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sabato 28 febbraio 2015

L'ultima speranza di molti cittadini è Papa Francesco. La testimonianza di una famiglia disperata cui il Santo padre ha risposto

La testimonianza di una famiglia leccese disperata cui il Santo padre ha risposto cointeressando don Attilio Mesagne della Caritas Diocesana laddove viene dimostrato che le istituzioni hanno fallito con le loro false promesse

E' inutile parlare di fantomatici segni di ripresa, di una via d'uscita dalla crisi quando si leggono lettere come quella inviata da una famiglia leccese al Papa. 

Rassegnazione per le istituzioni non più in grado di dare risposte o, ancor peggio, una politica che sa fornire solo false promesse che gettano ancor di più nello sconforto e nella disperazione interi nuclei familiari cui è rimasto, solamente, l'ultimo appiglio nella speranza che Papa Francesco, indipendentemente dal proprio credo religioso, ha saputo infondere, quantomeno per la sua percepibile vicinanza alla gente che soffre ed agli ultimi, anche se gli ultimi sono sempre di più.

Anche in questa occasione, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", Bergoglio ha saputo dimostrare la sua presenza laddove tutti gli altri, anche nella mancanza di rispetto dei propri doveri istituzionali e in assenza di alcuna prospettiva di sostegno per le fasce più disagiate della popolazione, hanno miseramente fallito.

E dalla penna della segreteria di Stato in rappresentanza del Santo Padre, questa famiglia è stata affidata a quella che da tanti è considerata come l'ultima istituzione di prossimità: la Caritas Diocesana che anche a Lecce svolge un ruolo encomiabile grazie alla guida di Don Attilio Mesagne cui anche questa volta è richiesto direttamente dalle massime istituzioni vaticane una difficile risposta nei confronti dell'ennesima famiglia in preda alla disperazione.

C'è poco da commentare, evidenzia Giovanni D'Agata, di fronte alle parole di chi nel 2015 supplica un intervento diretto del Papa laddove le istituzioni latitano, ma quelle stesse frasi e la prontezza con cui il Santo Padre ha risposto non possono non costituire un severo monito per la politica e le nostre istituzioni.


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venerdì 27 febbraio 2015

Domenica 1° marzo, Canzoniere Grecanico Salentino e Amnesty International Italia celebrano 40 anni di attività

Domenica 1° marzo, in occasione del concerto in programma all'Auditorium "Parco della musica" di Roma, il Canzoniere Grecanico Salentino e Amnesty International Italia celebreranno insieme i rispettivi 40 anni di attività.

In chiusura del concerto Amnesty International Italia conferirà al prestigioso gruppo di musica popolare salentina il premio "Arte e diritti umani 2014".

ll premio, istituito nel 2008, viene assegnato ogni anno da Amnesty International Italia a un testimonial dell'associazione che, attraverso la sua arte, ha contribuito a sensibilizzare e a mobilitare l'opinione pubblica sulle campagne in favore dei diritti umani. Negli anni scorsi, il premio è stato conferito ad Alessandro Gassmann, Modena City Ramblers, Giobbe Covatta, Paolo Fresu, Ivano Fossati e Antonio Pappano.

Il Canzoniere Grecanico Salentino è autore del brano "Solo andata", tratto da una poesia di Erri De Luca e del quale Alessandro Gassmann ha diretto un suggestivo video.

"Solo andata" è un brano dalla parte dei migranti e dei rifugiati, che rischiano la vita (e, purtroppo, la perdono a migliaia ogni anno) per cercare riparo e protezione, alla frontiera europea, dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione e dalla tortura.
                                                            
Roma, 27 febbraio 2015

Francesco Gulli: “Sviluppo vaccino Novartis, successo della ricerca scientifica”

Vaccini, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato in Italia il rilascio sul mercato del vaccino Novartis contro la malattia meningococcica da sierogruppo B. “Siamo orgogliosi di questo importante traguardo”, ha dichiarato Francesco GulliAmministratore Delegato di Novartis Vaccines. “Avere finalmente disponibile il vaccino contro la meningite B anche in Italia, dove è stato sviluppato e prodotto grazie al tenace lavoro del nostro team di collaboratori, chiude il cerchio e rende sempre più reale e tangibile la nostra ambizione di proteggere più persone possibili dal rischio di contrarre questa temibile infezione batterica”.
Francesco Gulli Sviluppo del vaccino Novartis
Testo tratto da Agi Salute dell’8 gennaio 2014
Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del vaccinoNovartis contro la malattia meningococcica da sierogruppo B. Il vaccino è disponibile anche nel nostro Paese, dopo essere stato rilasciato in Francia, Regno Unito e Germania. “Siamo orgogliosi di questo importante traguardo”, ha dichiarato Francesco Gulli, Amministratore Delegato di Novartis Vaccines. “Avere finalmente disponibile il vaccino contro la meningite B anche in Italia, dove è stato sviluppato e prodotto grazie al tenace lavoro del nostro team di collaboratori, chiude il cerchio e rende sempre più reale e tangibile la nostra ambizione di proteggere più persone possibili dal rischio di contrarre questa temibile infezione batterica. Siamo infatti fiduciosi che le strutture sanitarie, sia a livello nazionale sia nelle singole regioni italiane, valuteranno al più presto con quali modalità inserire questo vaccino nei piani diprevenzione vaccinale“.
Indicato per l’immunizzazione a partire dai due mesi di età, il vaccino Novartis contro il MenBe’ il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena. Il rilascio del vaccino contro MenB sul mercato italiano è una notizia che accogliamo con gioia – ha dichiarato Rino Rappuoli, Responsabile Mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines – perche’ finalmente possiamo vedere concretizzarsi il nostro impegno, con i primi bambini italiani vaccinati: un altro passo avanti verso un futuro libero dalla meningite. MenB è stato un bersaglio particolarmente difficile da raggiungere, ma dopo anni di lavoro e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo siamo riusciti, grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa – la reverse vaccinology – a mettere a punto un vaccino efficace, partendo dal genoma del batterio. Lo sviluppo del vaccino è stato prima di tutto un grande successo della ricerca scientifica”.
Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64 per cento dei casi totali tipizzati. Ha rappresentato inoltre la causa principale di meningite meningococcica nei bambini sotto l’anno di età, causando il 77 per cento dei casi totali. La proposta di utilizzo immediato del vaccino arriva dal Board del ‘Calendario per la Vita’, composto da Societa’ Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanita’ Pubblica (SItI), Societa’ Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG). “La vaccinazione contro il meningococco B – ha affermato Paolo Bonanni, professore presso il Dipartimento di Scienze della Salute (DSS) dell’Università di Firenze e Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva – rappresenta una necessità epidemiologica, ma anche etica e comunicativa non eludibile. Per tali ragioni le società scientifiche raccomandano il suo utilizzo per la vaccinazione gratuita di tutti i lattanti”. L’infezione batterica da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore: la meningite meningococcica ha una letalità tra il 9 e il 12 per cento, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50 per cento. I segni e sintomi sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti: un forte impatto dunque non solo dal punto di vista della sanità pubblica, ma anche dal punto di vista sociale.
La prevenzione attraverso la vaccinazione rappresenta l’unica difesa contro questa infezione così aggressiva: ora il prossimo passo spetta alla Sanità pubblica, che potrà mettere a disposizione dei cittadini questa nuova opportunità vaccinale con l’inserimento nei piani vaccinali delle singole Regioni e nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV). I profili di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino sono stati valutati in un ampio programma clinico che ha coinvolto oltre 7.000 persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti. Somministrabile a partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni di schedula vaccinale che possono essere integrate negli attuali programmi di vaccinazione di routine.

FonteAgi Salute

Fortunatiepremiati.it: il luogo perfetto in cui depositare il regolamento del tuo concorso a premi


FortunatiePremiati.it è “La casa dei concorsi a premi”: un sito che raccoglie tutti i maggiori concorsi a premi attivi in Italia sia organizzati e gestiti dall’agenzia bresciana Max Marketing sia raccolti tramite segnalazione gratuita nell’apposita pagina del portale dove le aziende possono caricarli direttamente per aumentarne la visibilità e l’interesse del pubblico.

Testato nei mesi scorsi con alcuni clienti dell’agenzia di Brescia, da oggi FortunatiePremiati.it offre un nuovo servizio per ospitare online i regolamenti dei concorsi a premi di quanti non hanno la possibilità di pubblicarli su un sito web di loro proprietà. Un servizio che ha già riscontrato l’interesse di molte aziende che ne hanno usufruito come ATISALE SpA, KEPRO o il  Centro Commerciale EUROPA.

Un’opportunità per tutte quelle aziende che, in vista di un concorso a premi, non hanno un sito in cui “depositare” il Regolamento, non hanno la possibilità di inserirlo sul proprio e non intendono predisporne uno nuovo dedicato a questo (soprattutto quando la manifestazione non comprende la partecipazione online) oppure sono in fase di rifacimento del proprio portale. Da oggi infatti tutti potranno avvalersi di FortunatiePremiati.it per la pubblicazione online del Regolamento del loro concorso a premi in modo facile e sicuro.


FortunatiePremiati.it: la casa dei concorsi a premi.

giovedì 26 febbraio 2015

Pescara, parte il progetto dei “Centri Antiviolenza ANDDOS”

Sabato 28 Febbraio presentazione nella Sala Tosti dell'Aurum alla presenza delle istituzioni


Sabato 28 Febbraio a Pescara alle ore 11, presso l'auditorium Sala "Tosti" dell'Aurum, sita in Largo Gardone Riviera, conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto pilota per il centro Italia per la creazione dei  "Centri Antiviolenza ANDDOS", dedicati alle coppie ed alle persone LGBTIQ che si trovano in situazioni di disagio sociale, proprio perché spesso vittime di violenza, non solo in ambito familiare. Attualmente, infatti, non esiste alcun protocollo di assistenza in materia e gli attuali centri che si occupano di violenza si trovano spesso impreparati. L'assenza di riconoscimento sociale e diritti, inoltre, rende la vita di coppia delle persone LGBTIQ ancora più difficile e complessa, con il rischio di una solitudine e un isolamento in termini familiari e sociali.

I Centri Antiviolenza ANDDOS, organizzati in partenariato con l'Associazione di Promozione Sociale – Centro Antiviolenza Donn-è di Ortona, si avvalgono di eccellenti professionisti, specializzati in ambito medico, psicologico e legale per offrire e garantire una mirata consulenza continua in tre sedi diverse (Lazio, Marche e Abruzzo), anche per via telematica, grazie alla sinergia con il portale di assistenza "One Question", già operativo in tutto il territorio nazionale.

Durante la conferenza stampa di sabato verrà illustrato in dettaglio lo sviluppo di questo progetto,  grazie alla presenza dei professionisti del settore medico, psicologico e legale, in qualità di relatori, che si occuperanno degli sportelli di accoglienza, informazione ed assistenza nelle relative sedi operative. Interverranno per l'Associazione nazionale ANDDOS il presidente nazionale Mario Marco Canale, il presidente Antonio Bubici del Collegio dei Garanti, Tullio Bonelli responsabile settore Psicologia e Stefano D'Agnese responsabile settore Salute, presenti anche la presidente Francesca Di Muzio del Centro Antiviolenza Donn-è di Ortona, Gianni Di Marco responsabile Centri Antiviolenza Abruzzo e Marche, lo psicologo e psicoterapeuta Danilo Musso. Modererà il dibattito la dott.ssa Romina Remigio.

"Affronteremo con estrema professionalità – spiega il presidente nazionale Mario Marco Canale di ANDDOS –  il tema della repressione, della tutela della vittima, ma anche quello della prevenzione, dell'educazione, dei modelli culturali, con la presa di coscienza che la lotta alla violenza è un fenomeno sempre più dilagante, da contrastare con efficacia e tempestività. La violenza non è solo il frutto di un'aggressione individuale, ma la conseguenza di una dimensione più ampia: un intreccio di fattori culturali, emulativi e di mancanza di servizi. Su quest'ultimo punto, un ruolo centrale sarà rappresentato dai nostri Centri Antiviolenza, primi baluardi per la tutela della vittima. La rete, attualmente, sul territorio nazionale, è carente, disomogenea e tenuta in piedi per l'abnegazione di pochi, senza un sistema organico e continuativo di finanziamento. Occorre, pertanto, uscire dal solito rito degli spot e scendere finalmente sul terreno delle azioni concrete, anche in sinergia con le istituzioni: questo è l'obiettivo programmatico di ANDDOS".

Marco Tosarello

Tratta minori, Save the Children: necessario il varo di un Piano nazionale anti-tratta e sfruttamento

"L'intervento dei carabinieri che ha sventato la terribile compravendita di un bambino rumeno di 8 anni per 30 mila euro è un forte segnale di allarme che manifesta la necessità di rafforzare le reti di protezione per le piccole vittime di tratta e di grave sfruttamento.

In Italia da troppo tempo siamo in attesa del varo, da parte del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, di un Piano nazionale di contrasto alla tratta e allo sfruttamento, che rafforzi tutte le misure di protezione nei confronti dei minori a rischio", commenta Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children, l'Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti.

Le adozioni illegali sono uno dei tanti volti che assume il turpe mercato dei bambini e degli adolescenti, così come lo sfruttamento sessuale, lavorativo, sfruttamento per conseguimento di attività illecite e per accattonaggio. Secondo il dossier Save the Children "Piccoli Schiavi Invisibili" dell'agosto 2014, sono 5,5 milioni i minori sfruttati ed abusati in questo modo nel mondo. Secondo Eurostat, nel triennio 2010-2012 in Italia sono state rilevate in totale (tra adulti e minori, quest'ultimi sono circa il 15%) 6.572 vittime di tratta, pari al 22% del totale europeo. In Italia, nel 2014 sono state assistite 1.451 vittime di tratta, tra cui 88 minori, ma il fenomeno è in buona parte sommerso. Le nazionalità prevalenti sono la Nigeria, Romania, il Marocco, l'Egitto, la Cina e il Bangladesh.

"Occorre sempre ricordare che l'adozione illegale è un crimine che viene perpetrato, in primo luogo, proprio nei confronti del bambino che si vorrebbe fare crescere ed è indispensabile ora, innanzitutto, prendersi cura della piccola vittima. E' necessario, allo stesso tempo, diffondere la consapevolezza dell'esistenza di questi crimini, in modo che tutti possano tenere gli occhi aperti e segnalare ogni situazione di sospetto e di rischio", conclude Raffaela Milano.

Team & Group Coaching

Team & Group Coaching Corso di specializzazione per Coach diplomati a Milano

A partire da Aprile 2015 la Scuola INCOACHING® in collaborazione con La Decade - Accademia di Team & Group Coaching - organizza presso la propria sede di Milano (Via Alzaia Naviglio Grande, 38) un Master di Specializzazione della durata di 6gg. riservato a Coach, Counselor, Manager e Psicologi con l'obiettivo di fornire competenze ed abilità di intervento efficaci nell'ambito del coaching a Team e Gruppi presenti nelle realtà aziendali, istituzionali, associative e sportive.

Master Team & Group Coaching



Intervenire come Coach nella gestione di un Team o di un Gruppo presuppone, oltre alla competenza di coaching anche la capacità di gestire il contesto e le dinamiche che possono presentarsi, nell'ottica della creazione di sinergia e di potenziamento reciproco tra il Coach ed il Team/Gruppo.
Il particolare ed innovativo approccio sistemico/olistico proposto consentirà ai partecipanti di apprendere come osservare e lavorare contemporaneamente sia l'individualità che la gruppalità: l'individualità come risorsa di un sistema (gruppo) e il sistema come attivatore di risorse individuali.

Il corso di Team & Group Coaching è caratterizzato da tre moduli di due giornate ciascuno. Ogni giornata prevede 8 ore di lezione, per un totale di 48 ore di formazione d'aula.

Moduli formativi

Modulo 1
Il Triangolo: Io, Noi, Il Gruppo;
dalla diversità degli approcci ad un'esperienza comune; consapevolezza individuale e consapevolezza gruppale.

Modulo 2
Il Team e Group Coaching: Il processo e le competenze del Coach.

Modulo 3
Il Coach in azione con il Team e con il gruppo.


Corso Team Group Coaching


Destinatari

Il Master ha come obiettivo l'acquisizione di competenze e strumenti necessari nella gestione della pratica del coaching, nei Team e nei Gruppi.
Pertanto è indirizzato ai Coach, ai Counselor, ai Manager e agli Psicologi interessati a lavorare con Team e Gruppi nelle realtà aziendali, istituzionali, associative e sportive.

Location
Presso la Scuola INCOACHING® in Via Alzaia Naviglio Grande, 38 - Milano

Informazioni
Vai al link: http://www.incoaching.it/team-group-coaching-2/

Iscrizione
Vai al link: http://www.incoaching.it/modulo-iscrizione-al-team-group-coaching/


Logo Incoaching


Meningite, sintomi spesso simili a quelli influenzali. Francesco Gulli: “Vaccino per meningococco Novartis riceve Premio Galeno 2014”

Meningite, una patologia con letalità tra il 9 e il 12%, che in assenza di trattamento antibiotico può raggiungere il 50%. Il vaccino per la meningite meningococcica di Novartis Vaccinesriceve il Premio Galeno 2014 per l’Innovazione del Farmaco. Si tratta del più alto tributo in ambito biomedico e farmacologico conferito nel nostro Paese. “Grazie a questo vaccino, la speranza è che nessuno debba più subire le conseguenze di una malattia tanto aggressiva e subdola come la meningite da meningococco”, ha commentato con orgoglio Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines.
Francesco Gulli Novartis Meningite Sintomi Spesso Simili A Quelli Influenzali
Testo tratto da Più Sani più Belli di dicembre 2014
La meningite meningococcica è un’infezione batterica, causa principale di meningite in Europa, soprattutto tra i neonati, la fascia d’età più esposta al meningococco B. È particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore. Ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50% dei casi. I segni e sintomi della malattia sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo così difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate, mentre su cinque persone che sopravvivono una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti.
In uno scenario così drammatico, c’è fortunatamente una buona notizia: il vaccino contro il meningococco B esiste (è prodotto per tutto il mondo dalla Novartis), ed è disponibile già in Italia (inserito nei calendari vaccinali regionali di Puglia, Basilicata, Toscana e Veneto). Ma non è tutto, perché il medicinale è stato insignito del prestigioso Premio Galeno Italia 2014 per l’Innovazione del Farmaco. Si tratta del più alto tributo in ambito biomedico e farmacologico conferito nel nostro Paese.
“Grazie a questo vaccino, la speranza è che nessuno debba più subire le conseguenze di una malattia tanto aggressiva e subdola come la meningite da meningococco”, ha commentato con orgoglio Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines.
Fino ad oggi i tradizionali approcci vaccinali non erano riusciti a individuare una soluzione facilmente disponibile contro il meningococco B, responsabile in Italia di oltre 6 casi su 10 di meningite meningococcica. Il ricercatore e la sua equipe sono riusciti a superare questi ostacoli grazie alla messa a punto di una tecnica innovativa per lo sviluppo di vaccini che si basa sul sequenziamento del genoma dei patogeni: la Reverse Vaccinology. Tale approccio, iniziato con la collaborazione tra Rino Rappuoli e con lo scienziato Craig Venter, è diventato uno standard di riferimento nel mondo della ricerca.

mercoledì 25 febbraio 2015

Rischio nucleare: crepe nei reattori di due centrale nucleari belga, quelle di Doel da 18 centimetri.

Centrali nucleari europee vecchie e malandate

Paura in Belgio. Le crepe rilevate nel 2012 sul reattore numero 3 della centrale nucleare di Doel, situata a nord di Anversa e reattore 2 di Tihange, situata nei pressi di Liegi, sono aumentate rispettivamente da 8.062 centimetri del 2012 a 13.047 centimetri nel 2014 e 2.011 centimetri a 3.149 centimetri. Complessivamente sono oltre 16 mila le micro lesioni dei due reattori nucleari. La dimensione massima di queste microfratture raggiunge nel frattempo 17,9 centimetri a Doel e 15,4 centimetri a Tihange.

L'Authority e un gruppo di esperti indipendenti hanno chiesto mercoledì controlli immediati. Poiché queste piccole crepe sono state scoperte nel 2012 nella copertura del serbatoio principale nel corso di un un'ispezione condotta dai tecnici della Electrabel, sono stati effettuati tre serie di test. Una quarta serie è in corso. L'operatore elettrico comunicherà i risultati all'inizio di aprile all'agenzia federale del controllo nucleare (AFCN) che li analizzerà con l'aiuto di una giuria internazionale di esperti. Le verifiche sono state estese anche ai vessels che sono quei grandi recipienti d'acciaio che contengono il nocciolo, le barre di controllo e il fluido refrigerante.

Il deterioramento di queste componenti può causare incidenti nucleari catastrofici con massiccio rilascio di radiazioni.Il Belgio ha però annunciato per i prossimi anni una graduale uscita dal nucleare. Problemi di questo tipo non riguardano solo l'Europa, difatti a fine agosto 2012 Greenpeace aveva messo sotto osservazione anche la centrale nucleare argentina di Atucha come uno dei diciannove impianti a possedere un reattore potenzialmente difettoso. Anche per questi reattori si parla di crepe nella struttura che racchiude il reattore, proprio come quelle delle centrali belghe di Doel 3, e di Tihange 2.

Tutte queste strutture hanno una cosa in comune: sono state fabbricate dalla olandese Rotterdamsche Doogdok Maatschappij 8rdm, azienda che ha cessato l'attività da diversi anni e che ha consegnato altre 21 strutture simili in tutto il mondo tra cui: due reattori olandesi, due tedeschi, due spagnoli, due svizzeri, uno svedese e dieci presenti negli Stati Uniti. Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" che le centrali nucleari europee fossero vecchie e malandate non è una novità. Ce lo hanno testimoniato sia i numerosi incidenti e stop preventivi che i rapporti sulla sicurezza, basti citare il caso francese con il rapporto della IRSN che conferma come nessuna delle centrali nucleari francesi sia sicura in caso di eventi estremi come forti terremoti e devastanti alluvioni.

FATTURE ELETTRONICHE, NUOVO STRUMENTO PER LA LOTTA ALL'EVASIONE

Venerdì 27 febbraio, 15.30 Palazzo dei Chierici, focus sulle nuove normative

«Una leva importante nel percorso di digitalizzazione del nostro Paese, che porterà di certo notevoli benefici alla Pubblica amministrazione in termini di efficientamento delle risorse, innovazione nei modelli di gestione, riduzione dei costi dei materiali e degli spazi fisici, monitoraggio delle spese e lotta all'evasione». Così l'assessore al Bilancio del Comune di Catania Giuseppe Girlando ha annunciato la rivoluzione dettata dalla normativa sulla fatturazione elettronica che entrerà in vigore il prossimo 31 marzo 2015.

Una rimodulazione dei rapporti tra fornitori ed Enti pubblici, che verrà affrontata nei dettagli venerdì 27 febbraio alle ore 15.30 a Palazzo dei Chierici, in occasione del convegno "La fatturazione elettronica, l'impatto del digitale nella Pubblica Amministrazione, nel sistema delle  imprese, negli studi professionali", presentato stamattina in conferenza stampa a Palazzo degli Elefanti. Un evento atteso dalle categorie professionali e dal mondo delle imprese che «rappresenterà un momento di aggiornamento e formazione per i professionisti – ha sottolineato il presidente dell'Ordine etneo dei Commercialisti Sebastiano Truglio – chiamati a conoscere modalità e procedure, nella fase di estensione dell'obbligo a tutte le Amministrazione.


Durante il convegno, infatti, affronteremo novità tecniche e tecnologiche, adempimenti burocratici, nonché prospettive future e fasi amministrative e contabili di un nuovo approccio che vede coinvolti circa 21mila soggetti pubblici e oltre 36mila uffici, con un risparmio di 1 miliardo e mezzo di euro nella sola prima fase di attuazione».

Processi più trasparenti e rapidi, «che mirano a riformare leggi fiscali, allineando l'Italia a best practices di respiro internazionale – ha aggiunto il vice presidente vicario di Confindustria Catania Antonello Biriaco – questo nuovo strumento rappresenterà anche per le imprese un'occasione per ottimizzare i costi di gestione e aumentare la competitività.

Per questo vogliamo arrivare preparati a quest'appuntamento, affrontando al meglio questa trasformazione che, a breve, vedrà convergere anche le transazioni tra privati». Come tutti i processi di cambiamento importanti, non mancheranno naturali criticità, «che dovranno essere superate attraverso la definizione di soluzioni pratiche e condivise – ha spiegato Giovanni Pellitteri, direttore di Gestione Archivi, società che si occupa di emissione ma anche di conservazione elettronica dei documenti – è per questo che faremo da interlocutori attivi per illustrare a tutti gli attori coinvolti, gli strumenti idonei per l'applicazione della normativa che rappresenta un tassello dell'Agenda digitale introdotta dalla legge 244 del 2007».


Non si può, ovviamente, negare l'impatto con il sistema esistente, ma la fatturazione elettronica rappresenterà davvero una rivoluzione culturale: «Dobbiamo cogliere l'occasione di questa rivoluzione copernicana – ha concluso l'economista Antonio Pogliese – il titolo del convegno esalta la fatturazione elettronica, che rappresenta solo un tassello di un più ampio quadro che configura il processo di digitalizzazione, quale riforma epocale. Un cambiamento che ha la stessa valenza
della riforma tributaria del 1971 e che diventerà un vero punto di riferimento per la lotta all'evasione.

Per capire quanto pesa quest'operazione sul sistema, basta fornire un dato: su oltre 5 milioni di imprese italiane, il 40% s'interfaccia con la Pubblica Amministrazione. Un volume d'affari importante che, grazie ai nuovi strumenti, potrà essere regolamentato e registrato al meglio, offrendo un quadro chiaro e aggiornato dell'evoluzione della spesa pubblica».

Roberto Carlino: La Littizzetto ha citato il Presidente di Immobildream

Durante la trasmissione “Che tempo che fa”, nel consueto spazio dedicato all’approfondimento in chiave ironica dei fatti più curiosi della settimana, Luciana Littizzetto ha citato Roberto Carlino, Presidente di Immobildream.
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Dopo Belen Rodriguez, anche Luciana Littizzetto cita Roberto Carlino, Presidente diImmobildream.
La Littizzetto ha citato il Presidente di Immobildream durante la trasmissione “Che tempo che fa”, nel consueto spazio dedicato all’approfondimento in chiave ironica dei fatti più curiosi della settimana. Parlando di politica, la Littizzetto ha detto: “Mattarella ha cominciato il suo lavoro a tempo pieno: ha parlato con Vendola, con Brunetta, si è anche un po’ offeso perché non è venuto Salvini e tra le tante cose, ha anche deciso di aprire il Quirinale tutti i giorni. Io non ho capito se è lui che apre personalmente il Quirinale come Roberto Carlino: non vendo sogni, ma solide realtà. Guarda che potremmo darglielo il Quirinale a Roberto Carlino, lo vendiamo oppure lo affittiamo per i matrimoni, non so, comunioni, o qualcosa del genere…”
Il Presidente di Immobildream era peraltro già stato citato anche dai comici Enrico Brigano e Max Giusti durante i loro spettacoli.
FONTE: Daily Focus

Francesco Gulli Novartis: “Adiuvanti, la marcia in più dei vaccini”

Adiuvanti e nuove tecnologie per sviluppare i vaccini del futuro in grado di migliorare la risposta immunologica e garantire una maggiore efficacia per la prevenzione delle malattie infettive e per la cura delle infezioni croniche e dei tumori. Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines: “Abbiamo affrontato il tema di come tradurre le nuove scoperte scientifiche in nuovi adiuvanti per sviluppare i vaccini del futuro”. Gli adiuvanti sono importanti componenti deivaccini moderni perché utilizzati per potenziarne la risposta immunitaria, permettendo così lo sviluppo di vaccini di nuova generazione.
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Testo tratto da Siena Free del 22 luglio 2014
Abbiamo affrontato il tema di come tradurre le nuove scoperte scientifiche in nuovi adiuvanti per sviluppare i vaccini del futuro” ha commentato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines, a conclusione di “Enhancing vaccine immunity and value”, evento scientifico di livello internazionale promosso da Novartis Vaccines presso il Centro Ricerche di Siena. Gulli: “Le evidenze, presentate da alcuni tra i maggiori esperti mondiali in materia di vaccini e politiche sanitarie, hanno confermato che questa linea di ricerca sta crescendo velocemente e potrebbe presto portare allo sviluppo di vaccini più efficaci per la prevenzione delle malattie infettive e per la cura delle infezioni croniche e dei tumori”.
Gli adiuvanti sono importanti componenti dei vaccini moderni perché utilizzati per potenziarne la risposta immunitaria, permettendo così lo sviluppo di vaccini di nuova generazione. Duplice il beneficio: da un lato la vaccinazione viene estesa a tutte le fasce d’età, dall’altro diventa possibile prevenire anche malattie non contagiose. Questo è il contributo della ricerca allo sfidante obiettivo posto dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), secondo la quale entro il 2020 i vaccini eviteranno 25 milioni di decessi.
Un aiuto concreto alla discussione a favore di questi componenti in grado di migliorare la risposta immunologica al vaccino e garantire una maggiore efficacia preventiva è venuto da Steven Black, specialista in malattie infettive del Children’s Hospital di Cincinnati (USA), che nel suo intervento ha sottolineato come il vaccino influenzale contenente MF59® sia capace di ridurre significativamente il numero di casi di influenza e di ospedalizzazione negli anziani. “Questi benefici” ha commentato Black “si accompagnano con un’eccellente tollerabilità del vaccino non solo nei soggetti dal sistema immunitario più fragile, ma anche nelle donne incinte, che l’OMS ha messo al primo posto nelle priorità di vaccinazione contro l’influenza”. Inoltre, il profilo di sicurezza trova riscontro in un’ampia banca dati basata sulla sorveglianza clinica di questo vaccino negli anni e su oltre 160 milioni di dosi di vaccino stagionale e pandemico distribuite in tutto il mondo.
Il valore dell’adiuvante ha trovato un’ulteriore conferma proprio in Italia, nei risultati dello studio LIVE (Lombardy Influenza Vaccine Effectiveness), il primo studio che abbia valutato l’efficacia sul campo in un contesto di vita reale dei vaccini. L’obiettivo era quello di stimare il rischio di ospedalizzazione per influenza e polmonite durante la stagione influenzale in soggetti anziani (≥65 anni) vaccinati con vaccino adiuvato con MF59® rispetto a soggetti vaccinati con vaccino inattivato influenzale non adiuvato. Lo studio, durato tre anni (tra il 2006 ed il 2009) e condotto coinvolgendo cinque Asl della Regione Lombardia e circa 170.000 soggetti, ha confermato come, nel caso del vaccino antinfluenzale adiuvato, si riducano del 25% le ospedalizzazioni per influenza e polmonite durante il picco influenzale.
Oltre a questo, approntare strategie vaccinali appropriate, garantisce benefici che si estendono non solo al sistema sanitario ma anche al sistema economico collettivo.
La vaccinazione è uno dei più efficaci interventi sanitari in grado di prevenire i decessi dovuti a malattie infettive ogni anno nel mondo” ha sottolineato in chiusura dell’evento David Bloom, professore di Economia e Demografia della Harvard School of Public Health. “L’impatto della vaccinazione nella società va, però, ben oltre la riduzione delle malattie infettive. Un miglioramento della salute si traduce, infatti, in un miglioramento generale dell’economia. Un esempio in tal senso ci arriva dagli Stati Uniti dove, dal 1994 al 2013, la vaccinazione ha evitato 732.000 decessi e 21 milioni di ospedalizzazioni producendo un risparmio netto per il sistema salute americano può essere stimato in 295 miliardi di dollari di costi diretti e 1,38 migliaia di miliardi in costi indiretti”.
La vaccinazione si conferma quindi una scelta che garantisce una forte economicità, perché permette di focalizzare risorse in interventi di prevenzione che evitano poi i costi correlati sia alla cura della malattia, come ad esempio l’ospedalizzazione, sia alla gestione sociale della persona colpita.

Rapporto 2014-15 Amnesty: "Vergognosa e inefficace la risposta globale alle atrocità degli Stati e dei gruppi armati"

In occasione del lancio del suo Rapporto 2014-2015, pubblicato in Italia da Castelvecchi, Amnesty International ha sollecitato i leader mondiali ad agire con urgenza di fronte alla mutata natura dei conflitti e a proteggere i civili dalla terribile violenza degli stati e dei gruppi armati.

“Il 2014 è stato un anno catastrofico per milioni di persone intrappolate nella violenza. La risposta globale ai conflitti e alle violazioni commesse dagli stati e dai gruppi armati è stata vergognosa e inefficace. Di fronte all’aumento degli attacchi barbarici e della repressione, la comunità internazionale è rimasta assente” – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

“Le Nazioni Unite furono istituite 70 anni fa per assicurare che gli orrori della Seconda guerra mondiale non si sarebbero mai più ripetuti. Adesso assistiamo a una violenza su scala massiccia che produce un’enorme crisi dei rifugiati. Siamo di fronte a un clamoroso fallimento nella ricerca di soluzioni efficaci per risolvere le necessità più pressanti dei nostri tempi” – ha aggiunto Marchesi.

Prospettive per il periodo 2015-2016
Il Rapporto 2014-2015 di Amnesty International presenta un’analisi complessiva della situazione dei diritti umani riscontrata nel 2014 in 160 paesi e ammonisce che, se i leader mondiali non agiranno immediatamente di fronte alla mutata natura dei conflitti e non rimedieranno alle carenze identificate nel Rapporto, la prospettiva per i diritti umani nel periodo 2015-2016 sarà tetra, con:

* popolazioni civili sempre più costrette a vivere sotto il controllo quasi statale di brutali gruppi armati e sottoposte ad attacchi, persecuzioni e discriminazioni;
* crescenti minacce alla libertà d’espressione e ad altri diritti umani, tra cui le violazioni causate da nuove, drastiche leggi antiterrorismo e da sorveglianze di massa ingiustificate;
* il peggioramento delle crisi umanitarie e dei rifugiati, con un sempre maggior numero di persone in fuga dai conflitti, i governi ancora impegnati a chiudere le frontiere e la comunità internazionale sempre più incapace di fornire assistenza e protezione.

Particolare preoccupazione è data dal crescente potere di gruppi armati non statali, tra cui il quello che si è denominato Stato islamico.

Nel 2014 i gruppi armati hanno commesso abusi dei diritti umani in almeno 35 paesi, più di un quinto di quelli su cui Amnesty International ha svolto ricerche.
“Con l’estensione dell’influenza di gruppi come Boko haram, Stato islamico e Al Shabaab oltre i confini nazionali, sempre più civili saranno costretti a vivere sotto un controllo quasi statale, sottoposti ad abusi, persecuzione e discriminazione” – ha commentato Marchesi.  

“I governi devono finirla di affermare che la protezione dei civili è al di là dei loro poteri e devono invece contribuire a porre fine alla sofferenza di milioni di persone. Devono avviare un cambiamento fondamentale nel modo di affrontare le crisi nel mondo” – ha proseguito Marchesi.

Il potere di veto all’interno del Consiglio di sicurezza
Il Consiglio di sicurezza non ha agito di fronte alle varie crisi in Siria, Iraq, Gaza, Israele e Ucraina, neanche quando sono stati commessi crimini orrendi contro la popolazione civile da parte degli stati o dei gruppi armati, per proprio tornaconto o interessi politici.
Amnesty International ora chiede ai cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza di rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio o di altre atrocità di massa.

“Potrebbe essere una svolta per la comunità internazionale e uno strumento per difendere le vite umane. Così facendo, i cinque stati membri permanenti darebbero alle Nazioni Unite un più ampio margine d’azione per tutelare i civili in caso di gravi rischi per le loro vite e invierebbero un segnale potente che il mondo non resterà a guardare passivamente di fronte alle atrocità di massa” – ha spiegato Marchesi.
 
Commercio di armi
Nel 2014 la sanguinosa eredità dell’afflusso di armi in paesi dove sono state usate per compiere gravi abusi da parte degli stati e dei gruppi armati ha causato la morte di decine di migliaia di civili.

Amnesty International chiede a tutti gli stati – compresi Stati Uniti d’America, Cina, Canada, India, Israele e Russia – di ratificare o accedere al Trattato sul commercio di armi entrato in vigore lo scorso anno, dopo una campagna di Amnesty International e di altre organizzazioni durata decenni.
“Nel 2014, enormi forniture di armi sono state inviate a Iraq, Israele, Sud Sudan e Siria, nonostante la probabilità assai elevata che sarebbero state usate contro i civili intrappolati nei conflitti. Quando lo Stato islamico ha conquistato ampie parti dell’Iraq, ha trovato grandi arsenali pronti all’uso. L’irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito” – ha detto Marchesi.

Risposte draconiane

Amnesty International sollecita i governi ad assicurare che la loro risposta alle minacce contro la sicurezza non metta a rischio i diritti umani fondamentali o alimenti ulteriore violenza.

Il Rapporto 2014-2015 descrive il modo in cui molti governi, nel 2014, hanno invece adottato tattiche draconiane e repressive, come nei seguenti casi:
* Afghanistan: ripetute violazioni dei diritti umani da parte della Direzione nazionale per la sicurezza, tra cui torture e sparizioni forzate;
* Kenya: adozione dell’Emendamento alla legge sulla sicurezza, una normativa repressiva che potrebbe dar luogo ad ampie limitazioni della libertà d’espressione e di movimento;
* Nigeria: comunità già terrorizzate da anni da Boko haram sono state ulteriormente esposte alla violenza da parte delle forze di sicurezza, che hanno compiuto uccisioni extragiudiziali, arresti arbitrari di massa e torture;
* Pakistan: le autorità hanno annullato la moratoria sulle esecuzioni e iniziato a mettere a morte prigionieri condannati per reati di terrorismo;
* Russia e Asia Centrale: persone accusate di reati di terrorismo o sospettate di militare in gruppi islamisti sono state torturate dagli agenti della sicurezza nazionale;
* Turchia: la legislazione antiterrorismo, formulata in modo generico, ha continuato a essere usata per criminalizzare il legittimo esercizio della libertà d’espressione.

“Dalla Nigeria all’Iraq, i governi hanno cercato di giustificare le violazioni dei diritti umani con la necessità di mantenere ‘sicuro’ il mondo. Stiamo vedendo pessimi segnali che i governi continueranno a reprimere le proteste, introdurranno drastiche leggi antiterrorismo e ricorreranno a un’ingiustificata sorveglianza di massa per rispondere alle minacce alla sicurezza. Ma sappiamo che le reazioni impulsive non funzionano. Al contrario, creano un ambiente repressivo nel quale l’estremismo può crescere” – ha sottolineato Marchesi.

Rifugiati
Una tragica conseguenza dell’incapacità della comunità internazionale di reagire di fronte alla mutata natura dei conflitti è una delle peggiori crisi dei rifugiati cui il mondo abbia mai assistito, con milioni e milioni di persone in fuga dalla guerra e dalla persecuzione, quattro dei quali solo dalla Siria.

“È terribile vedere come i paesi ricchi considerino prioritario lasciare le persone fuori dai loro confini piuttosto che tenerle in vita. La crisi globale dei rifugiati è destinata a peggiorare se non verranno prese misure urgenti. I leader mondiali hanno il potere di alleviare la sofferenza di milioni di persone, destinando impegno politico e risorse economiche all’assistenza e alla protezione di coloro che fuggono dai pericoli, fornendo aiuti umanitari con generosità e reinsediando i rifugiati più vulnerabili” – ha dichiarato Marchesi.

Appello ad agire

“Il quadro complessivo dello stato dei diritti umani è tetro ma le soluzioni ci sono. I leader mondiali devono intraprendere azioni immediate e decisive per invertire un’imminente crisi globale e fare un passo avanti verso un mondo più sicuro, in cui i diritti e le libertà siano protetti” – ha concluso Marchesi.

La situazione in Italia
Come le edizioni precedenti, il Rapporto 2014-2015 contiene un capitolo riguardante l’Italia.

Al centro delle preoccupazioni di Amnesty International restano la perdurante assenza del reato di tortura nella legislazione nazionale, la discriminazione nei confronti delle comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti irregolari e il mancato accertamento – nonostante i progressi compiuti su qualche caso – delle responsabilità per le morti in custodia, a seguito d’indagini lacunose e carenze nei procedimenti giudiziari.

“Durante il semestre di presidenza dell’Unione europea, l’Italia ha sprecato l’opportunità di dare all’Europa un indirizzo diverso, basato sul rispetto dei diritti umani, sul contrasto alla discriminazione e soprattutto su politiche in tema d’immigrazione che dessero priorità a salvare vite umane, attraverso l’apertura di canali sicuri di accesso alla protezione internazionale, piuttosto che a controllare le frontiere” – ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

“Dopo aver salvato oltre 150.000 rifugiati e migranti che cercavano di raggiungere l’Italia dal Nord Africa su imbarcazioni inadatte alla navigazione, a fine ottobre l’Italia ha deciso di chiudere l’operazione Mare nostrum. Avevamo chiesto al governo, e lo stesso primo ministro si era impegnato pubblicamente in questo senso, di non sospendere Mare nostrum fino a quando non fosse stata posta in essere un’operazione analogamente efficace, in termini di ricerca e soccorso in mare. Le nostre richieste non sono state ascoltate, con le conseguenze ampiamente previste di nuove, tragiche morti in mare, nonostante il pieno dispiegamento dei mezzi e l’impegno della Guardia costiera italiana, lasciata pressoché sola dalla comunità internazionale” – ha commentato Rufini.


Qui il Rapporto 2014-2015 online:
http://rapportoannuale.amnesty.it/  

martedì 24 febbraio 2015

Campagna Open Shuhada Street a Roma il 27 febbraio ore 18



Venerdì 27 febbraio ore 18
via Ostiense 152/B, Roma
 

LA CAMPAGNA OPEN SHUHADA STREET FA TAPPA A ROMA
IN SOLIDARIETA' CON GLI ABITANTI 
DI HEBRON E DELLA PALESTINA

 

Dopo una vera e propria "staffetta di solidarietà" tra diverse città italiane (Venezia, Marghera, Firenze, Bologna, Padova, Brescia, Genova, Torino, Alba, Milano),  farà tappa a Roma il 27 febbraio la Open Shuhada Street Campaign. La campagna internazionale vede uniti attivisti per i diritti umani provenienti da tutto il mondo in una protesta nonviolenta contro le misure di chiusura e di separazione messe in atto dal governo israeliano nei Territori Occupati Palestinesi e, in particolare, a Hebron.  
Dal 2010 ogni anno, in occasione del 25 febbraio, anniversario dal massacro della Moschea, in cui il colono israeliano Baruch Goldstein uccise 29 palestinesi mentre pregavano nella moschea Ibrahimi, organizzazioni di tutto il mondo si uniscono per chiedere uguaglianza, rispetto dei diritti umani a Hebron, la fine della occupazione militare israeliana e la riapertura di Shuhada Street. Simbolo di una più ampia politica di Israele di separazione all'interno de Territori Occupati, il divieto di acceso ai palestinesi sulla Shuhada Street, strada principale della città, ne limita la libertà di movimento e sta provocando la morte di quello che era tradizionalmente un fiorente snodo commerciale della Cisgiordania.
Venerdì 27 febbraio, in via Ostiense 152/B a Roma, a partire dalle ore 18, la testimonianza di Sondos Azza, attivista di Youth Against Settlements (Gioventù contro gli insediamenti), movimento per la resistenza nonviolenta di Hebron. Modera Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo. Nel corso della serata, la proiezione del video: "Al Khalil, la città fantasma" di Livia Parisi.
Alle ore 20 cena 'Sapori e odori dalla Palestina e dall'Italia'
(con contributo di 12 euro). A seguire musica, canti e balli con rifugiati palestinesi.
Il ricavato dell'iniziativa andrà a finanziare la campagna.

INFO: luisamorgantini@gmail.comfacebook.com/assopace.palestina

 


Gulli Novartis Agenzia Europea Parere Positivo Vaccino Contro Meningite

Agenzia Europea per i Medicinali, il Comitato per i Farmaci per uso umano ha adottato parere positivo per il vaccino a quattro componenti contro il meningococco B per l’immunizzazione attiva di soggetti di età pari o superiore ai 2 mesi. «Siamo orgogliosi dell’importante traguardo raggiunto nell’ambito dello sviluppo di vaccini contro una malattia che fino a oggi sembrava invincibile» ha affermato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. «Per oltre due decenni ci siamo impegnati per sviluppare un vaccino in grado di prevenire la malattia da MenB. La nostra determinazione è stata alimentata dalle testimonianze di pazienti che hanno provato l’esperienza devastante della meningite e dalle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di questa malattia».
Francesco Gulli Novartis Agenzia Europea Medicinali
Testo tratto da Pharmastar del 16 dicembre 2012
Il Comitato per i Farmaci per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use, CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha adottato parere positivo per il vaccino a quattro componenti contro il meningococco B [rDNA, adsorbito] per l’immunizzazione attiva di soggetti di età pari o superiore ai 2 mesi contro la malattia meningococcica invasiva causata da N. meningitidis di gruppo B (1,2). Si tratta del primo vaccino ad ampio spettro autorizzato, in grado di contribuire a proteggere tutti i gruppi di età contro il meningococco di tipo B (MenB)3, inclusi i lattanti la fascia a maggiore rischio di infezione4.
«Siamo orgogliosi dell’importante traguardo raggiunto nell’ambito dello sviluppo di vaccini contro una malattia che fino a oggi sembrava invincibile» ha affermato Francesco Gulli, AD diNovartis Vaccines. «Per oltre due decenni ci siamo impegnati per sviluppare un vaccino in grado di prevenire la malattia da MenB. La nostra determinazione è stata alimentata dalle testimonianze di pazienti che hanno provato l’esperienza devastante della meningite e dalle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di questa malattia».
«Il lavoro di centinaia di donne e uomini presso il nostro Centro Ricerche ha fatto sì che Siena fosse riconosciuta come una delle capitali mondiali dell’immunizzazione» prosegue Gulli. «La ragione di questo successo è l’avere costantemente mantenuto la ricerca scientifica alla base del processo che avrebbe portato a vaccini sempre più innovativi. Senza l’innovazione, infatti, non sarebbe stato possibile raggiungere quei livelli che oggi hanno attratto e stanno attraendo a Siena giovani professionisti da tutto il mondo, che saranno il motore dei futuri traguardi».
Il vaccino Novartis contro il meningococco B è il primo vaccino sviluppato usando un pionieristico approccio scientifico (la reverse vaccinology), partendo dal genoma del batterio5. Tale approccio innovativo costituisce la base per una nuova generazione di vaccini grazie ai quali sarà possibile prevenire altre malattie.
I vaccini attualmente disponibili contro la meningite meningococcica proteggono contro i sierogruppi A, C, Y e W135, ma non contro MenB, responsabile fino al 90% dei casi di malattia meningococcica in alcuni paesi europei6. La malattia meningococcica da MenB spesso non viene diagnosticata correttamente, può uccidere in 24 ore o causare gravi disabilità permanenti1,2. Circa 1 soggetto su 10 di coloro che contraggono la malattia meningococcica muore, nonostante un trattamento adeguato2. Fino a uno su cinque di coloro che sopravvivono alla malattia soffrirà di disabilità permanenti quali danni cerebrali, perdita dell’udito o amputazione degli arti5. I tassi più alti di malattia da MenB si verificano nel primo anno di vita, con un picco ai sette mesi di età7.
«La meningite è una patologia drammatica che, oltre al decesso, può causare sordità, ritardo psicomotorio, paralisi cerebrale. Il periodo di maggior rischio è in prevalenza nei primi cinque anni di vita, perché nel bambino il sistema immunitario è immaturo, e insorge nuovamente nell’adolescente e nel giovane adulto, soggetti che fanno vita di comunità», dichiara Susanna Esposito, Direttore della Clinica Pediatrica I presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.
«La vaccinazione è considerata l’unico intervento preventivo efficace e fino a oggi esisteva un gap nella possibilità di prevenire le forme da meningococco da sierogruppo B, che rappresentano attualmente più della metà dei casi. Questo nuovo vaccino rappresenta un enorme progresso perché permetterà di prevenire la meningite di sierogruppo B nelle diverse fasce di età».
I profili di tollerabilità e immunogenicità del vaccino a quattro componenti contro MenB sono stati definiti attraverso un ampio e completo programma di studi clinici, tra cui ampi studi di fase II e III che hanno coinvolto oltre 8.000 lattanti, bambini, adolescenti e adulti8,9,10,11,12,13. A partire dai due mesi di età, il vaccino multicomponente contro il meningococco B può essere somministrato secondo diverse schedule di vaccinazione che possono integrarsi con il calendario delle vaccinazioni di routine.
«Accogliamo con profonda soddisfazione questa notizia particolarmente significativa per genitori e medici. Per la prima volta nella lotta contro la malattia meningococcica, si intravede una potenziale soluzione nella protezione contro questa malattia» ha affermato Bruce Langoulant, Presidente e membro del CoMO, (Governing Council of Confederation of Meningitis Organisations) e padre di una bimba sopravvissuta alla meningite. «Molti membri e sostenitori del nostro Comitato sono stati colpiti personalmente dalla meningite e hanno visto i loro cari soffrire degli effetti devastanti di questa malattia».
Il vaccino a quattro componenti contro il meningococco B [rDNA, adsorbito] è il risultato di oltre vent’anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini5. MenB è stato un bersaglio particolarmente difficile da raggiungere in quanto la capsula esterna del batterio non viene soddisfacentemente riconosciuta dal sistema immunitario come antigene, rendendo particolarmente impegnativo lo sviluppo di un vaccino efficace fino ai recenti sviluppi scientifici14.

FontePharmastar

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