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venerdì 29 maggio 2015

Progetto Arca: unico progetto italiano in finale nel Bando su bimbi e malnutrizione

Bando promosso dalla Fondazione Mediolanum sul tema infanzia e malnutrizione

Progetto Arca finalista nel bando Nutriamo il Futuro:
fino al 16 giugno si può votare online il progetto, unico italiano in gara

"Tutti a tavola!" di Fondazione Progetto Arca è uno dei 10 progetti finalisti del bando Nutriamo il Futuro promosso da Fondazione Mediolanum Onlus, che premierà i primi 3 progetti in gara più votati online sul tema infanzia e malnutrizione.

  Fondazione Mediolanum, impegnata da anni nell'educazione alla libertà e nella salvaguardia dei bambini, sostiene progetti concreti e verificabili di lungo periodo con ricadute sul territorio di riferimento, massima trasparenza etica ed economica nelle attività sostenute. Con Nutriamo il Futuro erogherà un totale di 250.000 euro ai 3 progetti più votati dagli utenti che si collegheranno alla pagina  www.fondazionemediolanum.it/vota  e sceglieranno il loro progetto preferito tra i 10 presentati.
Per votare c'è tempo fino alle ore 12 di martedì 16 giugno p.v.
 
Unico progetto italiano in gara, "Tutti a tavola!" è la proposta di Progetto Arca per dare sostegno alimentare ed educativo a 1.250 bambini che vivono insieme alle loro famiglie nelle periferie di Napoli. Un aiuto che dal cibo si estende a 360° intorno al bambino, alla famiglia e alla comunità per contrastare l'aumento della povertà e il degrado socio culturale intrinseco. Partendo dall'educazione alimentare, il progetto stimola la creazione di tavole educative di più ampio raggio, favorendo il processo di crescita e presa di coscienza delle mamme, riducendo la dispersione scolastica e offrendo la possibilità di un nuovo futuro.

Al link www.fondazionemediolanum.it/vota è possibile avere maggiori informazioni sul progetto e vedere un video esemplificativo.


Fondazione Progetto Arca onlus nasce a Milano nel 1994 per portare un aiuto concreto a coloro che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono persone senza dimora, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, rifugiati e richiedenti asilo. Fondazione Progetto Arca accoglie i più deboli e sostiene chi soffre nei momenti di crisi e disperazione. Con i suoi operatori, educatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero e di reinserimento sociale. Nell'ultimo anno Progetto Arca ha assistito 40.000 persone, distribuito oltre un milione di pasti e offerto più di 300.000 posti letto.

www.progettoarca.org
www.facebook.com/fondazioneprogettoarca
twitter.com/progettoarca
www.youtube.com/fondazionearca                                                           

Parolario 2015: il colore della bellezza - Como, 19-27 giugno

Il colore della bellezza
COMO – Cernobbio – Brunate
19 – 27 giugno 2015

E' stata presentata questa mattina la quindicesima edizione di Parolario, che si terrà a Como all'inizio dell'estate - dal 19 al 27 giugno – e non più a settembre come di consueto, si intitolerà "Il colore della bellezza" e sarà dedicata alle inesauribili sfumature della bellezza, ai suoi colori e – perché no – ai suoi capricci.

La sede principale del festival letterario tornerà ad essere la splendida Villa Olmo, con il suo parco affacciato sul lago, ma un nutrito programma di incontri sarà ospitato anche a Villa del Grumello, Villa Sucota/FAR, Villa Gallia, sempre a Como, e – novità - a Villa Bernasconi a Cernobbio e a Brunate.

Un'edizione che si aprirà – grazie alla presenza di Giovanni Carlo Federico Villa, esperto d'arte, museologo e curatore di importanti mostre - con la pittura di Giorgione, Bellini, Tiziano e del Rinascimento veneziano. 

E la bellezza delle arti visive, ma anche la Natura, le riflessione sull'ambiente, sul cibo, sul verde, sul nostro stile di vita sono i temi che attraverseranno la rassegna di quest'anno. 

Non mancheranno poi la letteratura e la poesia, la filosofia, il cinema, la musica e le iniziative pensate appositamente per i bambini.

Tra gli ospiti di questa edizione, con incontri proposti come sempre in maniera informale, in cui il pubblico può entrare in contatto diretto con loro attraverso interventi e domande, ci saranno (in ordine sparso): Francesco Piccolo, Franco Cardini, Sergio Romano, Roberto Gervaso, Edoardo Boncinelli, Pietrangelo Buttafuoco, Flavio Caroli, Fabio Genovesi, Marco Missiroli, la strana coppia Andrea Vitali e Massimo Picozzi, Ennio Capasa, Isabella Bossi Fedrigotti, Silvano Petrosino, Andrea Scanzi, Mario Andreose, Ezio Guaitamacchi, Laura Pariani, Stefano Bartezzaghi, Claudio Risè, Pina Ligas, Letizia Muratori, Stefano Callegaro, vincitore dell'ultima edizione di Masterchef, Andrea Di Robilant, Antonia Arslan, Nicla Vassallo e Vittorio Lingiardi, Massimo Mantellini, Roberto Perrone, Francesco Recami, Marina Viola, Francesco Facchinetti…

Parolario fa parte delle "Città del Libro", la rete promossa e ideata dal Centro per il libro e la lettura (MIBACT) che ingloba i maggiori Festival letterari italiani.

Il programma completo è consultabile su www.parolario.it

Ingresso libero.




Per informazioni:
info@parolario.it 
www.parolario.it
Facebook: facebook.com/Parolario 
Twitter: @Parolario

AGIRE. TERREMOTO NEPAL: OLTRE DUE MILIONI DI EURO RACCOLTI IN UN MESE

La stagione delle piogge peggiora le condizioni di vita degli sfollati e la situazione umanitaria.
LA RACCOLTA FONDI PROSEGUE FINO AL 31 OTTOBRE 2015.

Si chiude oggi, 29 maggio, la prima fase dell'appello AGIRE e EXPO Milano 2015 per il Nepal che ha fino ad oggi consentito di raccogliere oltre 2 milioni di euro di fondi privati.

"Gli italiani hanno risposto all'appello AGIRE e EXPO Milano 2015 per il Nepal donando oltre 1.300 mila euro. A questi si aggiungono i 739 mila euro che  le organizzazioni del nostro network hanno raccolto dai rispettivi sostenitori. Il totale delle donazioni ricevute supera quindi i 2 milioni di euro" dice Shelly Sandall, Presidente di AGIRE.  "Un risultato che ci permette di proseguire i nostri programmi umanitari anche oltre la prima emergenza. "
I fondi sostengono gli interventi di 7 organizzazioni non governative associate alla rete di AGIRE.

"Vogliamo che i nostri donatori siano certi che le risorse che ci hanno affidato arrivino a destinazione. Per questo da metà giugno saranno pubblicati sul sito di AGIRE anche i progetti a medio termine a cui destineremo i fondi e nei prossimi mesi sarà possibile seguirne la realizzazione attraverso report d'attività, immagini e testimonianze dal campo" conclude Sandall.
Il 91% di ogni euro ricevuto è destinato ai programmi di risposta all'emergenza delle organizzazioni. L'1% viene utilizzato per migliorare la qualità degli interventi umanitari attraverso attività di monitoraggio e valutazione dei programmi, realizzati da esperti internazionali esterni ed indipendenti, l'8% copre i costi del meccanismo di raccolta fondi congiunto.

Intanto in Nepal gli operatori umanitari corrono contro il tempo. L'arrivo dei monsoni è previsto il 5 giugno nella parte est del Nepal da dove poi si estenderanno fino all'area occidentale. La durata media della stagione delle piogge è di  105 giorni, periodo in cui le precipitazioni acute causano ogni anno inondazioni e frane in Nepal. Dal 25 aprile ad oggi sono già state segnalate oltre 3000 frane, un numero superiore a quello registrato negli ultimi 5 anni. Si prevede quindi che l'effetto combinato di piogge e terremoto renderà la situazione molto complessa.

Le condizioni climatiche peggioreranno le condizioni di vita di coloro che sono stati costretti dal terremoto ad abbandonare le proprie case, complicando la situazione igienico-sanitaria e rendendo maggiore il rischio di malattie respiratorie e gastro intestinali ma anche di malaria legata alla diffusione di zanzare.

Sempre più complesso il lavoro degli operatori umanitari: la percorribilità delle strade, soprattutto nelle aree di montagna, sarà ulteriormente ridotta e anche le consegne aeree saranno difficili per via di pioggia, vento e scarsa visibilità.

Di fronte a questa nuova sfida non si ferma l'impegno di chi si è mobilitato per sostenere i sopravvissuti al terremoto in Nepal. 

Fino al 31 ottobre 2015*
è possibile sostenere i programmi di risposta all'emergenza delle ONG di AGIRE donando attraverso i seguenti canali:

Numero Verde 800.132.870
On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito www.agire.it
Banca: con bonifico bancario su conto corrente IBAN: IT79 J 03359 01600 100000060696 intestato ad AGIRE onlus, presso Banca Prossima, Causale: "Emergenza Nepal"
Posta: con bollettino postale sul conto corrente postale n. 85593614 o bonifico postale al seguente IBAN: IT 79  U 07601 03200 000085593614, intestato ad AGIRE onlus, Via Aniene 26/A - 00198 Roma, Causale: "Emergenza Nepal"

*I fondi raccolti da oggi e fino al 31 ottobre saranno oggetto di ulteriori allocazioni ai progetti già in corso.

Save the Children, 800 mila bambini potrebbero essere salvati dalla morte grazie all’allattamento al seno. Partire dalla promozione del latte materno per “Nutrire il Pianeta”

Un folto gruppo di neo mamme che allattano i propri neonati, protagoniste stamattina all’evento sul Decumano di fronte al Villaggio Save the Children ad Expo, in occasione della Giornata del Latte.

“Il latte materno può fare la differenza tra la vita e la morte per molti neonati nei Paesi poveri. Se tutti i neonati fino ai 23 mesi fossero allattati correttamente al seno, si potrebbe prevenire la morte di 800mila bambini sotto i 5 anni e per questo è importante promuovere questa pratica sia in Occidente che nei paesi in via di sviluppo.  Un neonato che riceve latte materno entro un’ora dalla nascita ha fino a tre volte più probabilità di sopravvivere di uno allattato il giorno successivo”. 
Questo il messaggio lanciato da Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, in occasione della Giornata del Latte, che si celebra anche ad Expo 2015.

Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, ha scelto di dedicare questa giornata alle neo mamme, che sono state protagoniste dell’evento che ha animato stamattina il Villaggio dell’Organizzazione all’Expo. 10 neo mamme hanno infatti allattato i loro bambini sul Decumano, nell’area antistante al Padiglione. 

Mamme italiane e mamme di altri paesi, conosciutesi durante il corso pre-parto o partecipando  alle attività di “Fiocchi in Ospedale”, il progetto di Save the Children per il supporto a madri e bambini prima e dopo il parto, attivo all’Ospedale Niguarda di Milano

Insieme a loro due attrici, impersonando due mamme – una di un paese occidentale e una di un paese povero – hanno dato vita ad un dialogo serrato sulle disparità che hanno un impatto diretto sul ricorso all’allattamento al seno. 

L’allattamento è infatti una pratica ormai comune in Occidente, ma nei paesi più poveri sono ancora forti le barriere culturali che ne impediscono la diffusione.  

In Italia la pratica dell’allattamento al seno è utilizzata dall’ 85,5% della mamme, per una durata in media di 8 mesi l’anno. Il tasso dei bambini sotto i sei mesi che ricevono solo latte materno nei paesi in via di sviluppo è invece inferiore al 50% e fino al 2013 si attestava attorno al 25% per i Paesi dell’Africa subsahariana, in particolare nell’area centroccidentale. 

 Tra i tassi più bassi quelli registrati in Ciad e Gabon, dove la percentuale di bambini da 0 a 6 mesi allattati esclusivamente al seno scende ulteriormente, attestandosi tra il 3 e il 6%, valore purtroppo non sorprendente considerando anche l’alto tasso di mortalità materna. 

I fattori che impediscono la diffusione dell’allattamento sono molteplici: sono molti i paesi in cui le madri non possono allattare al seno perché non hanno un posto privato in cui farlo, mentre in altri vi è ancora la convinzione che l’allattamento al seno possa esporre il bambino al rischio del malocchio

“È fondamentale promuovere l’allattamento al seno soprattutto nei paesi più poveri e bisogna investire di più nella sensibilizzazione delle comunità, attraverso gli operatori sanitari. Il primo passo per combattere la malnutrizione infantile passa proprio dal latte materno e per questo oggi abbiamo voluto promuovere questo evento in Expo, dedicandolo alle mamme e alla prima e più importante forma di nutrizione per i bambini, che è il latte materno”, spiega Valerio Neri. 

“Vedere tutte queste mamme allattare in pubblico i propri figli ci ricorda che il latte materno è una risorsa che fa parte del patrimonio che ogni donna può trasmettere naturalmente al proprio figlio. Il messaggio che vogliamo dare è che il latte materno è il migliore alimento che possiamo dare ai neonati, ma che purtroppo per varie ragioni ancora milioni di bambini non lo ricevono. In una manifestazione in cui il tema è Nutrire il Pianeta, è proprio da qui che dobbiamo partire, promuovendo la pratica dell’allattamento al seno in tutto il mondo”. 

In tutti i suoi interventi di salute materno-infantile, Save the Children promuove l’allattamento esclusivo al seno entro un’ora dalla nascita e per i successivi sei mesi, stimolando le mamme a continuare fino all’età di due anni. 

All’interno del Villaggio Save the Children ad Expo, viene spiegato l’intervento degli operatori sanitari per sensibilizzare le donne e le comunità alla diffusione dell’utilizzo del latte materno nella lotta alla malnutrizione infantile. 

L’utilizzo esclusivo del latte materno è infatti fondamentale nei casi di basso peso alla nascita, fenomeno molto diffuso nei Paesi poveri, dovuto in parte alla malnutrizione e alla possibile presenza di infezioni nella madre nel periodo della gravidanza. 

Il latte materno produce altri importanti vantaggi per il piccolo: rafforza il sistema immunitario del bambino, diminuendo così la possibilità di contrarre infezioni e lo sviluppo di patologie respiratorie, tra le maggiori cause di mortalità nei bambini da 0 a 4 anni e protegge inoltre i piccoli dallo sviluppo di malattie croniche in età adulta. Infine il latte materno favorisce lo sviluppo sensoriale e cognitivo del bambino, con importanti conseguenze nella vita sociale del piccolo, nel suo rendimento scolastico e nella futura vita lavorativa.

Ognuno può raccontare la propria storia con l’hashtag  #MILKSTORIES





Fondata l'Associazione Italiana Lotta Abusi

Ada ORSATTI, nota paladina della legalità e impegnata in prima linea nella difesa dei disabili (e non) contro ogni sorta di abuso/ingiustizia/discriminazione, ha deciso con il suo staff, di fondare un'associazione al fine di riunire tutti i gruppi di fatto/comitati-simpatizzanti e seguaci vari (on e off line) in modo organico in modo tale da meglio impiegare le risorse in essere: le battaglie di Ada Orsatti sono seguite da migliaia di persone che ormai su tutto il territorio nazionale danno il loro apporto costruttivo; per questi motivi e per incidere ancor maggiormente nella difesa dei più deboli, nasce appunto l'AILA: Associazione Italiana Lotta Abusi; Ada Orsatti è stata contestualmente eletta all'unanimità Presidente (Vice Presidente Serena LANZONI).

L'associazione come da statuto si occuperà di: sensibilizzare sulle tematiche legate ai disabili, offrire soluzioni concrete alle problematiche degli stessi; creare un nuovo clima culturale nei rapporti tra abili e non, combattere ogni sorta di abuso ivi compresi quelli verso i nostri amici a 4 zampe oltre a offrire un valido supporto per chi è in difficoltà. L'associazione amica delle Forze Armate e dell'Ordine italiane offre inoltre a tutti i militari (in servizio e in congedo) ai veterani e ai reduci che lo desiderassero e che, momentaneamente si trovassero in un momento non facile, tutto il supporto del caso.

Per garantire una copertura nazionale, il Presidente Orsatti ha stabilito di assegnare aree territoriali a referenti in tutta Italia (ne sono presenti addirittura in Sicilia), questi/e referenti avranno il compito di relazionare sula loro terra segnalando le varie criticità che, una volta raccolte, porteranno a proposte di fattiva soluzione anche riferendo ad Istituzioni ed organi competenti.

I soci dell'AILA potranno beneficiare inoltre di uno sportello di consulenza ad esso dedicato: un team di professionisti coordinati dal Ten. CC (r ) BERTOSSI Dott. Christian (che è anche referente per gli "affari militari" sopra citati) offrirà consulenza gratuite con cadenza bi-settimanale in sede e/o in casi di particolare urgenza anche per "vie brevi"; nel caso in cui la consulenza da sola non possa risolvere la problematica ma, occorra affidare incarico professionale, il professionista designato applicherà ai soci AILA i minimi tariffari delle tabelle/tariffe e/o condizioni di particolare favore quando non anche compensi di natura puramente simbolica.

Un modo concreto di essere vicino ai più deboli e bisognosi che spesso hanno difficoltà nell'esser tutelati e rappresentati. Fanno parte dello sportello di consulenza (oltre al già citato coordinatore): il Dott. tit. IASD Gian Pasquale BERTOSSI (noto benefattore, al quale è stato concesso il titolo di "socio d'Onore" per le sue opere); il Dott. Vet. Mario BERNASCONI (già Sindaco di Albiolo), l'Avv. Cristiana BIONDI (Foro di Como) e il Dott. Agronomo Renzo ERASMI; il Presidente Orsatti sta inoltre valutando un cospicuo numero di curricula di professionisti in svariati settori da inserire nello sportello per coprire al meglio ogni esigenza dei soci.

Ai soci AILA sono inoltre riservate convenzioni con sconti e condizioni di particolare favore ad essi riservati, in molteplici attività aderenti ai progetti ed agli scopi dell'AILA.

Tutte le iniziative e battaglie organizzate dai gruppi di fatto et simila proseguono quindi in seno alla neonata associazione, oltre a nuove campagne che verranno di volta in volta presentate, tra queste si anticipano: il "cavallino ISHI" che al più presto deve tornare nella sua casa e nella sua famiglia (di questa straziante vicenda si occupò anche Barbara D'Urso a Domenica Cinque, purtroppo c'è ancora bisogno lottare e sensibilizzare in merito allo stesso) e la situazione dello scalo ferroviario di Castano Primo (MI).

Per contattare l'AILA (oltre che sui social) è possibile scrivere a: ailaorsatti@virgilio.it ailacoordinamento@tiscali.it


Coesione Sociale? Prato è un buon esempio cui guardare! La terza tappa del Social Cohesion Tour verso Social Cohesion Days 4/6 Giugno Reggio Emilia

Social Cohesion Days 
Coesione Sociale? Forse Prato è un buon esempio cui guardare! 119 etnie convivono grazie al linguaggio comune dell'arte. O almeno ci provano. La terza tappa del Social Cohesion tour, due cuochi in 500 in giro per l'Italia alla ricerca di storie di 'coesione sociale': persone che grazie alla passione e al coraggio 'cambiano le cose'. Social Cohesion Days, primo forum internazionale sulla Coesione Sociale a Reggio Emilia dal 4 al 6 giugno 2015



Terza tappa del Social Cohesion tour: Prato. I due chef Ali Zaidi e Stefano Giovannelli proseguono il loro viaggio alla ricerca di esempi di Coesione Sociale in Italia in vista dei Social Cohesion Days: Primo forum internazionale sulla Coesione Sociale che si terrà a Reggio Emilia dal 4 al 6 Giugno 2015 al Centro Internazionale “Loris Malaguzzi”, socialcohesiondays.com

Prato, una città con due anime e 119 etnie. Dagli ‘anni 80 la comunità italiana e quella cinese – la più importante d’Italia e in costante aumento – vivono la stessa terra ma non dialogano tra loro. C’è voluto un progetto artistico, e uno spazio culturale dedicato al teatro, per innescare quel processo di reciproca conoscenza e scambio che sta portando le due realtà ad accettarsi -forse- reciprocamente. Un laboratorio urbano di Coesione Sociale in cui l'arte e la cultura diventano il collante collettivo delle nuove generazioni. Shi Yang Shi -detto 'banana' giallo fuori bianco dentro-, racconta nel video di come nel 2009 la città fosse attraversata da un sentimento di contrasto nei confronti degli immigrati cinesi. “I bambini all'asilo o alle elementari hanno la possibilità di mischiarsi nelle scuole. In città dopo non c'è possibilità”. Allora, Yang e altri artisti, nei locali di un vecchio lanificio locale, fondano lo spazio teatrale Compost: “un esempio di società per l'Europa, un piccolo mosaico del futuro”... Qui il video di Prato da condi videre su Facebook
 
I due chef di Social Cohesion tour raccontano -fra storytelling e fornelli- in quattro puntate video alcuni esempi virtuosi di coesione sociale in Italia. Storie reali di persone che vivono in armonia nel loro territorio e che, grazie alla passione e al coraggio, hanno “cambiato le cose”. Ci sono quelli che hanno dato nuova vita al proprio paese, quelli che hanno innescato un dialogo tra comunità attraverso il linguaggio dell’arte, quelli che hanno salvato un’azienda e i posti di lavoro, reinventandosi imprenditori, quelli che, infine, sono riusciti a dare un nuovo futuro al recupero dei detenuti. Il filo narrativo fra i vari luoghi sono il cibo e l’atto del mangiare: simboli primari e universali della condivisione. La prima tappa è stata Succiso (RE), la seconda Reggio Emilia e oggi è la volta di Prato. Il docu tour termina con la tappa di Bollate (MI). Qui tutte le puntate del Social Cohesion Tour 
 
Ali Zaidi e Stefano Giovannelli sono due chef, ma anche due artisti, noti per la ricerca di una forma di dialogo attraverso l'arte del cucinare. Il primo ha introdotto nuove formule di food sharing in cui il cibo viene usato come strumento di condivisione sociale e scambio di idee. Giovannelli, romano emigrato a Shanghai, sta esportando in Cina l’approccio italiano alla convivialità e alla condivisione. 
 
Il progetto si sviluppa nell'ambito della prima edizione dei Social Cohesion Days, che si tiene al Centro Internazionale “Loris Malaguzzi” di Reggio Emilia, dal 4 al 6 giugno 2015. Organizzato da Fondazione Easycare, Social Cohesion Days ha in programma trentaquattro eventi tra seminari, conferenze e dialoghi aperti al pubblico insieme a settanta personalità delle istituzioni, delle organizzazioni no-profit e dell'Università per promuovere modelli di welfare all'avanguardia.

I lavori dei Social Cohesion Days, momento di riflessione e di confronto sulle politiche volte ad arginare le diseguaglianze sociali, si articolano su quattro
Conferenze (“Seminari”) e quattro eventi connessi di dibattito (“Dialoghi”) volti ad approfondire alcuni macrotemi: Lavoro e occupazione, Pensioni, Inclusione sociale e lotta alla povertà, Sanità e politiche per la non-autosufficienza.

Nel corso della rassegna sono inoltre previsti 24 side event, incontri realizzati in collaborazione con i partner delle Giornate su tematiche rilevanti per promuovere la Coesione Sociale. Nei side event dedicati a temi vicini e a momenti culturali, come mostre fotografiche e letterarie, si converserà di Europa, Responsabilità Sociale d'Impresa, Famiglia, Economia, Cultura, Educazione, Sanità, Cooperazione, Sharing Economy, Immigrazione, Legalità.

giovedì 28 maggio 2015

Amnesty e Omega: aziende Ue fanno affari con "strumenti di tortura"

Roma, 28 maggio 2015  - Aziende con sede nell'Unione europea (Ue) ancora commerciano con una gamma di attrezzature di sicurezza che possono essere usate per torturare e maltrattare le persone, hanno messo in guardia oggi Amnesty International e Omega Research Foundation diffondendo un nuovo rapporto.

Tali attività continuano a causa di lacune nella normativa europea vecchia di un decennio volta a limitare il commercio di questi beni.

Il rapporto, che documenta queste lacune e precisa come le istituzioni europee e gli stati membri possono e devono colmarle, è stato lanciato in occasione del dibattito al Parlamento europeo il 28 maggio sulle proposte di modifica al Regolamento Ue sul commercio di tortura in vigore dal 2006.

"L'Europa ha fatto molta strada verso la fine del ripugnante commercio in alcuni fra gli strumenti e le tecnologie più sinistri al mondo che possono essere utilizzati per torturare e giustiziare le persone", ha dichiarato Marek Marczynski, direttore del programma militare, di sicurezza e polizia di Amnesty International.

"Ma come mostra questo nuovo rapporto, permangono notevoli scappatoie. Ciò significa che le aziende possono ancora trarre profitto dalla miseria umana, nonostante i divieti e i controlli già in atto. Se l'Europa intende seriamente assumersi la responsabilità di sradicare la tortura e abolire la pena di morte, deve colmare queste lacune con urgenza."

Dal 2006, l'Ue è dotata del solo meccanismo regionale al mondo a vietare o controllare il commercio di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per torturare o eseguire condanne a morte.

Amnesty International e Omega hanno successivamente messo in luce i gravi limiti del Regolamento e la sua attuazione irregolare da parte dei membri dell'Ue. Negli ultimi anni l'Unione europea ha cercato di occuparsi di queste carenze, anche ampliando enormemente le liste dei beni vietati o controllati.

La Commissione europea ha presentato ulteriori proposte per il rafforzamento del Regolamento, che sono ora al vaglio degli stati membri e del Parlamento europeo. Amnesty International e Omega sostengono molte di queste proposte e ne sollecitano l'adozione.

Tuttavia, il nuovo rapporto delle organizzazioni identifica le lacune ancora esistenti in queste proposte, che potrebbero tuttora consentire alle imprese europee di:
· negoziare la vendita e il trasferimento di attrezzature di sicurezza a paesi terzi, a condizione che gli affari sono condotti al di fuori dell'Ue e gli apparecchi non toccano il suolo europeo;
· promuovere apertamente apparecchiature precedentemente vietate - come letti rete (gabbie costruite nella struttura di un letto), dispositivi che danno la scossa sul corpo o manette che legano i detenuti a oggetti fissi - in occasione di fiere ed esposizioni di armi dell'Ue, nonché su internet;
· immettere sul mercato attrezzature di sicurezza per la polizia - come pistole, manganelli e scudi stordenti scariche elettriche - completamente inadeguate per far rispettare la legge;
· fornire la polizia e le forze militari di assistenza tecnica appropriata, compresa la formazione in tecniche che in alcuni casi potrebbero facilitare la tortura e altri maltrattamenti;
· introdurre nuove tecnologie e dispositivi sul mercato, anche se questi apparecchi possono essere utilizzati nella pena di morte, nella tortura o in altri maltrattamenti.

"Anche se le proposte della Commissione sono importanti, non riescono ad affrontare in modo efficace una serie di debolezze cruciali e di scappatoie del Regolamento e del connesso regime di controllo. Se questi problemi non vengono affrontati direttamente ora dagli stati membri dell'Unione europea e dal Parlamento europeo, questa rara opportunità di rafforzare complessivamente il regime di controllo e di colmare le lacune che possono essere sfruttate da commercianti senza scrupoli sarà persa", ha dichiarato il dottor Michael Crowley della Omega Research Foundation.

"È giunto il momento per l'Unione europea di 'prendere il toro per le corna' e porre fine al commercio dell'Europa nella tecnologia della tortura una volta per tutte."
                                              

Il rapporto "Europe: Grasping the nettle: Ending Europe's trade in execution and torture technology" è online all'indirizzo: https://www.amnesty.org/en/documents/eur01/1632/2015/en/

Per ulteriori informazioni sui rapporti di Amnesty International e Omega Research Foundation:
https://www.amnesty.org/en/articles/news/2015/05/eu-companies-still-trading-in-tools-of-torture/

Campagna "Stop alla tortura":
http://www.amnesty.it/stoptortura

Crescere al Sud: 60 ragazze e ragazzi siciliani, calabresi, pugliesi e campani sono arrivati a Roma, dopo un viaggio di 7 giorni nel cuore del Mezzogiorno, per portare a Governo, parlamentari e Autorità Garante per l'Infanzia le loro richieste.


In un video-diario e nelle loro parole le testimonianze della grave mancanza di opportunità e servizi, le richieste e le proposte alle Istituzioni a nome di migliaia di coetanei e bambini incontrati lungo il viaggio del pullman di Crescere al Sud partito da Palermo il 22 maggio scorso.





Hanno voluto denunciare la corsa ad ostacoli a cui sono costretti ogni giorno gli oltre 60 ragazzi e ragazze siciliani, calabresi, pugliesi e campani  di Crescere al Sud - la rete di 80 organizzazioni impegnate nella promozione e tutela dei diritti dei minori nel Mezzogiorno, promossa da Save the Children e Fondazione con il Sud - che oggi hanno incontrato, al termine di un viaggio in pullman che in 7 giorni li ha portati da Palermo a Roma, facendo tappa a Catania, Locri, Cosenza, Taranto, Bari, Napoli e Casal di Principe,  il Sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, la Vice-Presidente Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, Sandra Zampa, e l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Vincenzo Spadafora.



L'incontro si è aperto con la presentazione da parte dei ragazzi e delle ragazze di un video-diario realizzato durante il viaggio, con il quale sono stati rivissuti i momenti più significativi a partire dall'incontro inaugurale del 22 maggio a Palermo con il Sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, con il quale si è discusso di come contrastare la dispersione scolastica, che riguarda in Sicilia 1 ragazzo su 4 (oltre il 25%, il tasso più alto in Italia) anche a fronte della chiusura negli ultimi 3 anni di più di 20 centri di aggregazione giovanile delle periferie della città. 

A Catania, invece, una grande marcia di centinaia di ragazze e ragazzi ha attraversato le vie della città in ricordo della strage di Capaci per concludersi al quartiere del Librino, luogo simbolo di quanto le mafie possano condizionare la vita dei ragazzi negli oltre 420 Comuni commissariati per Mafia negli ultimi 5 anni nel Mezzogiorno. 

In Calabria, a Locri, in primo piano gli asili inagibili, le scuole fatiscenti e le strutture realizzate e mai aperte, nonostante i 38 milioni di euro stanziati per le politiche giovanili dopo l'uccisione di Franco Fortugno, mentre a Cosenza ci si è occupati della povertà di cultura che segna una Regione dove ben 7 ragazzi su 10 non hanno letto un libro nell'ultimo anno e mancano biblioteche scolastiche e pubbliche. 

In Puglia il Viaggio ha percorso l'abbandono dei quartieri di Taranto e Bari, caratterizzati dal degrado e dall'assenza di spazi verdi nella regione dove più alto è il numero di minori (solo 1 metro quadro ogni 4 abitanti a Taranto), e il 44% di loro non pratica alcuna attività sportiva. La cronica carenza di asili nido di alcune regioni del Mezzogiorno in evidenza nella tappa a Napoli e Casal di Principe in Campania, dove solo il 2% dei bambini 0-3 anni usufruisce di un servizio per la prima infanzia, insieme alla realtà dei minori "invisibili", i tanti ragazzi e ragazze straniere che giungono da soli nel nostro Paese e che faticano ad integrarsi e a costruire una nuova vita.



Realtà testimoniate in prima persona dai ragazzi protagonisti del Viaggio, come Sara, 17 anni, di Locri, per la quale "il viaggio è cominciato pensando di essere soli, con tanti dubbi e tanti perché, e si è trasformato invece nella scoperta di nuove realtà, simili alla mia e con le stesse difficoltà. Un viaggio che parla di degrado sociale, ma incentrato sulla partecipazione attiva dei giovani nella società. Un viaggio che, per questo, parla di futuro. Il calore di Napoli, le mamme di Bari che lottano per il futuro dei loro figli, i ragazzi di Taranto  che valorizzano al massimo il loro talento. Insomma, su tutto, la forza di lottare che abbiamo noi ragazzi quando in ballo c'è il nostro futuro". 

Per Daniele, 17 anni, che vive a Napoli nel quartiere Scampia "il progetto di Crescere al Sud ha accomunato molte realtà distanti, ma simili nel sud Italia. Realtà fatte di ragazzi che hanno creato un legame attivo lungo tutto il viaggio, per provare insieme a far attuare quei cambiamenti concreti di cui noi abbiamo bisogno".


"L'esperienza di Crescere al Sud ci insegna che costruendo alleanze tra esperienze e soggetti diversi possiamo fare emergere con forza tanto le denunce sulle tante, troppe, cose che non vanno quanto le proposte, molte e buone, per un Sud migliore. Ma soprattutto possiamo ridare voce e protagonismo ai ragazzi, alle loro speranze e alla voglia enorme di futuro che ha caratterizzato questo fantastico viaggio. Una risposta, questa, a quanti nonostante tutto considerano ancora il tema dei diritti e dei servizi all'infanzia, della cultura, della coesione sociale e del capitale umano come qualcosa di cui occuparsi dopo aver raggiunto lo sviluppo. E' esattamente il contrario." ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente di Fondazione con il Sud.

"Oggi abbiamo potuto vedere, attraverso le parole dei ragazzi e le immagini di questo viaggio, le tante e diverse tessere che compongono il mosaico di un Sud impoverito, dove gli under 18 in povertà assoluta sono quasi raddoppiati dal 2011, arrivando ad essere più di 707.000, il 50% dei minori in povertà assoluta dell'intero Paese, e il 19,1% dei loro coetanei contro il 10,9% di 4 anni fa. Ma i ragazzi e le ragazze che sono giunti a Roma hanno anche portato le loro proposte, le speranze e le aspirazioni di migliaia di coetanei e bambini incontrati nelle tante periferie geografiche e culturali del loro Sud, esprimendo il forte desiderio di poter continuare a crescere e costruire il loro futuro nella loro terra." ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.



Il video diario del Viaggio di Crescere al Sud è scaricabile al link: http://media.savethechildren.it/?c=573&k=e5a67cfbbe


Crescere al Sud
Crescere al Sud è un'alleanza di oltre 70 organizzazioni che lavorano per la promozione
e la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel Mezzogiorno. Operatori sociali, educatori, professionisti, cittadini, ragazzi e ragazze, di piccole e grandi realtà che si sono incontrati sul territorio per rendere visibile e migliorare le condizioni delle bambine, dei bambini e degli adolescenti al Sud. Nata nel 2011 a Napoli con la conferenza "Crescere al Sud – per i diritti dei bambini e degli adolescenti delle regioni del Mezzogiorno", l'alleanza è diventata un importante luogo d'incontro tra le diverse realtà, nazionali e locali, che hanno deciso di mettere in comune le proprie esperienze, buone pratiche e competenze. Crescere al Sud è nata per denunciare la condizione di disagio dei minori nel Mezzogiorno con la finalità di migliorarla: definendo proposte concrete per il cambiamento reale della vita dei minori, sensibilizzando l'opinione pubblica e attivando le istituzioni nazionali e locali, costruendo strategie comuni sul territorio e promuovendo un piano d'azione a disposizione di chi ha i nostri stessi obiettivi.

Aderiscono a Crescere al Sud:
ACP - Associazione Culturale Pediatri
Accademia del Cinema di Enziteto (Bari)
AIMMF - Associazione Italiana dei Magistrati per i Minori e per la Famiglia
Al Azis – (Palermo)
Arciragazzi Campania - (Napoli)
Argonauti società cooperativa sociale – (Palermo)
Apriti Cuore onlus - (Palermo)
Associazione "I.S.I. Onlus" - (Palermo)
Associazione Asso-Agry - (Catanzaro)
Associazione Culturale San Giovanni Apostolo – (Palermo)
Associazione di volontariato Acquamarina - (Catanzaro)
Associazione Gianfrancesco Serio – (Crotone)
Associazione Kreattiva – (Bari)
Associazione Quartieri Spagnoli - (Napoli)
Associazione Santa Chiara - (Palermo)
Associazione Afipress (Palermo)
Associazione Polvere di Stelle (Lecce)
Associazione Culturale Mammachemamme - (Cosenza)
Attraverso i mari ASD - Napoli
Camera Minorile "Giuseppe Mazzotta" - Cosenza
Centro Calabrese di Solidarietà - (Catanzaro)
Centro Comunitario Agape - (Reggio Calabria)
Centro Effata – (Napoli)
Centro Koros - (Catania)
Centro Shalom – (Napoli)
CESIE - (Palermo)
CGD - Coordinamento Genitori Democratici
CIRCOLO ARCI-USP CRISPIANO
CISMAI - Coord. It. dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia
CISS Ong - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Civitas Solis - (Locri)
CNCA - Coordinamento Nazionale delle Comunità d'Accoglienza
CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali
Communità Emmanuel – (Lecce)
Associazione Con i miei occhi (Cosenza)
Consorzio Sol.Co. - (Catania)
Coop. Soc. Segni di integrazione a.r.l. ONLUS - (Palermo)
Cooperativa Parsifal - (Palermo)
Cooperativa Sociale E.V.A. - (Caserta)
CSI - Centro Sportivo Italiano
Dedalus – (Napoli)
Don Bosco - (Cosenza)
E.I.P. Italia - Ass. Scuola Strumento di Pace
Esedra – (Bari)
Eterotopia – (Palermo)
A.P.S. Eternia - (Taranto)
Figli in Famiglia Onlus - (Napoli)
Fondazione "L&D Siciliani" - Cirò Marina (KR)
Fondazione con il Sud
Fondazione E'BBENE - (Catania)
Fondazione Famiglia di Maria – (Napoli)
Forum SAD - Forum Nazionale Sostegno A Distanza
Healt&Senectus (Catania)
Il Girasole (Brindisi)
Il Grillo Parlante – (Napoli)
Mosaico Coop. Soc. - (Catania)
Innecesareo Onlus
Inventare Insieme - (Palermo)
Irene '95 – (Napoli)
Istituto Comprensivo "28° Giovanni XXIII - Aliotta" - (Napoli)
Istituto Don Calabria - (Palermo)
Itaca Ong - (Napoli)
L'Altra Napoli – (Napoli)
L'Orsa Maggiore - (Napoli)
La cooperativa delle donne – (Cosenza)
Logos famiglia e minori - (Palermo)
Cooperativa Sociale La strada - (Lecce)
Legambiente Sicilia Onlus - (Palermo)
LIBERA
Associazione Libera Palermo - (Palermo)
Associazione Lisca Bianca - (Palermo)
LTM - Gruppo Laici Terzo Mondo - (Napoli)
Officinae Efesti - (Napoli)
Pianoterra - (Napoli)
RESET – (Napoli)
S.I.P. - Società Italiana Pediatria
Save the Children Italia
SolidArci – (Caserta)
Tabit- Società Cooperativa Sociale Onlus – (Catanzaro)
TEAM — Ti Educa A Migliorare Soc. Coop. Soc. (Catania)
UISP - Unione Italiana Sport Per tutti
Un Ponte nel vento - (Ischia)
Usabile – (Catanzaro)

Migranti, Amnesty: passi avanti dell'Ue nel colmare le lacune della ricerca e del soccorso nel Mediterraneo

Roma, 28 maggio 2015 - L'aumento delle risorse e dell'area operativa di Triton, confermato dalla Commissione europea che ha presentato ulteriori proposte riguardo all'Agenda europea sulla migrazione, rappresenta finalmente un passo avanti nel colmare le carenze create nelle attività di ricerca e soccorso dalla chiusura della defunta Operazione italiana Mare Nostrum, consentendo di salvare più vite in mare, ha dichiarato Amnesty International.

"Con l'aggiunta di risorse per il pattugliamento del Mediterraneo centrale e l'estensione dell'area operativa di Triton al livello della defunta Operazione Mare Nostrum, l'Unione europea ha finalmente riconosciuto l'errore colossale di aver chiuso l'Operazione italiana senza averla sostituita con una missione equivalente. In pratica, questo significa essere più attivi in ??mare, vicino a dove la maggior parte dei rifugiati e migranti, in viaggio su barche sovraffollate e insicure, si trova nei guai e rischia di annegare. E saranno alla fine salvate più vite", ha dichiarato Iverna McGowan, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee.

Mentre Amnesty International ha accolto con favore il significativo aumento delle capacità di ricerca e soccorso europee, la realtà è che la vita continuerà a essere a rischio. Un approccio veramente globale in materia di migrazione richiede percorsi più sicuri e legali da offrire a coloro che cercano protezione internazionale. Altrimenti le persone continueranno a intraprendere viaggi pericolosi attraverso il Mediterraneo verso l'Europa come ultima risorsa.

Una delle misure che Amnesty International ha chiesto è un maggior numero dei posti di reinsediamento per i rifugiati. La Commissione europea ha presentato una proposta sul reinsediamento nel contesto dell'Agenda europea in materia di migrazione. La proposta per un programma di reinsediamento che coinvolge tutti gli Stati membri, al vertice dei programmi di reinsediamento nazionali esistenti, è una buona idea. Ma i numeri proposti non sono affatto all'altezza di quella che sarebbe una risposta adeguata alla crisi globale dei rifugiati.

La Commissione europea ha inoltre proposto un programma di emergenza per sostenere l'Italia e la Grecia attraverso il trasferimento di 40.000 dei richiedenti asilo siriani ed eritrei che arrivano dopo il 15 aprile in questi paesi verso altri stati membri dell'Ue nel corso di un periodo di due anni. Occorre fare diverse considerazioni pratiche per fare in modo che tali piani garantiscano l'effettiva tutela delle persone vulnerabili.

"Ogni proposta di trasferimento fa solo una differenza positiva nella vita di chi ne ha bisogno, se sono migliorate le condizioni di accoglienza, i sistemi di asilo sono rafforzati in tutta l'Ue e la volontà dei richiedenti asilo viene presa in considerazione", ha affermato Iverna McGowan.

"L'estensione delle risorse di Triton lungamente attesa è benvenuta per salvare più vite umane in mare finalmente. Ma molto resta ancora da chiarire sulle modalità dell'annunciata operazione militare e sul destino di coloro che affrontano viaggi pericolosissimi in condizioni drammatiche in mano ai trafficanti" ha aggiunto Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia. "La Libia è un paese sia di arrivo che di transito per migranti e rifugiati in fuga dalla povertà, dai conflitti e dalle crisi umanitarie nell'Africa sub sahariana e in Medio Oriente. Ci vogliono percorsi legali e sicuri".
                                                            


Per firmare l'appello Prima le persone, poi le frontiere:
http://appelli.amnesty.it/sos-europa/

SOCIALE, DAI LICEI ITALIANI UN SOSTEGNO PER L'ISTRUZIONE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO



Cinque istituti scolastici del nostro paese coinvolti nel progetto di cooperazione internazionale sul sostegno a distanza promosso da La Gabbianella Onlus.

Roma, 28 maggio 2015 - Cinque gruppi di studenti delle scuole superiori, coordinati da altrettante onlus operanti nei paesi più poveri del sud del mondo, per scegliere i destinatari di dieci borse di studio e diffondere la cultura del sostegno a distanza. 
 
 
 
Questo, in sintesi, il progetto "Sosteniamo e condividiamo il futuro", promosso dal coordinamento La Gabbianella Onlus e sostenuto dall'otto per mille della Tavola Valdese.
Il progetto, avviato lo scorso gennaio e della durata di un anno, non solo informa e sensibilizza i ragazzi italiani su alcune situazioni critiche nei paesi nel sud del mondo, ma li coinvolge in prima persona in attività di volontariato e cooperazione, anche attraverso l'organizzazione di eventi per la raccolta fondi e la gestione trasparente degli aiuti.


"Sosteniamo e condividiamo il futuro nasce per diffondere tra le nuove generazioni la cultura del sostegno a distanza come pratica di solidarietà responsabile e strumento di auto-sviluppo", spiega Paola Gumina, presidente de La Gabbianella Onlus. 


"Tutti i ragazzi coinvolti nell'iniziativa", prosegue Gumina, "si stanno dimostrando attenti a questi temi, impegnandosi al cento per cento con entusiasmo e passione".
"Sosteniamo e condividiamo il futuro" coinvolge, studenti di Roma (supportati da Asia Onlus e Mais Onlus - Roma) di Imola (supportati da Namastè Onore a Te Onlus - Bologna), di Tradate (VA) (supportati da Good Samaritan Onlus – Caronno Varesino) e di Mirano (VE) (supportati da Cesvitem Onlus - Mirano). 

L'iniziativa è raccontata attraverso un blog dedicato sul sito www.lagabbianellaonlus.it.

La Gabbianella nasce a Roma nel 1997 per tutelare, promuovere e sviluppare la cultura del Sostegno a Distanza (SaD) quale pratica di solidarietà responsabile attraverso il coordinamento di una rete di associazioni che operano in diversi paesi di Europa, Asia, Africa e America Latina, promuovendo ovunque uno sviluppo endogeno e partecipato. 
Da diversi anni, in particolare,  la Gabbianella con il "Fondo di Solidarietà" sostiene nei Paesi in via di sviluppo la formazione di una nuova generazione che abbia coscienza dei propri diritti e conoscenza degli strumenti per progettare un autonomo livello di crescita adeguato al proprio Paese.

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