakat in un attentato eseguito al Cairo il 29 giugno, definendola "un omicidio a sangue freddo, un atto codardo e che suscita disprezzo". In uno stato di diritto, giudici e procuratori devono essere liberi di svolgere il loro lavoro senza minacce di violenza.

L'organizzazione per i diritti umani ha sollecitato le autorità egiziane a non rispondere all'omicidio del procuratore Barakat prendendo ulteriormente di mira manifestanti e attivisti pacifici e ha espresso preoccupazione per il numero delle persone attualmente in carcere a seguito della repressione del dissenso.
Il governo di Abdel Fattah al-Sisi non sembra infatti allentare la sua politica oppressiva. Secondo gli ultimi dati diffusi dagli attivisti egiziani per i diritti umani, il giro di vite ha visto più di 41.000 persone arrestate, accusate di reati penali e processate in modo irregolare.

"Il livello della repressione è agghiacciante. Le autorità egiziane hanno dimostrato che non si fermeranno di fronte a nulla nel tentativo di soffocare ogni sfida al loro potere" – ha sottolineato Sahraoui.

"Tra le persone in carcere vi sono leader di movimenti giovanili apprezzati a livello internazionale, difensori dei diritti umani e perfino bambini che indossavano magliette con slogan anti-tortura" – ha precisato Sahraoui.

La Legge sulle proteste, entrata in vigore nel novembre 2013, autorizza le autorità a arrestare e processare dimostranti pacifici a loro piacimento e criminalizza la mera azione di scendere in strada senza previa autorizzazione. Inoltre, dà alle forze di sicurezza mano libera per ricorrere alla forza eccessiva e letale nei confronti di manifestanti pacifici.

"La Legge sulle proteste è diventata la corsia preferenziale per imprigionare manifestanti pacifici, trattati alla stregua di criminali. Dev'essere abolita immediatamente" - ha chiarito Hassiba Hadj Sahraoui.

Il giro di vite iniziato nel luglio 2013 con l'arresto di Morsi e dei suoi sostenitori, tra cui i leader più in vista della Fratellanza musulmana, si è allargato fino a colpire l'intero panorama politico egiziano.

Tra i giovani imprigionati in modo arbitrario vi sono gli attivisti Ahmed Maher e Mohamed Adel del "Movimento giovanile 6 aprile", il noto blogger Ahmed Douma, Alaa Abd El Fattah, un blogger e autorevole voce critica che è stato in prigione sotto Hosni Mubarak e il Consiglio supremo delle Forze armate, e i difensori dei diritti umani Yara Sallam e Mahienour El-Massry.

Insieme a loro, si trovano in carcere persone che hanno protestato contro la deposizione di Morsi, come il cittadino irlandese Ibrahim Halawa, le studentesse universitarie Abrar Al-Anany e Menatalla Moustafa e la insegnante Yousra Elkhateeb.

Sono stati tutti condannati per aver sfidato la durissima Legge sulle proteste o ulteriori norme che limitano in modo arbitrario il diritto alla libertà di manifestazione pacifica.

Il gruppo di attivisti "Libertà per i valorosi" ha denunciato una nuova ondata di arresti, scattata a metà del 2015, che ha visto almeno 160 persone finire in carcere in condizioni equivalenti a sparizioni forzate. A sua volta, la Fratellanza musulmana ha denunciato nuovi arresti tra i suoi seguaci.

Le autorità egiziane cercano sovente di giustificare le politiche restrittive ricorrendo al tema del mantenimento della stabilità e della sicurezza. Ma sebbene in alcuni casi i manifestanti abbiano usato violenza, la risposta delle forze di sicurezza è stata sistematicamente sproporzionata.

Molti arrestati sono stati portati di fronte ai giudici a seguito di accuse false o motivate politicamente e sono stati condannati, al termine di processi di massa con centinaia di imputati, sulla base di prove insufficienti o inesistenti o solo grazie a testimonianze da parte delle forze di sicurezza o a indagini della Sicurezza nazionale.

Altri sono in carcere da lungo tempo senza accusa né processo. Tra questi, c'è lo studente Mahmoud Mohamed Ahmed Hussein, arrestato mentre tornava a casa dopo aver preso parte a una protesta, solo a causa dello slogan scritto sulla sua maglietta. Secondo i suoi familiari e avvocati, ha "confessato" sotto tortura attività collegate al terrorismo. Ha trascorso il suo 19esimo compleanno in prigione, dove è rinchiuso da più di 500 giorni.

Il dato di migliaia di persone condannate per false accuse o a causa di leggi che limitano la libertà di espressione e di manifestazione pacifica, è in profondo contrasto coi pochi casi di agenti di polizia processati per violazioni dei diritti umani a partire dal gennaio 2011. Nessun membro delle forze di sicurezza è stato chiamato a rispondere sul piano penale per il massacro di centinaia di sostenitori di Morsi, avvenuto nelle piazze Rabaa Adawiya e al-Nahda del Cairo il 14 agosto 2013.

Amnesty International ha sollecitato i partner internazionali dell'Egitto a non sacrificare i diritti umani nel dialogo con le autorità.

I leader dei paesi influenti dell'Unione europea, tra cui Francia, Italia e Germania, hanno avuto colloqui con il presidente Abdel Fattah al-Sisi mentre la sua amministrazione metteva migliaia di oppositori politici dietro le sbarre. Non risulta in alcun modo che durante questi incontri sia stata chiesta la fine di queste gravi violazioni dei diritti umani.

La Gran Bretagna ha invitato a colloqui il presidente al-Sisi un giorno dopo che Morsi era stato condannato a morte al termine di un processo irregolare.
A marzo, il governo degli Stati Uniti d'America ha annunciato la fine del blocco sui trasferimenti di armi all'Egitto e l'offerta di assistenza militare continuativa alle forze armate e di sicurezza del paese.

"La grande ipocrisia dei partner egiziani è stata messa a nudo dalla corsa a concludere lucrosi accordi commerciali, ad acquisire influenza politica, a collaborare in materia d'intelligence e a concludere nuove vendite e trasferimenti di equipaggiamento per le forze di polizia che potrebbero facilitare le violazioni dei diritti umani" – ha dichiarato Sahraoui.

"I leader globali si stanno rimangiando le promesse fatte ai giovani egiziani dopo la caduta di Mubarak, nel febbraio 2011. L'Egitto mette in galera attivisti pacifici mentre il mondo guarda altrove. Gli stati restano in silenzio, così come la comunità internazionale e il Consiglio Onu dei diritti umani" – ha concluso Sahraoui.

Le autorità hanno giustificato il giro di vite citando anche l'aumento della violenza politica. L'Egitto subisce attacchi da gruppi armati, che secondo le autorità hanno causato la morte di centinaia di soldati, in particolare nel Sinai settentrionale, e di molti civili. Amnesty International condanna senza riserve gli attacchi ai civili ma sollecita le autorità a non usare queste minacce come pretesto per violare i diritti umani.
                                                        
Roma, 30 giugno 2015

Per ulteriori informazioni:
Il rapporto "Generazione carcere: la gioventù egiziana dalle proteste alla prigione" è disponibile all'indirizzo: https://www.amnesty.org/en/documents/mde12/1853/2015/en/

Piscopo Rai Pubblicita: A maggio +9% ora si punta sul brand content

Le dichiarazioni dell’ad di Rai Pubblicità Piscopo hanno creato fermento nel mondo delle telecomunicazioni: gli analisti di borsa giudicano molto positivamente gli aggiornamenti arrivati dalla Rai relativi alla raccolta pubblicitaria
Dopo la presentazione del palinsesto Rai per la stagione 2015-2016, le dichiarazioni dell’ad di Rai Pubblicità Fabrizio Piscopo e i dati più che positivi esposti in conferenza stampa riguardo all’andamento degli spazi pubblicitari nei prossimi mesi hanno creato fermento nel mondo delle telecomunicazioni andando addirittura a influenzare le previsioni degli azionisti in borsa.
piscopo-fabrizio-ad-rai-pubblicita-discorsoMediobanca Securities, la società di Mediobanca che analizza i titoli azionari e esprime previsioni sui futuri andamenti degli stessi, ha confermato sul titolo di Mediaset, uno dei principali competitor di Rai Pubbliclità, il rating outperform come performance migliore del mercato dopo i commenti dell’ad Piscopo.
Gli analisti giudicano molto positivamente gli aggiornamenti arrivati dalla Rai e relativi alla raccolta pubblicitaria, con il momentum che sembra in miglioramento.
“Febbraio è stato il mese “nero”, ha spiegato Piscopo durante la conferenza stampa “ma i dati macroeconomici facevano già intravedere un’inversione di rotta, puntualmente avvenuta con il +1% di aprile, il +9% di maggio e l’overbooking di giugno e delle prime due settimane di luglio per Rai Pubblicità. L’obiettivo di raccolta a fine anno è di circa 670 milioni”.
Secondo Fabrizio Piscopo la previsione è di chiudere il 2015 in sostanziale pareggio o in leggera crescita, che però diventa un robusto +4-5% di fatturato se depuriamo il bilancio 2014 dall’effetto dei Mondiali in Brasile, che da soli valevano 60 milioni.
Considerata la scarsità di spazi – come sottolineato da Piscopo, a causa del tetto all’affollamento previsto per le reti pubbliche Rai ha solo il 5% dell’inventory televisiva, contro il 18% di Mediaset e il 70% e più di Sky – la ripartenza della domanda porta la tv pubblica a una rapida saturazione del proprio bacino disponibile, in favore dei diretti competitor. Una criticità che è stata affrontata innanzitutto a livello strategico con la scelta di privilegiare ancora gli spot da 15″ rispetto a 30″, in modo da abbassare il prezzo e favorire l’ingresso di un maggior numero di clienti.
Ma la scelta è anche quella di puntare sull’innovazione, con formati originali come “Camaleonte” e “Tutto un Quiz”, cui si aggiungeranno a breve “Trend” – spazi con grafiche ad hoc per richiamare trend emergenti come il non spreco, i pets e la tecnologia, ma anche il lusso – e un altro formato allo studio (Piscopo lo ha chiamato “Maestro Manzi 2.0“) che si tradurrà in “pillole” tutorial brandizzate legate all’uso delle nuove tecnologie.
Grazie alle nuove disposizione dall’AgCom inoltre, Rai – con tutte le limitazioni del caso per una tv pubblica – è entrata nel mercato dei Branded Content e ha già firmato due progetti. Il primo, per le Ferrovie dello Stato, è il documentario di Pupi Avati con cui è stato presentato il nuovo Frecciarossa 1000 e da cui è stato tratto anche lo spot tv, mentre il secondo, ”Sapore di Mare”, è un format on air in questi giorni per Yamamay e Carpisa che si struttura come un racconto della vita in spiaggia attraverso un tour delle più belle località di mare italiane.
“Punteremo sempre di più sul brand content, fonte di ricavi importante dato che è un mercato che vale circa 65 milioni di euro” commenta ancora Piscopo “e lasceremo un attimo da parte ‘Carosello’: ci ha salvato i conti, ma sarebbe uno spreco con questo livello di affollamento”.
Fonte: marketinginformatico.it
Verena Guidi
Ufficio Stampa Marketing Informatico

Fas Italia presenta nuovi prodotti per la fornitura del minibar

Snack salati The DormenFirenze, 1° luglio 2015Fas Italia, azienda toscana leader nelle forniture alberghiere, presenta The Dormen una nuova linea di snack salati da inserire tra le proposte presenti all'interno del minibar.

L'azienda fiorentina amplia la propria offerta di prodotti per frigobar, tenendo presente che il consumo di snack è oramai un'abitudine radicata e ogni popolo ha le sue preferenze. Questo fenomeno può essere sfruttato a vantaggio delle strutture alberghiere, attraverso un'offerta mirata, in grado di soddisfare le richieste anche del cliente più esigente, così da trasformare il servizio di minibar in una fonte di guadagno.

Ha dichiarato Stefano Mandò, AD di Fas Italia: "La formula del Minibar delle Bontà, che da anni stiamo sponsorizzando, rappresenta un format vincente. Tutto questo perché abbiamo saputo creare una gamma di prodotti moderna, che fuoriesce dai canoni di ciò che generalmente si trova all'interno dei frigobar. Alla nostra offerta consolidata abbiamo aggiunto altri prodotti molto interessanti: dagli snack per celiaci alle bevande e cibi biologici o dietetici. Ultimamente stiamo proponendo gli snack salati The Dormen, la linea di caffè freddo Cafemio, the verde declinato in diversi gusti fra cui il The Verde Jolls con Perle di Alginato di Alga Kelp. Le novità sono talmente tante che sarebbe difficile, in questa sede, approfondirle tutte!"

Infatti, l'offerta di prodotti Fas Italia si completa anche di proposte esotiche dal gusto più particolare oltre alle bibite classiche come aranciata, chinotto e gassosa. La stessa cura e attenzione nell'offrire prodotti di qualità si vede anche nell'assortimento di snack. Tra le novità dell'offerta Fas Italia troviamo le chips di banana, le chips di fagioli al sale marino e la già citata linea di prodotti The Dormen che comprende snack a base di frutta secca come anacardi, mandorle e arachidi.

Oltre al contenuto Fas Italia pensa anche al contenitore. L'azienda toscana è specializzata nella distribuzione di minibar. Il punto di forza è rappresentata dai minibar silenziosi: zero decibel di emissione. Questi ultimi si contraddistinguono per un ottimo isolamento termico per contenere i consumi di elettricità.

Inoltre, Fas Italia offre la più ampia gamma presente sul mercato, con oltre 20 modelli di frigobar, per andare incontro a tutte le esigenze di arredo, misure e di capacità dei minibar. La nuova tendenza di offrire il miglior comfort possibile ai clienti trova in queste soluzioni un'ottima opportunità di distinguersi.

L'intera gamma dei prodotti per minibar si può consultare sul sito www.prodottiperminibar.it, mentre per quanto riguarda i frigobar, è possibile visitare il sito www.minibar-hotel.it, dove si possono visionare i diversi modelli messi a disposizione dall'azienda toscana.

Come sempre Fas Italia si distingue per l'offerta ampia e completa, che aiuta a rendere il servizio di minibar una vera risorsa per l'albergatore. Puntare su snack e bevande con un ottimo rapporto qualità/prezzo e che possano rappresentare una novità, può essere un ottimo modo non solo per valorizzare il servizio di minibar, ma anche per offrire un'ospitalità più attenta e conforme ai bisogni della clientela.

Fas Italia
Via Giuseppe la Farina, 30R, Firenze
Tel: 055 470536-0552479578

lunedì 29 giugno 2015

Comissione Europea LIXIANA® (edoxaban) approvato per Prevenzione Ictus

La Commissione Europea ha annunciato l’autorizzazione alla commercializzazione in Europa di LIXIANA®(edoxaban)
Tromboembolismo Venoso, per edoxaban nuovo studio su pazienti oncologici
Roma, 25 giugno 2015 – Daiichi Sankyo ha annunciato oggi che la Commissione Europea ha rilasciato a LIXIANA (edoxaban), l’inibitore selettivo del fattore Xa in monosomministrazione orale giornaliera, l’autorizzazione alla commercializzazione per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica in pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV) che presentano uno o più fattori di rischio, e per il trattamento e la prevenzione delle recidive di trombosi venosa profonda e embolia polmonare, in pazienti adulti affetti da queste patologie.
“Anche in Europa gli ictus correlati a fibrillazione atriale e il tromboembolismo venoso hanno un significativo impatto sociale, economico e sanitario, perciò Daiichi Sankyo accoglie con soddisfazione l’approvazione della Commissione Europea di LIXIANA, della quale beneficeranno soprattutto medici e pazienti, che avranno a disposizione una nuova opzione di trattamento per gestire più efficacemente queste patologie debilitanti e pericolose – ha dichiarato Jan van Ruymbeke, CEO di Daiichi Sankyo Europa – LIXIANA in monosomministrazione giornaliera offre, infatti, una combinazione unica di sicurezza, facilità di somministrazione ed efficacia, in un ampio range di pazienti, con inoltre una riduzione dei sanguinamenti rispetto al trattamento a base di warfarin”.
A beneficiare della nuova opzione di trattamento per la fibrillazione atriale non valvolare saranno anche i pazienti che presentano uno o più fattori di rischio, come età uguale o superiore a 75 anni, insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, diabete mellito o che hanno già subito un ictus o un attacco ischemico transitorio.
La fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che rende il battito rapido e irregolare, colpisce oggi più di 6 milioni di europei, e i pazienti che ne sono affetti incorrono in un rischio 5 volte maggiore di subire un ictus, rispetto alla popolazione generale, con un conseguente impatto economico che supera i 38 milioni di euro all’anno. Il tromboembolismo venoso, causato dalla formazione di un coagulo di sangue nelle vene, rappresenta anch’esso una delle maggiori cause di morbilità e mortalità, causando oltre 500.000 decessi l’anno nella sola Unione Europea.
L’approvazione della Commissione Europea si è basata sui risultati di ENGAGE AF-TIMI 48 e Hokusai-VTE, due trial clinici di fase III che hanno confrontato il trattamento con LIXIANA in monosomministrazione giornaliera con quello a base di warfarin, l’attuale standard di cura per la prevenzione dell’ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale e per il trattamento e la prevenzione del tromboembolismo venoso. Questi due studi rappresentano i più ampi trial comparativi singoli su un nuovo anticoagulante orale in queste popolazioni di pazienti, e hanno coinvolto rispettivamente 21.105 e 8.292 soggetti.
Nello studio ENGAGE AF-TIMI 48, LIXIANA in monosomministrazione giornaliera ha dimostrato una efficacia comparabile al warfarin sull’incidenza di ictus ed embolia sistemica (1,18% con LIXIANA 60 mg vs. 1,50% con warfarin ogni anno; hazard ratio [HR] 0,79; intervallo di confidenza [CI] 97,5%: 0,63; 0,99; p<0,001) e superiore sicurezza, riducendo significativamente i sanguinamenti maggiori (rispettivamente 2,75% vs. 3,43% ogni anno; HR 0,80; CI 95%: 0,71; 0,91; p<0,001), in un’ampia popolazione di pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare.
Il trial Hokusai-VTE ha dimostrato che LIXIANA riduce efficacemente le recidive sintomatiche di tromboembolismo venoso, inclusi il rischio di trombosi venosa profonda e di embolia polmonare fatale e non fatale, in un’ampia popolazione di pazienti (3,2% con LIXIANA 60 mg rispetto al 3,5% di pazienti con warfarin; HR 0,89; CI 95%: 0,70; 1,13; p<0,001). Il nuovo anticoagulante orale mostra anche una significativa riduzione del 19% di sanguinamenti clinicamente rilevanti rispetto al warfarin in pazienti affetti da tromboembolismo venoso (rispettivamente 8,5% vs. 10,3% dei pazienti; HR 0,81; CI 95%: 0,71; 0,94; p=0,004).

venerdì 26 giugno 2015

Fabrizio Piscopo, Rai Pubblicità fatturato si punta a +4% nel 2015

Rai Pubblicità consolida la politica commerciale che incentiva i formati brevi e le pianificazioni valoriali, funzionale per sfruttare al meglio gli spazi e governare la crescente richiesta di pianificazioni. Si punta a +4% nel 2015.
piscopo-ad-rai-pubblicitaIl 23 giugno la Rai ha presentato a Milano i palinsesti autunnali approvati dal Consiglio di Amministrazione della Rai, presieduto da Anna Maria Tarantola, e Rai Pubblicità ha svelato l’offerta commerciale correlata.
“Saranno soprattutto mesi di consolidamento delle innovazioni già introdotte a febbraio – anticipa l’AD Fabrizio Piscopo – con l’obiettivo di migliorare il servizio al cliente dopo il prolungato overbooking degli ultimi mesi. Insomma, siamo concentrati sulla gestione del bacino pubblicitario e stiamo attrezzando la concessionaria a fronteggiare un periodo che si preannuncia finalmente positivo complice un mercato che dà forti segnali di ripresa”.
“Già abbiamo chiuso in pareggio i primi cinque mesi con 340 mln di euro di fatturato, aprile ha segnato +0,1%, maggio +9%, giugno è overbooking così come le prime due settimane di luglio – sottolinea ancora Piscopo – Dobbiamo trovare il modo di sfruttare al meglio il nostro potenziale e far posto alla crescita della domanda nonostante un affollamento pubblicitario consentito del 4%”.
La politica commerciale e tariffaria della concessionaria poggia sulla conferma della nuova scala riparametrale e delle relative variazioni tariffarie e una stagionalità delle tariffe modulata sull’andamento della domanda e sulla competitività del periodo. Inoltre si confermano i dati degli ascolti del 2014, stimati in crescita del 2% perché la scorsa estate ci sono stati i Mondiali di calcio.
Ma non mancano le novità. Tra queste, anticipa Piscopo, entrano nel vivo i TREND, pacchetti tematici legati alle principali tendenze in corso nella società quali PET e Tecno. “Si tratta di offerte su misura, monomedia o multimedia in base alle esigenze dei clienti, che vedono la luce proprio in questi mesi e che prevedono la pianificazione di formati ad hoc, da spot a sponsorizzazioni, con grafiche personalizzate, all’interno di spazi selezionati all’interno dei palinsesti coerenti con l’area di business dell’investitore. Intendiamo intercettare i trend più attuali quali il no waste o il tecno, con analisi valoriali che si affiancano agli indici di affinità per ottimizzare l’investimento dei clienti” ha commentato Piscopo.
L’obiettivo per il 2015, precisa il manager, è “il pareggio sul 2014 che significa +4% al netto dei Mondiali”.
Nel dettaglio, i ricavi a bilancio consolidati della tv per Rai Pubblicità valgono a livello annuale intorno ai 335 mln; il web cresce meglio del mercato attestandosi intorno ai 10 mln di raccolta complessiva, mentre la radio si posiziona intorno ai 27 – 28 mln.
Importante per Rai Pubblicità anche l’apporto di Expo che ad oggi vale 2 mln di euro a fronte di un obiettivo complessivo di 4 mln per il 2015 e che continua a crescere grazie ai formati speciali come totem e grandi schermi.
Ricordiamo inoltre che Rai Pubblicità ha messo in campo un’offerta ad hoc per il Campionato Europeo di calcio Under 21 che si svolge in Repubblica Ceca.
Fonte: marketinginformatico.it
Verena Guidi
Ufficio Stampa Marketing Informatico

giovedì 25 giugno 2015

Immigrazione: Save the Children, i paesi dell’UE non sbattano la porta in faccia a centinaia di minori migranti

Gli Stati Membri dell’Unione Europea devono definire una forte azione congiunta superando gli interessi nazionali. Basta perdere tempo, servono risultati. 

E’ il messaggio che Save the Children indirizza ai capi di stato e di governo dei paesi membri all’apertura del vertice del 25 e 26 giugno a Bruxelles.

Secondo le stime di Save the Children, dal 1 gennaio al 24 giugno 2015 sono stati quasi 6.000 i minori arrivati via mare in Italia, tra cui più di 3.830 minori non accompagnati.

“Il ritardo di un’azione concreta europea sulla migrazione lascia ancora nel limbo alcune migliaia di bambini, persone vulnerabili già sopravvissute all’attraversamento del Mediterraneo per raggiungere l’Italia o la Grecia e spesso, a situazioni di violenza inaccettabile subita durante il loro viaggio. 

In pratica, ogni stato membro dell’Unione sta chiudendo la porta in faccia ad alcune centinaia di bambini, ragazze e ragazzi giovanissimi”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

Pur apprezzando l’intenzione della UE di concludere entro la fine di luglio i negoziati sulle procedure di ricollocamento, Save the Children chiede con forza agli stati membri di agire subito e raggiungere un accordo complessivo sulla migrazione, che comprenda uno schema di ricollocazione intra-UE equilibrato ma obbligatorio, e un ampio programma di re-insediamento in Europa per i migranti presenti all’esterno nelle aree di crisi.

“Parliamo di bambini estremamente vulnerabili, che hanno  rischiato e rischiano la vita sperando in un futuro in Europa, il loro migliore interesse dovrebbe prevalere su qualunque politica migratoria,” aggiunge Valerio Neri.

L’Europa e la comunità internazionale devono inoltre fare di più per contrastare le cause che spingono i più vulnerabili a rischiare la loro vita in viaggi estremamente pericolosi, come i conflitti, la violazione dei diritti umani e la povertà. “L’Unione Europea e i suoi Stati Membri devono proteggere e supportare le persone, e soprattutto i bambini, che fuggono verso l’Europa e quelle che sono già in Europa. Una crisi di queste dimensioni alle porte di casa nostra necessita della solidarietà europea a tutti i livelli: nei paesi di origine, transito e destinazione. 

Non è certo <>, rifiutando la propria responsabilità e girando le spalle che si porrà fine al flusso migratorio quando la spinta vera è quella della disperazione umana”.

Expo: 16 Paesi Africani chiedono un'agricoltura moderna

ACQUA E AGRICOLTURA IN AFRICA: COME PRODURRE DI PIÙ CON MENO. 

NE HANNO DISCUSSO OGGI AL PARCO TECNOLOGICO DI LODI 16 DELEGAZIONI AFRICANE

A Lodi le nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile in Africa 



(Lodi, 25 giugno 2015) - Sistemi disegnati per famiglie, cooperative, villaggi, che sfruttano le pendenze naturali dei terreni, la semplice forza di gravità e l'energia solare per irrigare e fertilizzare i campi possono essere la base su cui costruire lo sviluppo rurale anche in condizioni di risorse scarse.

La diffusione di tecnologie efficienti, economiche e sostenibili passa sempre di più per iniziative che vedono il settore privato agire in collaborazione con le istituzioni pubbliche, gli enti non profit, le grandi agenzie per lo sviluppo e i donatori nazionali e internazionali.

Di questi temi hanno discusso al Parco Tecnologico di Lodi i delegati Expo di 16 Padiglioni africani e i partner privati e di ricerca del progetto lodigiano DemoField Agriculture of Tomorrow. Le delegazioni africane da Expo provengono dai seguenti Paesi: Ghana, Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Angola, Eritrea, Tanzania, Senegal, Zimbawe, Camerun, Burundi, Sierra Leone, Uganda, Costa d'Avorio, Togo, Isole Comore.

 "Al centro del progetto sta l'impiego di tecnologie e innovazioni pensate per migliorare le produzioni agro-alimentari nei più diversi contesti agronomici – ha spiegato Gianluca Carenzo, Direttore del Parco Tecnologico di Lodi - L'EXPO è un'occasione unica per confrontare i diversi sistemi produttivi e creare condizioni e legami per collaborazioni future".

Durante la visita al campo dimostrativo sono stati approfonditi il funzionamento e le caratteristiche di impianti per l'irrigazione a goccia su piccola scala azionati da sistemi di pompaggio solare. Si è parlato delle potenzialità di questi sistemi per aumentare le rese ottimizzando l'utilizzo di acqua e nutrienti partendo da un'analisi delle caratteristiche di suolo e clima.

"Siamo molto interessati a queste nuove tecnologie per l'agricoltura – ha detto Dgibril Sarr del Ministero del Commercio del Senegal – e stiamo sviluppando un progetto trilaterale con Italia, Israele e Senegal per l'irrigazione moderna di 70 villaggi. Il nostro Paese ha diversi fiumi, ma non le tecnologie per utilizzare l'acqua in agricoltura".

Progetti simili sono allo studio in altri Paesi, come ha riferito Sugar Chagonda, Delegato Expo dello Zimbabwe: "Il Governo sta lanciando un piano per la meccanizzazione dell'agricoltura e per la redistribuzione della terra ai contadini. Stiamo costruendo dighe e siamo interessati a tutti i sistemi di irrigazione che ci sono stati presentati al Demo Field del Parco Tecnologico. Il 31 agosto faremo un workshop al cluster cereali in Expo dove speriamo di incontrare aziende e esperti italiani".
"Come pioniere e leader globale nell'irrigazione a goccia, Netafim comprende le sfide che i piccoli coltivatori in Africa affrontano in situazioni di scarsità d'acqua o altre problematiche inerenti all'irrigazione" - ha detto Danny Ariel, Commercial Project Manager Africa di Netafim - Per questo motivo abbiamo sviluppato il Family Drip System™ (FDS™), una soluzione dedicata all' agricoltura di piccola scala che rappresenta un sistema completo di irrigazione a goccia che, non richiedendo elettricità o altre fonti energetiche, ha di fatto rivoluzionato l'agricoltura per numerosi agricoltori con piccoli appezzamenti. Sfruttando decenni di competenza, esperienza e buone pratiche di Netafim nell'irrigazione, l'FDS massimizza le rese con risorse limitate, consentendo ai piccoli agricoltori di aumentare la produttività e di passare dall'agricoltura di sussistenza a quella commerciale su piccola scala."

Sono stati poi affrontati alcuni dei principali colli di bottiglia che frenano lo sviluppo delle produzioni alimentari nell'Africa sub-sahariana. "Se in Europa, Nord America e Oceania la quota maggiore di spreco di cibo avviene all'atto del consumo, nell'Africa Sub-Sahariana il problema riguarda la fase di produzione e post raccolta, ed è qui che è necessario compiere un salto di qualità – continua Carenzo".
"La piccola dimensione dell'azienda non è un problema in sé – afferma Francesco Scrano di Syngenta Italiama i piccoli produttori hanno bisogno di supporto per aumentare produttività, profittabilità e sostenibilità e contribuire alla sicurezza alimentare del pianeta". In Africa oggi questa situazione riguarda 150 milioni di piccoli produttori, in Asia 600 milioni.

Una delle parole chiave del convegno è stata l'efficienza, intesa come quantità di risorse utilizzate per unità di raccolto. Partendo dalla produttività dei suoli, si è parlato di efficienza energetica, idrica, dell'uso di pesticidi e di fertilizzanti nelle applicazioni agricole. Sono state poi discusse le problematiche principali delle filiere alimentari, partendo dal ruolo degli intermediari che acquistano a volte fino al 90% delle produzioni dei contadini e trattengono per loro la gran parte del valore economico. L'innovare, e l'accesso all'innovazione in agricoltura, faranno la differenza, in particolare in Africa, tra sviluppo e mera sussistenza.

Col Vetoraz cala nuovi assi

Oscar al Premio Douja d'Or 2015, due Fascette d'Oro al 2° Concorso Enologico nell'ambito della Primavera del Prosecco e argento al Premio Selezione del Sindaco     


Valdobbiadene,  25 Giugno 2015 - Sono dei veri e propri assi nella manica i vini dell'azienda di S.Stefano di Valdobbiadene che, a giudicare dai risultati, continuano orgogliosamente a tener testa mantenendo una posizione di indubbio privilegio nella raccolta dei premi nazionali.  

In particolare il Superiore di Cartizze dry DOCG si rivela grande superstar, aggiudicandosi l'Oscar al Premio Nazionale Douja d'Or 2015 ad Asti, attribuito a soli 45 vini degli oltre 500 che, su un totale di 1000 presentati hanno superato le selezioni della giuria tecnica. Sempre lo stesso vino guadagna anche la Fascetta d'Oro per la sua categoria alla seconda edizione dell'omonimo Concorso Enologico Nazionale nell'ambito della Primavera del Prosecco, fascetta che è stata assegnata anche al Valdobbiadene DOCG Millesimato dry per la sua categoria.   
         
All'interno del medesimo Concorso i Valdobbiadene Prosecco DOCG spumante Brut ed Extra Dry ottengono rispettivamente i Diplomi di Merito per le proprie categorie.
Infine il Superiore di Cartizze dry DOCG ed il Valdobbiadene DOCG spumante Brut guadagnano l'argento al Premio Selezione del Sindaco.

Un livello di qualità ormai ampiamente riconosciuto che l'azienda sa garantire con azioni quotidiane, che partono dall'estrema cura del lavoro in vigna, all'accurata selezione delle uve fino al profondo rispetto di un territorio di grande valore, tanto da essere entrato nella tentative list dei siti italiani candidati a diventare Patrimonio UNESCO.   

Col Vetoraz Spumanti
Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz è ubicata nel punto più elevato della celebre collina del Cartizze, a quasi 400 mt di altitudine. E' proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall'inizio la coltivazione della vite (Prosecco Superiore e Cartizze Superiore). Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all'agronomo Paolo De Bortoli e all'enologo Loris Dall'Acqua hanno dato vita all'attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi, crescere e raggiungere in appena 20 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 1.400.000 kg di uva Docg vinificata l'anno da cui viene selezionata la produzione  di  1.000.000 di bottiglie vendute.

Grande rispetto per la tradizione, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali, tra i quali spiccano ben 6 Gran Medaglie d'Oro al Concorso Vinitaly.


Col Vetoraz Spumanti S.r.l.
Strada delle Treziese, 1 - 31049 S. Stefano di Valdobbiadene (Tv)
Tel. +39 0423975291 - Fax +39 0423975571

Calatrasi Mediterranean Domains storia, cultura e tradizione dentro un bicchiere

Antonio Micchichè della Società vitivinicola Calatrasi “Mediterranean Domains & Estates”racconta a Vinitalia.tv la storia delle Cantine Calatrasi, sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia e di singoli individui.
Cantine Calatrasi 22 giugno
Palermo, Monreale, Segesta, come riuscire a portare la storia, la cultura e la tradizione dentro un bicchiere e a far in modo che proprio il bicchiere di vino possa comunicarla.
Una volta una giornalista americana mi ha chiesto qual era il rapporto tra vino e territorio. Io ho detto che il vino era l’occhio e il territorio era l’anima.
Perché io ho fatto vino? Venendo da una famiglia di agricoltori e avendo fatto il medico per 5 anni, ho fatto vino perché il vino è la sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia, di singoli individui ed è la sintesi della memoria storica, della gente e del territorio in cui la gente vive.
Perché il ristoratore ha la necessità oggi di interfacciarsi con voi che producete vino e di fare in modo che a pranzo o a cena ci sia un bicchiere del territorio. Cosa riesce a dare in termini di valore aggiunto e perché qualche volta non lo fa.
Diventa sempre più difficile in Sicilia trovare un atteggiamento ostile a questo tipo di procedura perché se penso a 25, 30, 35 anni fa, i vini siciliani in Sicilia erano una minoranza in termini di consumo rispetto ai vini nostri. Oggi penso che al 95-99% ci sia un consumo locale.
E’ la solita difficoltà di dialogo che avviene in contesti molto individualistici come quelli nostri, ma che – non è una speranza ma è una realtà – va sempre più affievolendosi, anche perché tutti siamo ben coscienti che al di là dell’identità non esiste niente.
Nelle scelte di Calatrasi appare centrale il concetto di Mediterraneo. Ad un certo punto dopo aver valorizzato la Sicilia, vi guardate intorno e andate in Puglia e poi la Tunisia. Perché il Mediterraneo è una parola chiave nella vostra vision?
Perché è la nostra identità. E poi perché il Mediterraneo è parte della memoria storica della nostra famiglia; nel caso specifico in Tunisia come siciliani noi abbiamo avuto un’ondata di emigrazione verso la Tunisia negli Anni ’20.
Sia da parte di mia madre sia da parte di mio padre vi fu una parte della famiglia che emigrò in Tunisia, alcuni a fare gli agricoltori altri a fare i sarti. Nell’ambito di tutto questo il progetto tunisino è un ripescaggio della memoria che ha tutta l’essenza dell’esoticità perché, capite che fare un progetto in Africa è molto affascinate, e farlo in un Paese come la Tunisia, a maggior ragione oggi leader delle primavere arabe, è ancora più affascinate di prima.
Per quanto riguarda la Puglia credo ci sia un’altra motivazione sostanziale. Sempre riprendendo il concetto del Sun Belt della Cintura del Sole, la Puglia rappresenta l’azionista di maggioranza relativa del Sun Belt, che con il suo 15-16% di produzione determina con la Sicilia il 25% della produzione italiana. Allora chi guarda all’interno e al di fuori dell’Italia non può non considerare l’azionista di maggioranza relativa, che è la Sicilia e il Regno delle due Sicilie. E nell’ambito del Regno delle due Sicilie, specificamente la Puglia abbiamo inteso investire nella penisola salentina nel gioiello più bello che è il primitivo.

FONTE: Vinitalia TV

mercoledì 24 giugno 2015

Parcheggio Aeroporto Malpensa, festeggia i primi 20 anni di attività ParkinGO

ParkinGO, il leader italiano dei parcheggi in aeroporto e nei principali porti, compie 20 anni: ecco come un’azienda nata da un’intuizione è diventata una potenza a livello nazionale. E si prepara a valicare i confini italiani: prima meta Spagna
ParkinGO festeggia 20 anni di attività_480
Festeggia i suoi primi 20 anni di attività ParkinGO, il leader italiano dei parcheggi aeroportuali che ha mosso i primi passi nel settore dei parcheggi in aeroporto proprio nel 1995. Dalla sua fondazione ad oggi ParkinGO ha ampliato la sua struttura fino a gestire parcheggi in 15 aeroporti italiani, 4 porti e dal 2015 ha aggiunto anche un aeroporto internazionale, quello di Palma di Maiorca.
Questa bella realtà tutta made in Italy nasce dalla determinazione e dallo spirito imprenditoriale del suo fondatore Giuliano Rovelli, che poco più che ventenne lasciò la divisa da poliziotto per intraprendere una vera e propria avventura: comprare un parking vicino all’aeroporto Malpensa. Sono stati anni duri e pieni di sacrifici, ma l’idea di Giuliano cominciava a prendere forma e a poco a poco si è passati da quel parcheggio all’aeroporto di Malpensa ad un vero e proprio network di parcheggi aeroportuali in tutta Italia, vicini ai principali porti e aeroporti.
Ad oggi ParkinGO è una realtà imprenditoriale a tutti gli effetti che dà lavoro a centinaia di dipendenti e si contraddistingue dai suoi competitor per la qualità dei servizi e l’attenzione al cliente.
Bus navetta sempre nuovi e funzionali, staff cortese e contraddistinto dalla divisa ParkinGO per essere sempre riconoscibile e grande attenzione per la tecnologia: questi sono i punti forti dell’azienda di Rovelli. Infatti i clienti di ParkinGO sono sempre coccolati con un servizio clienti attento e premuroso, newsletter periodiche e sondaggi per verificare che la loro esperienza con il parcheggio in aeroporto a Fiumicino o Venezia, giusto per citarne due tra i più grandi, abbia soddisfatto le loro aspettative.
Per celebrare al meglio i primi vent’anni di attività, ParkinGO inizia il suo percorso di internazionalizzazione aprendo il suo parcheggio all’aeroporto di Palma di Maiorca, il terzo della Spagna in ordine di grandezza.
L’aeroporto di Palma di Maiorca è uno scalo di fondamentale importanza per il turismo alle Baleari ed è raggiungibile con tante compagnie di linea e con le più famose compagnie low cost.
Soprattutto nei grandi scali, come per esempio i due parcheggi all’aeroporto di Malpensa o il parcheggio in aeroporto a Fiumicino, le parole d’ordine di ParkinGO sono sicurezza, qualità ed affidabilità. Un’auto affidata al leader italiano dei parcheggi aeroportuali è un’auto curata e controllata 24 ore su 24: una garanzia di serietà che dura da 20 anni.
Fonte: marketinginformatico.it
Ufficio Stampa ParkinGO
Silvio Cavallo
s.cavallo@parkingo.com

Dopo terremoto in Nepal, WFP si concentra ora sulla ripresa con contante, portatori e ospedali

KATHMANDU – Migliaia di portatori stanno trasportando cibo e altro materiale mentre ripristinano i sentieri sulle alte montagne del Nepal, nel quadro del passaggio, del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), da una fase di emergenza ad una di ripresa di lungo periodo a seguito del terremoto del 25 aprile.

 

"Negli ultimi due mesi, abbiamo fornito cibo a quasi 2 milioni di persone in uno dei territori più difficili del mondo", ha detto Richard Ragan, coordinatore dell'emergenza del WFP in Nepal.

 

"Abbiamo avviato la complicata transizione dall'emergenza alle prime fasi della ripresa – fornendo contante, impiego e opportunità di ricostruzione alle persone gravemente colpite dal disastro", ha detto Ragan.

 

Il programma "Contante in cambio di lavoro", nelle aree in cui i mercati sono accessibili, ha già consentito a 9.000 nuclei familiari di costruire ripari temporanei e di lavorare nei campi, rivitalizzando così i mercati locali.

 

Fino a 20.000 portatori, che avevano perso le loro attività di sussistenza a causa dell'interruzione improvvisa della stagione di trekking, ricevono reddito riparando percorsi di vitale importanza bloccati dal sisma e consegnando rifornimenti essenziali alle comunità isolate.

 

In partnership con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il WFP sta costruendo 50 ospedali temporanei nelle aree più remote, per permettere alle comunità di accedere a servizi sanitari di cui vi è grande necessità.

 

Ciononostante, alla vigilia dell'incontro internazionale della comunità dei donatori a Kathmandu, il WFP segnala il progressivo esaurimento dei propri fondi. L'operazione del WFP in Nepal è finanziata per il 38 per cento, e sono necessari 74 milioni di dollari per continuare a fornire assistenza fino alla fine dell'anno.

 

Il WFP, in veste di agenzia ONU leader nella logistica, deve inoltre continuare a fornire servizi di logistica e telecomunicazioni essenziali, incluso il mantenimento operativo di una flotta di camion per il trasporto di materiale di soccorso e di materiale da costruzione per conto dell'intera comunità umanitaria.

 

"Il mondo si è unito con grande generosità per fornire assistenza salva vita alla popolazione del Nepal", ha detto Ragan. "Il lavoro duro, tuttavia, comincia ora. Vi è l'urgente necessità di costruire ripari temporanei dalle piogge monsoniche. Le forti precipitazioni rischiano di provocare altre frane su un terreno già provato da numerose scosse di assestamento. Al fine di mantenere ed ampliare un'operazione di tale entità e complessità logistica, è necessario un sostegno finanziario sostenuto".

 

Finora, il WFP ha ricevuto contributi da (in ordine alfabetico): Australia, Canada, Danimarca, Fondo Centrale per la Risposta all'Emergenza ONU, Germania, Giappone, Liechtenstein, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Unione Europea e donatori privati.

 

 

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Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 75 paesi.


martedì 23 giugno 2015

BTCFlap adotta strategia coraggiosa nell'acquisto di Bitcoin.

EMAILWIRE.COM, 22 giugno 2015, Roma, Italia - L'operatore finanziario in criptovaluta (www.btcflap.com) con sede a New York sta adottando una strategia coraggiosa nell'ambito delle attuali condizioni del mercato Bitcoin. Mentre il prezzo dei Bitcoin sta lentamente ma costantemente scendendo, BTCFlap sta ancora acquistando Bitcoin per importi anche superiori a quelli che offrivano nei mesi precedenti.

Molti possono chiedersi che cosa vi sia dietro l'appetito di questa azienda per i Bitcoin. Al centro di BTCFlap c'è uno sparuto gruppo di persone con esperienza professionale economica e finanziaria e sono fiduciosi di sapere quel che stanno facendo. I rappresentanti della società hanno dichiarato di aver acquistato più di 15000 BTC finora e puntano all'acquisizione di un altro quantitativo di 5000 entro la fine di agosto 2015.

Mentre gli investimenti sono già in eccesso di 3 milioni di dollari USA, l'azienda sta andando sul mercato per ulteriori transazioni, offrendo tassi ancora più elevati per l'acquisto di Bitcoin. In queste settimane le offerte si attestano per il 15% al di sopra del tasso ufficiale Blockchain, essendo limitato nel tempo, dal 7 giugno al 30 giugno.

"Stiamo puntando ad elevati risultati con questa società e la nostra strategia di business va nella stessa direzione. In questa fase, il nostro obiettivo principale è l'acquisto di più Bitcoin possibile. Siamo in linea con il budget, ma non abbiamo ancora raggiunto il fondo. Non possiamo quotarci in borsa con il nostro business plan futuro in questo momento, perché è facile che i concorrenti ci rubino le idee e non vogliamo che questo accada. La gente può chiedersi che cosa abbiamo in mente e molti si sono chiesti se questo business abbia un senso, dal momento che stiamo comprando costosi Bitcoin, ma abbiamo una strategia dietro tutto questo e siamo fiduciosi che presto sorprenderemo il mercato in senso molto positivo. Stiamo pensando ad un business che porterà ancora più valore al mercato delle criptovalute. " Ha dichiarato Paul Goldwin, fondatore e Amministratore Delegato di BTCFlap.

BTC Flap Inc. è una società che opera in criptovaluta con sede a New York, Stati Uniti d'America, fondata e sviluppata da pochi professionisti audaci di investimento che hanno ravvisato un'opportunità di business al di fuori dei tradizionali mercati dei capitali e hanno puntato sul commercio di criptovaluta in termini di strategia d'investimenti a medio e lungo termine.

Il business è gestito in modo efficace, con una piattaforma facile da usare ed agevoli forme di contatto attraverso il sito web della società e via e-mail, con assistenza 24 ore su 24 e 7 gioni su 7 attraverso l'offerta di una sezione di live chat. I pagamenti per la transazione sono esenti da eventuali oneri in capo al cliente, mentre l'azienda copre tutti i relativi costi.

BTC Flap Inc. può essere raggiunto sul sito http://btcflap.com, ove l'assistenza dedicata è disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 nella sezione live chat del sito web della società.

Referente per i Media
Nome: Brock Pierce
Email: brock@btcflap.com
Telefono: +1 (315) 636-4266

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Questo comunicato stampa è stato emesso attraverso EmailWire.Com - un newswire globale con servizi di distribuzione del comunicato stampa : http://www.emailwire.com.

lunedì 22 giugno 2015

Gaza, rapporto Onu; Amnesty: importante passo avanti verso la giustizia per le vittime di entrambe le parti

Commentando le conclusioni della Commissione indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza dell'estate 2014, Amnesty International ha dichiarato che le vittime di crimini di guerra e di altre gravi violazioni del diritto umanitario commesse da ambo le parti potrebbero essere più vicine alla giustizia.

"Questo rapporto costituisce un importante passo avanti verso l'accertamento delle responsabilità, in favore delle vittime e delle loro famiglie. SI tratta di un'apprezzata conferma indipendente delle ricerche condotte da Amnesty International sul conflitto dello scorso anno a Gaza e in Israele, in cui verificammo tutta una serie di agghiaccianti violazioni, ad opera di ambo le parti, del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario" - ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"Le prove sono schiaccianti. Ora gli stati membri e gli stati osservatori del Consiglio Onu dei diritti umani dovranno prendere in seria considerazione le conclusioni e le raccomandazioni della Commissione, astenendosi da ogni politicizzazione della Commissione e del suo rapporto, e garantire l'adozione da parte del Consiglio di tutte le misure appropriate e necessarie per la definizione delle responsabilità" - ha aggiunto Luther.

"Inoltre, le autorità israeliane e quelle palestinesi dovranno cooperare con l'inchiesta preliminare avviata a gennaio dal Tribunale penale internazionale e tutti gli stati dovranno sostenere l'azione del Tribunale in relazione ai Territori occupati palestinesi, come raccomandato dalla Commissione d'inchiesta" - ha sottolineato Luther.

Il rapporto della Commissione d'inchiesta si occupa di gravi violazioni, tra cui possibili crimini di guerra, commesse da Israele e dai gruppi armati palestinesi durante il conflitto del luglio 2014 a Gaza e in Israele. La Commissione, istituita proprio nel luglio 2014 dal Consiglio Onu dei diritti umani, ha indagato sulle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e sulle azioni sempre di Israele in Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est), così come sulle azioni dei gruppi armati palestinesi di Gaza, inclusi i loro attacchi contro Israele.

Amnesty International ha ripetutamente chiesto a Israele e alle autorità palestinesi di cooperare con la Commissione e di dare seguito agli eventuali meccanismi istituiti dal Consiglio Onu dei diritti umani.

Rappresentanti del governo israeliano, tra cui il primo ministro Netanyahu, hanno più volte dichiarato che la Commissione nutre pregiudizi nei confronti di Israele e hanno presentato un loro rapporto sul conflitto del 2014, secondo il quale le forze israeliane hanno agito nel rispetto del diritto internazionale. Le autorità israeliane hanno anche impedito l'accesso alla Striscia di Gaza ai componenti della Commissione d'inchiesta, così come del resto alle organizzazioni internazionali per i diritti umani, compresa Amnesty International.

In una serie di rapporti emessi dallo scoppio del conflitto armato del 2014, Amnesty International ha documentato crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario tanto da parte delle forze israeliane quanto ad opera dei gruppi armati palestinesi, tra cui l'uccisione illegale di civili e la distruzione di proprietà civili.

Amnesty International ha pubblicato rapporti sugli attacchi israeliani contro case civili abitate ed edifici rilevanti, ospedali e operatori sanitari, comprendenti testimonianze e analisi a sostegno dell'ipotesi che si fosse trattato di crimini di guerra.

I gruppi armati palestinesi della Striscia di Gaza hanno lanciato migliaia di razzi e colpi di mortaio indiscriminati contro Israele, usando munizioni imprecise per colpire zone abitate da civili e compiendo dunque crimini di guerra. Dichiarazioni di Hamas e di gruppi armati palestinesi indicano inoltre che alcuni attacchi erano intenzionalmente destinati a uccidere o ferire civili. Amnesty International ha inoltre documentato e condannato l'esecuzione extragiudiziale di almeno 23 presunti "collaboratori" nella Striscia di Gaza ad opera delle forze di Hamas e l'arresto arbitrario e la tortura di decine di altri palestinesi durante il conflitto.
                                                          
Roma, 22 giugno 2015

Per ulteriori informazioni:
Un precedente documento di domande e risposte sulla Commissione indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza del 2014 è disponibile all'indirizzo: https://www.amnesty.org/en/documents/document/?indexNumber=mde15%2F0005%2F2015&language=en

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